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sabato 28 marzo 2026

Hell's Ditch

“Hell’s Ditch” è una canzone dei Pogues, presente sull’album omonimo, pubblicato nel 1990. Nel brano, scritto da Shane MacGowan e Jem Finer, viene affrontata, con il loro tipico stile crudo e diretto, la vita e l'opera di Jean Genet, leggenda letteraria omosessuale francese e frequentatore assiduo delle carceri. Genet ha avuto un'influenza evidente sui testi crudi e vividi di MacGowan, anche se versi come “Il tizio nella cuccetta di sopra si sente male / Nella cella accanto il pazzo / Comincia a urlare chiamando sua madre…” potrebbero essere stati ispirati tanto dalle esperienze adolescenziali di MacGowan in un ospedale psichiatrico quanto dagli scritti del francese.


 

Girone infernale

La vita è una merda, poi si muore

Inferno nero

Il fossato dell'inferno: libertà nuda e urlante


Le mani dell'assassino sono incatenate

Alle sei di sera comincia a piovere

Non vedrà mai più l'alba

Nostra Signora dei Fiori



Genet sta toccando il cazzo di Ramon

Il tizio nella cuccetta di sopra sta male

Nella cella accanto, il pazzo

Comincia a gridare chiamando sua madre

 

Dildo nero, inferno nero,

Mentre i poliziotti spagnoli prendevano in giro il mio gel

Una foto segnaletica che ricordo bene

Piccolo uomo, quanto hai sofferto


Sentivo le urla provenire dall'alto

Se non è un pugno, non è amore

Quanto alla nostra signora, si inginocchia

Ha il collo piegato, la lama cala

Ecco! Suona la campana della colazione

Di ritorno dal paradiso, di nuovo all'inferno

Libertà nuda e urlante – Girone infernale


venerdì 26 dicembre 2025

The Wake of the Medusa

Scritta da Jem Finer, compare sull’album “Hell’s Ditch” del 1990; è narrata in prima persona da un superstite del naufragio.

La canzone si sviluppa su diversi livelli in termini di riferimenti. Il titolo riprende quello del dipinto di Jean-Louis-André-Théodore Géricault, “La zattera della Medusa”, completato nel 1819 e attualmente esposto al Museo del Louvre, una versione del quale è stata utilizzata come copertina per “Rum, Sodomy, and the Lash”; la storia raffigurata aveva quindi probabilmente già lasciato traccia nell’immaginario della band. Il dipinto affronta un episodio piuttosto raccapricciante degli annali della navigazione francese,  intrecciato con una serie di riferimenti a figure della mitologia greca. Medusa, ad esempio, era una delle tre Gorgoni, un gigante con serpenti al posto dei capelli, che trasformava in pietra chiunque la guardasse.

"The guests are stood in silence
They stare and drink their wine
On the wall the canvas hangs
Frozen there in time
They marvel at the beauty
The horror and despair
At the wake of the Medusa
No one shed a tear...."

Di norma, i musei non consentono ai visitatori di passeggiare tra le opere d'arte con cibi e bevande. In occasioni speciali, con mecenati selezionati (cioè facoltosi), ciò potrebbe essere possibile. Quindi il verso iniziale qui descrive fondamentalmente la scena di una serata nella galleria dove è appeso il dipinto. Il termine “veglia” qui può essere inteso in due sensi: in primo luogo, una veglia può essere una “festa” post-funeraria in cui gli ospiti celebrano la vita ben vissuta e il viaggio verso il paradiso del defunto; in secondo luogo, potrebbe riferirsi alla scia lasciata da una barca che si muove nell'acqua.

Il “meravigliarsi di fronte alla bellezza” probabilmente si riferisce al dipinto; discuteremo dell’“orrore e disperazione” più avanti.

Il 17 giugno 1816, un convoglio di quattro navi, tra cui la Medusa, salpò dalla Francia alla volta del Senegal, che all'epoca faceva parte dell'impero coloniale francese (in realtà, in quel particolare momento storico era governato dall'Inghilterra, ma nell'ambito del trattato di pace che pose fine alle guerre napoleoniche, l'Inghilterra accettò di restituire la colonia al monarca francese appena insediato. La missione principale della Medusa era quella di consegnare il nuovo governatore francese e di effettuare il trasferimento ufficiale del potere dall'Inghilterra alla Francia). All'inizio del viaggio, la Medusa si separò dalle altre navi del convoglio e commise presto (col senno di poi) un disastroso errore di navigazione, finendo praticamente direttamente su un banco di sabbia.

