giovedì 28 settembre 2023

The Dead don't Die

Scritta da John Sturgill Simpson nel 2019, "The Dead Don't Die" è il tema conduttore dell’omonimo film di Jim Jarmusch.



Oh i morti non muoiono, non più di quanto moriamo tu o io

Sono solo spiriti dentro a un sogno

Di una vita che non possediamo

Essi camminano intorno a noi tutto il tempo

Senza mai prestare attenzione alle stupide vite che conduciamo

O al raccolto di quanto tutti abbiamo seminato

 

C’è una tazza di caffè, che aspetta a ogni angolo

Un giorno ci sveglieremo e scopriremo che gli angoli non ci sono più

Ma i morti continueranno a camminare in questo vecchio mondo, solitari

Dopo che la vita è finita, continua la vita dell’aldilà

 

Ci saranno vecchi amici che gironzolano in una città lievemente familiare

Che vedesti una volta alzando lo sguardo dal tuo telefono

Nessuno si degna di dire un ciao, puoi risparmiarti tutti i tuoi saluti

Smettiamola di fingere che non siamo a casa

 

E le strade appariranno così vuote al mattino

Non ci sarà nessuno fuori di notte, su cui le luci possano brillare illuminandolo

 

Ma i morti continueranno a camminare in questo vecchio mondo, solitari

Dopo che la vita è finita, continua la vita dell’aldilà



I cuori si spezzano quando le persone amate si mettono in viaggio

Al pensiero che ora sono andate per sempre

Così ci raccontiamo che sono ancora con noi, tutto il tempo

Andate ma non dimenticate, soltanto ricordi lasciati alle spalle


Ma i morti continueranno a camminare in questo vecchio mondo, solitari

Dopo che la vita è finita, continua la vita dell’aldilà

domenica 27 agosto 2023

Bottle of Smoke

Da "If I Should Fall from Grace with God" (1988). Scritta da Shane MacGowan con Jem Finer, è la storia di un immaginario cavallo così chiamato, che va a conquistare la Cheltenham Gold Cup, facendo vincere una grande somma di denaro al narratore, il quale aveva scommesso sull’animale a dispetto delle scarse probabilità di successo. Secondo MacGowan era “il tipo di strano e impossibile nome che vince sempre una corsa”. Il brano, con una musica che sembra un cavallo al galoppo, descrive tutta la gioia di una vittoria, ma anche di un momento di totale  euforia, presumibilmente dopo tanta sfortuna. Mano a mano che l’esultanza procede, i versi della canzone sfociano in immagini quasi oniriche e deliranti, come se la felicità non riuscisse più a esprimersi nella realtà, e la Bottiglia di Fumo sembra diventare una sorta di sostanza stupefacente o di bevanda inebriante, che avvolge tutto e tutti nell’estasi della vittoria.



Ringraziamenti e lodi, lodi a Gesù

Ho scommesso su Bottiglia di Fumo

Sono stato all’inferno e alle corse

Per scommettere su Bottiglia di Fumo

In un giorno sereno, sotto un cielo radioso

È uscito fuori sulla sinistra come un lampo di luce

Come una scopata ubriaca un sabato sera

È balzato fuori Bottiglia di Fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Domande dei gestori, rapide e incandescenti

Ho scelto Bottiglia di Fumo

Accertamenti e congetture

Ho scommesso su Bottiglia di Fumo

Fanculo i gestori, un viaggio a Lourdes

Forse concederà a quei vecchi stronzi il bene della vista

Urla e confusione e chi salta e chi stoppa e chi chiama gli sbirri

Ma io ho sempre i soldi che mi luccicano in mano

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Yee-haw

Gli allibratori imprecano, i veicoli si ribaltano

Ho azzeccato Bottiglia di Fumo

I vetri si appannano, i vascelli scoppiano

Ho avuto Bottiglia di Fumo

Ho allungato un cinquantone alla moglie

E a ogni moccioso una banconota da cinque nuova di zecca

Perché mi lasciassero in pace sabato sera

Quando ho azzeccato Bottiglia di Fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Sacerdoti e vergini, ubriachi come pagani

Hanno preso la bottiglia di fumo

Peccati perdonati e celebrazioni

Hanno preso la bottiglia di fumo

Fotti gli Yankees e beviti le loro mogli

La luna è limpida, il cielo è luminoso

Sono felice come merda di cavallo

È sbucato fuori Bottiglia di fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

Fuori dai coglioni, bastardi!


Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!


sabato 22 luglio 2023

Das Narrenschiff (Ship of Fools) - Reinhard Mey

“Das Narrenschiff” è una delle canzoni più note del cantautore tedesco Reinhard Mey, pubblicata nel 1998 sull’album “Flaschenpost” .