Da qualche parte a sud di Tenerife, la Medusa si incagliò e rimase bloccata. La nave, che trasportava 160 membri dell'equipaggio e 240 passeggeri - un gruppo eterogeneo composto da soldati, ingegneri, donne, bambini e il neo-nominato governatore della colonia francese in Senegal - era dotata di 6 scialuppe di salvataggio di varie dimensioni e modelli, con una lunghezza compresa tra i 6 e i 9 metri.

Quando fu presa la decisione di abbandonare la Medusa e salpare con le scialuppe di salvataggio, gli ufficiali della nave scelsero di non distribuire equamente i posti sulle imbarcazioni. Così, la scialuppa del capitano, una chiatta di 7 metri, trasportò 28 persone, quella del governatore, lunga 8 metri, ne trasportò altre 28, mentre una scialuppa di 6 metri ne trasportò ben 88! Gli ufficiali si riservarono i posti migliori sulle barche migliori, tenendo segreta la distribuzione dei posti fino alla partenza. Poiché con questa disposizione non tutti potevano salire sulle barche, gli ufficiali presero la precauzione di ordinare la costruzione di una grande zattera per i passeggeri rimanenti (150 persone). La zattera era talmente sovraccarica che, contrariamente a quanto raffigurato nel dipinto, in realtà “galleggiava” sotto la superficie dell'acqua, cosicché i passeggeri erano immersi fino alla vita. La struttura originale della zattera non prevedeva né un albero né una vela né un'ancora (per aiutarla a mantenere la posizione), quindi in pratica avrebbe galleggiato senza meta se non fosse stata trainata dalle altre imbarcazioni (come da piano originale). Alle persone a bordo non furono fornite carte nautiche o bussole (per aiutare nella navigazione) e solo provviste leggere.

"The architects of our doom
Around their tables sit
And in their thrones of power
Condemn those they've cast adrift..."

Un ufficiale fu incaricato di comandare la zattera, ma all'ultimo momento rifiutò di salire a bordo e il “comando” fu affidato a un guardiamarina gravemente ferito. Per un po' le imbarcazioni della nave trainarono la zattera, ma poiché rallentava le altre imbarcazioni, le corde furono presto tagliate... Il capitano, il governatore e gli ufficiali si allontanarono verso la salvezza, mentre coloro che erano rimasti sulla zattera furono abbandonati al loro destino.

Con i riferimenti mitologici greci sottesi, gli “architetti della nostra rovina” possono essere interpretati in senso più ampio come gli dei dell'Olimpo che controllano i nostri destini. Ma l'intero verso può essere considerato uno dei commenti politici più potenti fatti dalla band. Separato dal contesto immediato del naufragio, diventa una critica nei confronti delle persone che detengono il potere e delle loro politiche. Cioè una accusa contro coloro che sono in posizioni tali da influenzare le condizioni della nostra vita sociale, usando quel potere per creare condizioni che rendono la vita insopportabile, e poi incolpano le vittime per il loro destino invece di fare ciò che possono per migliorare le condizioni sociali prevalenti.

"Once more upon the raft I stand
Upon a raging sea
In my ears the moans and screams
Of the dying ring..."

Sebbene alla fine il gruppo a bordo avesse aggiunto un albero di fortuna, la zattera non era in grado di navigare e si limitava a seguire la corrente, le onde e il vento. I passeggeri litigavano per le scarse razioni di cibo e lo spazio angusto. Quando le provviste cominciarono a esaurirsi, gettarono in acqua i malati e i feriti per evitare di dover condividere le scorte sempre più scarse. Quando le scorte di cibo furono esaurite, i sopravvissuti caddero in preda alla delirio e alla disperazione, bevendo urina e tentando di ingerire feci, fino a soccombere al cannibalismo. Quando la zattera fu avvistata e soccorsa (il 17 luglio) da un'altra imbarcazione (l'Argus), dei membri dell'equipaggio originario erano sopravvissuti solo quindici, molti dei quali morirono poco dopo. Nella mitologia greca, Argo era un gigante dai cento occhi inviato da Era (la regina degli dei) a sorvegliare Io (una fanciulla amata da Zeus, re degli dei e marito di Era) dopo che Era aveva trasformato Io in una capra. Argo fu ucciso da Hermes e i suoi occhi furono infine inseriti nella coda del pavone.

Somewhere in the darkness
The siren softly sings..."

Nella mitologia, le sirene con il loro canto attiravano le navi verso la loro rovina e i marinai verso la morte (argomento già trattato in "Lorelei").

"Echoes down the city street
Their harpies laughter rings..."

“Arpia” è diventato un termine gergale con un paio di significati correlati (tutti negativi) a seconda del contesto e del riferimento. Nella sua forma meno odiosa, potrebbe semplicemente riferirsi al tipo di persona con cui non ti piace davvero passare molto tempo. Il più delle volte si riferisce alle donne, in particolare quelle fastidiose. Ma le sue radici affondano nella mitologia greca, dove “arpia” deriva dal termine greco per “rapitore”. Le arpie - Aëllo, Ocypete e Celeno - erano mostri con la testa e il corpo di una vecchia strega combinati con la coda, le zampe e gli artigli di un avvoltoio. Trasportavano le anime dei morti, rubavano il cibo delle loro vittime ed erano creature piuttosto malvagie.

"The casket is empty
Abandon ye all hope
They ran off with the money
And left us with the rope."

Il secondo verso probabilmente si riferisce all'ultimo verso della strofa iniziale del Canto III dell’ “Inferno” di Dante:

Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e 'l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'

La vicenda della Medusa divenne un vero e proprio scandalo in Francia. Sebbene fosse stata condotta un'indagine militare sul disastro, nessuno degli ufficiali fu sottoposto alla corte marziale. D'altra parte, due dei sopravvissuti, J. B. Savigny (un giovane chirurgo) e Alexander Corréard (un ingegnere geografico), pubblicarono un racconto della terribile esperienza e in seguito aprirono una casa editrice di opuscoli che prese il nome dalla sfortunata nave. Questo indirizzo divenne un ritrovo per ribelli e rivoluzionari, che vedevano nell'episodio un emblema della crudeltà dei realisti e dei militari. I dettagli del naufragio sono tratti dall'avvincente “Il naufragio della Medusa” di Alexander McKee.



Gli ospiti stanno tutti in silenzio.

Fissano e bevono il loro vino.

Sulla parete, la tela è appesa, congelata nel tempo.

Si meravigliano della bellezza, dell'orrore e della disperazione.

Al veglia funebre della Medusa, nessuno versa una lacrima.

 

Sedete amici miei e ascoltate

Posate i bicchieri

Sedete amici miei e ascoltate le voci degli affogati

 

Nel bagliore spettrale della luna, mi sveglio in un sogno.

Ancora una volta su quella zattera mi trovo in mezzo a un mare in tempesta.

Nelle mie orecchie risuonano i gemiti e le urla dei moribondi.

Da qualche parte nell'oscurità la sirena canta dolcemente.

 

Là fuori tra le onde lei sta in piedi e sorridendo chiama

Mentre i fulmini squarciano il cielo

Il vento comincia a ululare

 

Gli architetti della nostra dannazione siedono attorno ai loro tavoli

E dai loro troni di potere condannano coloro che hanno abbandonato al loro destino.

Echeggia per le strade della città, risuona la loro risata da arpie.

Aspettando il momento di uscire sulla scena, incuranti dietro le quinte.

 

La bara è vuota.

Abbandonate ogni speranza.

Sono scappati con i soldi

e ci hanno lasciato con la fune.

 

La bara è vuota.

Abbandonate ogni speranza.

Sono scappati con i soldi.

E ci hanno lasciato con un no.

venerdì 19 dicembre 2025

Once Upon a Time

Un brano scritto da Jem Finer, dal disco "Waiting for Herb" del 1993, uscito anche come singolo in quell'anno.