“La nave dei folli” è anche il titolo di un’opera satirica di Sebastian Brant pubblicata nel 1494, in cui i folli vengono rappresentati come figure peccaminose, che rifiutano Dio e in ogni capitolo mostrano di volta in volta un tipico vizio umano. Anche il quadro omonimo di Hieronymus Bosch del 1500 presenta corrispondenti figure decadenti e immorali. L’immagine di una nave che, carica di folli, rispecchia con senso critico la società è stata spesso riutilizzata a partire del Medioevo.

Nel testo di Reinhard Mey vi sono riferimenti inequivocabili alla politica e alla società. Vengono descritti l’equipaggio e i responsabili del comando della nave.

Si riferisce essenzialmente all'equipaggio e al comando della nave. Dipinge l'immagine di una nave sul cui ponte di comando regnano figure corrotte, egocentriche e letargiche, che lasciano che la nave navighi ad occhi aperti con mare grosso su una scogliera e quindi affondi, e nessuno dell'equipaggio egoista è pronto o disposto a fare qualcosa. L'equipaggio viene dipinto come incapace di riportare la nave sulla rotta. Loro, ma anche le persone a bordo in generale, sono ritratti come persone che, una volta al potere o con influenza, non vogliono più saperne dei loro precedenti ideali. Le condizioni difficili a cui la nave è esposta sono sinonimo di uno Zeitgeist completamente negativo a cui le altre persone sulla nave, e quindi la società, non vogliono opporsi.

La canzone descrive le condizioni della nave come una società distopica in cui commercianti, truffatori e altri personaggi loschi e senza scrupoli non fanno alcuno sforzo per nascondere se stessi e le loro azioni, e che segue come un lemming la rotta della nave verso il suo destino. Distoglie lo sguardo, è immobile e non vuole sapere nulla delle circostanze a bordo.

La canzone rimane comunque aspecifica, in quanto non indica chiaramente a chi ci si riferisce. Mey stesso ha descritto la sua canzone "come un resoconto sullo stato della nazione" che sarebbe diventato "più attuale con ogni governo". Fa parte di una serie di canzoni di Mey che criticano lo spirito del tempo, la politica e gli sviluppi sociali negativi.



 

Il mercurio sta scendendo, i segnali indicano una tempesta,

Solo stupide risatine e fischi dalla torre di controllo...

E un sordo rombo dal motore.

E rollio e beccheggio e mare grosso,

La banda della nave suona "Humbatäterä",

E una risata maniacale proviene dalla latrina.

Il carico è marcio, i documenti falsi,

Le pompe di sentina perdono e le paratie si bloccano,

I boccaporti sono spalancati e tutti i campanelli d'allarme suonano.

Il mare batte ad altezza d'uomo nella stiva

E i fuochi di sant’Elmo guizzano dal derrick,

Ma nessuno a bordo sa leggere i segnali!

 

Il timoniere mente, il capitano è ubriaco

e l'ingegnere è sprofondato in un'ottusa letargia,

L'equipaggio è composto da furfanti spergiuri,

Il radiotelegrafista è troppo vigliacco per inviare un SOS.

Klabautermann* conduce la nave dei folli

A tutta velocità e con rotta verso la barriera corallina.

 

All'orizzonte brillano i segni del tempo

Malvagità, avidità e vanità.

Sul ponte di comando ci sono sciocchi e sempliciotti.

Lo squalo dai denti aguzzi pesca nelle acque torbide,

portando il suo pescato sulla terraferma, oltre il timone,

sul banco di sabbia vicino alla famosa Isola del Tesoro.

Gli altri riciclatori di denaro e i papponi stanno già aspettando,

Il re del bordello e il barone delle slot machine,

Alla luce del sole, nessuno deve rimanere al buio.

Nella repubblica delle banane dove anche il presidente

ha perso la sua vergogna e non ha scrupoli,

per adornarsi con il ladro di tasse nel suo entourage.

 

Il timoniere mente, il capitano è ubriaco

e l'ingegnere è sprofondato in un'ottusa letargia,

L'equipaggio è composto da furfanti spergiuri,

Il radiotelegrafista è troppo vigliacco per inviare un SOS.

Klabautermann conduce la nave dei folli

A tutta velocità e con rotta verso la barriera corallina.


Ci si è resi omogenei, si è scesi a patti.

Tutti gli alti ideali sono andati in rovina,

e il grande ribelle che non si stancava mai di combattere

è mutato in uno gnomo servile e velenoso

e canta come un agnello davanti al vecchio malvagio di Roma.