Ascoltami bambina, c’era un tempo in cui

Tanto tempo fa

 

È tardi e le luci sono fioche

Sto tornando a casa a piedi, calciando sassi

Ti ho aspettata al capolinea, ma non ti sei fatta vedere

Hai perso l'ultimo autobus ore fa

 

Ricordo la prima volta

Che ti ho vista per strada

Eri così bella che il mio cuore ha avuto un sussulto

Non posso più aspettare, ma sento ancora il calore

 

Sono giù, ma sono ancora in piedi

Ho camminato lungo il vecchio luna park

Dal porto proveniva un suono solitario

Mi sono seduto per un po' sul terreno freddo e duro

 

Ho guardato le stelle ruotare lentamente mentre la terra girava

Mentre il passato rimane alle spalle, davanti a noi c'è una crepa

Di luce che brilla nella notte così buia

Come un treno in corsa che sfreccia sui binari

Da qui non si può tornare indietro

 

Ascoltami bambina, c’era un tempo in cui

Il mio cuore era un oceano

Tu nuotavi controcorrente

Il tempo del dolore è finito

Le mie lacrime si sono prosciugate

Ti lascio con il mio amore

E ora ti dico addio

 

Le bottiglie si sono rotte, i bicchieri sono incrinati

Le carte sono state distribuite e le fiches sono state impilate

I paralumi sono rotti e le tende sono strappate

La porta continua a bussare, ma non c'è nessuno in casa

 

Mi sono fermato sulla strada e mi sono asciugato una lacrima dagli occhi

Ho maledetto le auto, la pioggia e il cielo grigio e cupo

Mi sono voltato e ho voltato le spalle a quella città

E non mi sono mai più guardato indietro

 

Ascoltami bambina, tanto tempo fa

Il mio cuore era un oceano

Tu nuotavi controcorrente

Il tempo del dolore è finito

Le mie lacrime si sono prosciugate

Ti lascio con il mio amore

E ora ti dico addio


mercoledì 3 dicembre 2025

Streets of Sorrow/Birmingham Six

“Streets of Sorrow/Birmingham Six” è una canzone scritta da Terry Woods e Shane MacGowan e inclusa nell'album del 1988 "If I Should Fall from Grace with God".

La canzone è divisa in due parti: la prima (“Streets of Sorrow”), scritta e cantata da Woods, descrive il dolore e la tristezza che regnano nelle strade dell'Irlanda del Nord al culmine dei Troubles. La canzone è raccontata dal punto di vista di qualcuno che sta lasciando il luogo a causa della crescente violenza e del conflitto e che giura di non tornare mai più “ a provare altro dolore, né a vedere altri giovani uccisi”.

La seconda parte della canzone (“Birmingham Six”), scritta e cantata da MacGowan, è una dimostrazione di sostegno ai “Birmingham Six” e ai “Guildford Four” (i “sei di Birmingham” e i “quattro di Guildford”) e condivide l'opinione che essi siano stati vittime di un errore giudiziario e che le loro confessioni siano state estorte con la tortura da parte della polizia, affermando “c'erano sei uomini a Birmingham, a Guildford ce ne sono quattro, che sono stati arrestati, torturati e incastrati dalla legge, e quei bastardi hanno ottenuto una promozione, ma loro stanno ancora scontando la pena, per essere irlandesi nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Sebbene questo sia stato successivamente ammesso dai tribunali britannici, all'epoca le persone coinvolte furono comunque condannate e incarcerate per aver compiuto gli attentati dinamitardi ai pub di Birmingham e Guildford negli anni '70.

L'ultima strofa della canzone recita: “Mentre in Irlanda altri otto uomini giacciono morti / Prendendo calci e colpi alla nuca”, che secondo McGowan era un riferimento all'imboscata di Loughgall.

La storia dei “quattro di Guildford”, poi scagionati e rilasciati nell’ottobre del 1989 fu anche narrata nel film “Nel nome del padre”, diretto da Jim Sheridan e uscito nel 1993, ispirato all’autobiografia di Gerry Conlon, uno dei quattro - interpretato da Daniel Day Lewis.

L'ultima strofa della canzone recita: “Mentre in Irlanda altri otto uomini giacciono morti / Prendendo calci e colpi alla nuca”, che secondo McGowan era un riferimento all'imboscata di Loughgall.



Oh, addio strade del dolore

E addio strade della sofferenza

Non tornerò per provare altro dolore

Né per vedere altri giovani ammazzati

 

Negli ultimi sei anni ho vissuto nel terrore

E nelle strade buie il dolore

Oh, quanto desidero trovare un po' di conforto

Nella mia mente maledico la tensione

 

Quindi addio, strade del dolore

E addio, strade della sofferenza

No, non tornerò a provare altro dolore

Né a vedere altri giovani uccisi

 

C'erano sei uomini a Birmingham

A Guildford ce ne sono quattro

Che sono stati arrestati e torturati

E incastrati dalla legge

E quella gentaglia ha ottenuto una promozione

Ma loro stanno ancora scontando la pena

Per essere irlandesi nel posto sbagliato al momento sbagliato

 

In Irlanda ti rinchiuderanno nel Maze

In Inghilterra ti terranno per sette lunghi giorni

Che Dio ti aiuti se mai verrai catturato su queste coste

I poliziotti hanno bisogno di qualcuno e varcano quella porta

 

Conterai gli anni, prima cinque, poi dieci

Invecchiando in un inferno solitario

Intorno al cortile e alla cella puzzolente

Da una parete all'altra, avanti e indietro

 

Una maledizione sui giudici, sui poliziotti e sui secondini

Che hanno torturato gli innocenti, accusati ingiustamente

Per il prezzo della promozione e della giustizia da svendere

E quando essi marciranno all'inferno,  possano essere giudicati da chi hanno condannato

 

Conterai gli anni, prima cinque, poi dieci

Invecchiando in un inferno solitario

Intorno al cortile e alla cella puzzolente

Da una parete all'altra, avanti e indietro

 

Possano le puttane dell'impero giacere sveglie nei loro letti

E sudare mentre contano i peccati sulle loro teste

Mentre in Irlanda altri otto uomini giacciono morti

Calciati a terra e colpiti alla nuca

 

Conterai gli anni, prima cinque, poi dieci

Invecchiando in un inferno gelido

Intorno al cortile e alla squallida cella

Da una parete all'altra, poi di nuovo indietro

 

Contando gli anni, prima cinque, poi dieci

Invecchiando in un inferno gelido

Intorno al cortile e alla squallida cella

Da una parete all'altra, avanti e indietro

venerdì 21 novembre 2025

Transmetropolitan

Questa canzone, scritta interamente da Shane MacGowan, apre il primo album dei Pogues, “Red Roses For Me” del 1984. Un connubio di sfrenata allegria, eccesso alcolico, turpiloquio in una carrellata di immagini metropolitane, che anticipa e rappresenta al meglio quella che sarà l’epopea poguesiana. 

Il testo è costellato da richiami ironici: vengono citati i “deliziosi boulevards di Brixton”, quando negli anni ottanta la zona a sud di Londra , conosciuta per le black riots, era considerata molto poco raccomandabile. I finocchi del Camden Palace... “poofs” è un termine gergale inglese dispregiativo per indicare i gay che oggi non si sente più. All'epoca il nightclub Camden Palace era la mecca dei new romantics, degli Spandau Ballet, dei Culture Club, di Steve Strange ecc... si può immaginare che ne pensasse Shane! Whitehall è il viale di Westminster dove si trovano i principali uffici governativi e il termine “whitehall” indica in generale il governo e la pubblica amministrazione. Queers in the GLC..., si trattava del Greater London Council, che all'epoca aveva un'amministrazione piuttosto di sinistra che sosteneva quella che allora era una controversa agenda per la parità dei diritti dei gay. Somers Town... era una grande zona irlandese proprio tra Camden e Euston Road. Pentonville Road al tramonto... anche in questo caso suona poetico ma ironico; una grande zona di ritrovo per gli irlandesi nel nord di Londra, ma non un posto dove si potesse ammirare il tramonto.

Arlington House era un ricovero per senzatetto a Camden Town, una delle Rowton Houses che fornivano un alloggio a basso prezzo a persone bisognose e/o poco abbienti. Ospiti famosi ne furono George Orwell e Brenand Behan.