Le sue canzoni, per l'appunto: i tempi stanno cambiando!

Giovani un tempo selvaggi sono ora docili, pii e mansueti,

comprati, anestetizzati e senza ali,

scambiano zampe di velluto per artigli un tempo affilati.

E i vecchi vanitosi si presentano con coraggio

Con donne sempre troppo giovani sul ponte superiore,

che riscaldano le loro membra flaccide e masticano il cibo per loro.

 

Il timoniere mente, il capitano è ubriaco

e l'ingegnere è sprofondato in un'ottusa letargia,

L'equipaggio è composto da furfanti spergiuri,

Il radiotelegrafista è troppo vigliacco per inviare un SOS.

Klabautermann conduce la nave dei folli

A tutta velocità e con rotta verso la barriera corallina.


Siete armati contro il nemico, ma il nemico è qui da tempo.

Ha una mano sulla vostra gola, è dietro di voi.

Sotto la protezione dei paragrafi mescola le carte segnate.

Tutti lo vedono, ma tutti distolgono lo sguardo,

E l'uomo scuro esce dal suo nascondiglio

e spaccia sotto gli occhi di tutti davanti all'asilo.

La sentinella chiama dall'albero più alto: " La fine è in vista!

Ma loro sono pietrificati e non lo sentono.

Si muovono come lemming in orde senza volontà.

È come se avessero perso la testa,

abbiano cospirato per la rovina e la decadenza.

E un fuoco fatuo è diventato il loro faro.

 

Il timoniere mente, il capitano è ubriaco

e l'ingegnere è sprofondato in un'ottusa letargia,

L'equipaggio è composto da furfanti spergiuri,

Il radiotelegrafista è troppo vigliacco per inviare un SOS.

Klabautermann conduce la nave dei folli

A tutta velocità e con rotta verso la barriera corallina.


*spirito protettore delle navi

mercoledì 21 giugno 2023

Music is Lethal

Sul suo primo disco solista del 1974 Mick Ronson incise questa versione di “Io vorrei … non vorrei … ma se vuoi” di Lucio Battisti. Ronson e David Bowie ascoltarono la canzone durante una vacanza in Italia, e il testo in inglese (che si discosta dalle parole dell’originale) fu scritto da quest’ultimo, anche se la moglie del chitarrista, Suzy Fassey, ha rivendicato tempo dopo in un intervista di essere lei l’autrice.



Mio amico, me stesso

Eroe del tedio

Principe dei vicoli

Incespicando e cadendo verso un tavolo accattivante in cerca di vino

Battone mulatte,

Cocainomani, mariti afflitti

Verità rubate, che solo la sera rivela, facendole risplendere

 

Attraverso la tortuosa locanda del piacere urlante

Sorrisero due labbra umide d’ozio infantile

Posso aggrapparmi alle stelle?

Mentre giocano i tuoi capelli blu notte

 

Occhi di zibellino, cosce d’ebano

Ella splende per sempre

Danzatrice sia, danzando libera
ella danza per me

 

Così un uomo mascherato dovrebbe rimpiangere

Il passaggio della notte

Il lungo metallico lamento funebre

Non eravamo più prigionieri

Dei vicini angeli caduti

Ella brillerà per me

 

Che l’affanno cominci

Sebbene la musica sia letale

Lascia che la musica mi accolga con sé

Lo sai che l’irrompere del giorno vincerà

Ella splenderà per sempre

Egli splenderà per me

 

Mentre  camerieri urlanti ti mettono le mani sulle spalle

Bevo i tuoi baci

Stanza deliziosa, la mia incantevole tomba

Vedo l’uomo

Con mani marmoree

Il tuo calmo pappone, piranha

 

Culla la mia testa flottante

Spacca il suo vetro nella mia faccia, sono scagliato via

 


E poi vengo scagliato sanguinante fuori sulla strada

E chiedo, John devo trascinarti via?

E maledico dove giaccio

Mi inchinerò a ringraziare un giorno

 

Diecimila motori sbandano ingombrando

Bucano la mia pelle

Aizzano e stuzzicano

Per farmi correre e tornare alle mie stanze

 

Tuttavia il gusto cattivo del sonno

Stringo forte il cuscino

Piango di rabbia

Ella piangerà sul mio petto

Ella continuerà a splendere per sempre

Ella continuerà a splendere per me

Che la tentazione abbia inizio

Sebbene la musica sia letale

Sebbene l’irrompere del giorno vincerà

Ella continuerà a splendere per sempre

Ella continuerà a splendere per me

 

Ahhh, yeah
Oh, ohhhhh