Secondo Jem Finer, Shane arrivò un giorno alle prove con la canzone praticamente già pronta, a parte l’introduzione che secondo Spider Stacy: “è un incrocio di The Boxer di Simon and Garfunkel e Rare Old Times, una vecchia canzone di Dublino”. I luoghi citati sono tutti nei dintorni di Burton Street, dove il gruppo viveva all’epoca. Il testo rappresenta la visione di Shane di un gruppo di ragazzi scatenati in una scorreria attraverso la città di Londra. “Penso che gli sia uscita così dalla penna, e l’abbiamo fatta”. “Già prima dei Pogues scriveva molte canzoni su Londra, in seguito ha potuto sfruttare anche tutto il bagaglio di canzoni irlandesi con cui è cresciuto, innestandolo su un tessuto più rock”.



Jem Finer e Spider Stacy su "Transmetropolitan":



Nei rosati parchi d’Inghilterra

Ci siederemo a bere un bicchiere

Di vino VP e di sidro fino a che sarà difficile persino riuscire a pensare

E ce ne andremo là dove gli spiriti alcolici ci portano

In paradiso o all’inferno

E scateneremo un casino d’inferno nella città che amiamo così tanto

 

Attraversando la metropoli

Dalle care vecchie strade di King’s Cross

Fino alle porte dell’Institut of Contemporary Arts

Attraversando la metropoli

Berremo piscio di ratto, passeremo il tempo a gozzovigliare e stasera a casa non ci vado

 

Dai deliziosi viali di Brixton

Alle rive di Hammersmith

Spaventeremo i ricchioni di Camden Palace

E metteremo in allarme tutte le bagasce

Ci sono degli sporcaccioni su a Whitehall

E culattoni nel Greater London Council

E quando avremo finito con quei bastardi

Assalteremo la BBC


Attraversando la metropoli

Dai Surrey Docks a Somers Town

Con un Kiss My Royal Irish Arse

Attraversando la metropoli

Berremo piscio di ratto, passeremo il tempo a gozzovigliare e stasera a casa non ci vado


Da una scommessa da cinque sterline a William Hills

A un sogno da sexy shop a Soho

Da un uovo fritto al ristorante Valtaro's

A un gelato a Tottenham Court Road

Barcolleremo e vomiteremo, feriti e riaggiustati

Lungo la strada faremo morti e mutilati

Quando non si ha un penny, ragazzi

Niente importa un cavolo


Attraversando la metropoli

Da Pentonville Road in un tramonto serale

A quella bellezza che è Mill Lane

Attraversando la metropoli

Berremo piscio di ratto, passeremo il tempo a gozzovigliare e stasera a casa non ci vado


Questa città ci ha trattati male

Questa città ci ha dissanguati

Siamo stati qui a lungo

E ci resteremo fino alla morte

Quindi finiremo ciò che resta

Di sangue, colla e birra

E bruceremo questa maledetta città

Nell'estate di quest'anno


Attraversando la metropoli

Da Arlington House con due scellini

Alle coste della Scozia oggi

Attraversando la metropoli

Berremo piscio di ratto, passeremo il tempo a gozzovigliare e stasera a casa non ci vado

martedì 11 marzo 2025

Haunted

“Haunted” fu il contributo dei Pogues alla colonna sonora del film “Sid and Nancy” di Alex Cox, del 1986. La canzone, cantata originariamente dalla bassista Cait O’Riordan, fu poi incisa da Shane MacGowan con Sinead O’Connor.





Ti ricordi quel giorno di sole?

Da qualche parte a Londra

Nel bel mezzo del nulla

Non avevo niente da fare quel giorno

Non volevo fare niente comunque

Hai un modo di camminare

Hai un modo di parlare

E c'è qualcosa in te

E ora so che non voglio mai e poi mai

Voglio stare senza di te

 

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Del tuo prezioso amore

Del tuo prezioso amore

 

La prima volta che ti ho visto

in piedi per strada

Eri così forte,

Avresti potuto spegnere il Vietnam

Le mie amiche mi chiedono: “Com'è?”.

Io rispondo: “È un po' timido”,

Ma è il tipo di ragazza che sono,

È il mio tipo di ragazzo”.

 

Costruirò il mio mondo intorno a te

Benedirò il giorno in cui ti ho trovato

Resterò accanto a te, non me ne andrò mai

O ti dirò tutte quelle bugie

Che non crederesti mai

martedì 11 febbraio 2025

White City

White City è una zona di Londra che un tempo ospitava un cinodromo.

In questo lamento per come la sua amata Londra sia andata in malora, MacGowan ricorda la vecchia pista di levrieri di White City, dove “gli irlandesi e i mangiarane venivano a scommettere sui cani” e immancabilmente perdevano le loro camicie.

"here the paddies and the frogs came to gamble on the dogs..."

“Paddy” è il gergo britannico per definire gli irlandesi; ‘Frog’ è il gergo britannico per i francesi. La combinazione di questi due termini dà vita a un meraviglioso gioco di parole.

Nelle corse dei cani, un coniglio meccanico “corre” lungo la pista per dare ai cani qualcosa da inseguire.


 

White City

Qui una torre risplendente di luce

Un tempo si ergeva scintillante nella notte

Dove ora ci sono solo le macerie nella buca

Lì lrlandesi e “mangiarane”

Venivano a giocare d'azzardo puntando sui cani

Venivano a puntare sui cani non molto tempo fa

 

Oh, le matrici dei biglietti strappati

Da centomila tazze

Ora lavate via con i sogni morti nella pioggia

E i parcheggi che stanno sorgendo

E stanno buttando giù i pub

Ed è solo un altro dannato giorno di pioggia

 

Oh, dolce città dei miei sogni

Di velocità, abilità e schemi

Come Atlantide, sei sparita dalla circolazione

E la lepre sul filo

è stata bruciata sulla tua pira

Come il cane nero che un tempo correva fuori dalla gabbia due

domenica 24 novembre 2024

Under Clery's Clock

Un grande orologio a due facce è appeso sopra le porte centrali di Clerys in O'Connell Street. “Sotto l'orologio di Clerys” è un noto appuntamento, sia per i dublinesi che per i visitatori provenienti dalla campagna, ed è famoso nella cultura della città come luogo in cui iniziano molte storie d'amore.

Il 23 settembre 1987, i Radiators suonarono per la prima volta in pubblico Under Clery's Clock. La band si era riunita per un concerto unico nel nightclub Hawkins di Dublino per raccogliere fondi per l'AIDS.

Under Clery's Clock era nello stesso momento parte del suo tempo e in anticipo sui tempi. Scritta da Phil Chevron, condensava in sole 117 parole sia il suo isolamento di omosessuale cresciuto a Dublino negli anni '60 e '70 sia, a differenza di molte altre canzoni gay dell'epoca che ambivano a fare coming out o a sfuggire alla violenza omofoba, l'aspirazione a un'epoca di vera uguaglianza: “Tutto ciò che voglio è abbracciarmi / Sotto al lampione / Proprio come fanno gli altri amanti”.

Ed era confortevolmente irlandese, addirittura dublinese: non solo Clery's (scomparso) e il suo famoso orologio (ancora lì) o l'ultimo autobus per An Lár, ma anche Burgh Quay (e i bagni pubblici, ora scomparsi, che erano stati un luogo di ritrovo per uomini gay).


Burgh Quay di notte

in questo luogo buio e puzzolente

impulsi che non sono in grado di contrastare

con un ragazzo senza volto

Per quanto strano possa sembrare

tutto ciò che voglio è abbracciare

alla luce dei lampioni

come fanno gli altri amanti senza vergogna

 

Sotto l'orologio di Clery stasera alle otto

Voglio aspettare, oh Dio, è in ritardo.

Mi ha dato buca

Il prossimo autobus per An Lár

è sicuramente il suo

Dieci minuti in più so che

porteranno il mio amore da me

L'amore che non ha un nome

 

Lunghe notti solitarie

soltanto immaginando il suo volto

Solo nei sogni

lo bacio e lo abbraccio

La fredda luce del mattino

Se n'è andato con solo

vergogna a prendere il suo posto

 

Sotto l'orologio di Clery stasera alle otto

Voglio aspettare, oh Dio, è in ritardo.

Mi ha dato buca

Il prossimo autobus per An Lár

è sicuramente il suo

Dieci minuti in più so che

porteranno il mio amore da me


giovedì 12 settembre 2024

Sally MacLennane

Dal verso “I grew to be a man, I learned to love the virtues of sweet Sally MacLennane” si potrebbe evincere che il titolo della canzone si riferisca al fascino muliebre di una bellezza locale, invece pare che “Sally MacLennane” (canzone pubblicata dai Pogues su “Rum, Sodomy and the Lash” nel 1985) sia una bevanda a base di Stout, ovvero un particolare tipo di birra scura. Il testo per altro ha come protagonisti non la “signora” del titolo ma il narratore e il suo amico Jimmy, laddove quest’ultimo decide di avventurarsi per il vasto mondo, mentre il primo resta al paese e diventa barista del pub locale. Al ritorno Jimmy apprende della morte di molti avventori, e anziché spaventarsi, incuriosito dal “treno su cui erano saliti”, beve fino a strozzarsi, seguendo la stessa sorte.

 

A seguito, alcune note tratte da “The Parting Glass”.

Ok, questa potrebbe essere un'affermazione un po' azzardata e si tratta più di una questione di “interpretazione” che di identificazione, che è ciò che si trova per lo più in The Parting Glass. Ma... dato il titolo di questo disco e la piega lirica di “Old Main Drag”, vale forse la pena di considerare la natura dell'“armonica” suonata da Jimmy. Ovviamente, potrebbe trattarsi dello strumento, noto anche come “organo a bocca”, che si suona soffiando o aspirando aria attraverso di esso. Data questa realtà, non sorprende che il termine sia stato utilizzato anche per indicare l'organo sessuale maschile. Se questa lettura è corretta, allora potrebbe essere un modo per “placare gli animi” degli psicopatici e degli uomini arrapati del bar, e potrebbe anche spiegare le espressioni felici del mattino dopo.

 

Where the elephant man broke strong men's necks
When he had too many powers...

In A Drink with Shane MacGowan (2001, Grove Press, ISBN 0-821-3790-3, p. 42), Shane racconta quanto segue: “L'uomo elefante di quella canzone era un tipo in carne e ossa, che veniva al pub di Dagenham [la casa dello zio di Shane, dove lavorò per un po' di tempo] ed era un tipo enorme e si lanciava in terribili risse e prendeva a schiaffi la gente; una sera si scontrò con un altro enorme bastardo e vinse l'incontro, ma nel frattempo si ruppe il collo. Andò in giro con un gesso intorno al collo per i sei mesi successivi, ed è per questo che lo chiamavano l'uomo elefante. L'uomo elefante rompe il collo agli uomini forti quando ha bevuto troppi Powers. Ovviamente whisky Powers”.

 

Nella raccolta di testi “Poguetry” (Faber & Faber, ISBN 0-571-14198-6) è “Powers”. Come vediamo nella citazione di Shane, la versione del libro è probabilmente quella corretta, poiché “Powers” si riferisce senza dubbio al whisky irlandese di John Powers piuttosto che ai doni soprannaturali dell'uomo elefante.

"I'd like to think of me returning when I can
To the greatest little boozer and to Sally MacLennane..."
 

Il termine “Boozer” si riferisce a un pub in generale, non a qualche persona che vi si trova. Data la predilezione di Shane per l'uso di riferimenti storici o letterari per i suoi personaggi, pensavo che Sally Mac non avrebbe fatto eccezione, ma finora non sono riuscito a trovare alcun riferimento a questa seduttrice.

Sto lavorando su questo riferimento per cercare di far quadrare la cronologia, ma ho trovato una ricetta per una “Sally MacLennane Stout” per voi birrai casalinghi là fuori, quindi “imparare ad amare le virtù della dolce Sally MacLennane” potrebbe essere un riferimento a questo particolare tipo di stout, che si presume sia più dolce della Guinness.

"Drink the brown" probabilmente si riferisce alla tradizionale bitter inglese (Newcastle Brown ad esempio).



Sally MacLennane

Beh, Jimmy suonava l’armonica nel pub dove sono nato

La suonava dalla sera fino alle placide ore del primo mattino

Dava sollievo all’anima dei matti e degli uomini eccitati

E tutti apparivano molto contenti al mattino dopo

 

Ora, a Jimmy non piaceva il proprio posto in questo nostro mondo

Dove l’uomo elefante rompeva il collo degli uomini forti

Quando aveva bevuto troppi bicchieri di Powers

“Sono così triste di vedere il dolore della gente che me ne andrò”

E prese la strada per diossaddove al mattino

 

Lo accompagnammo alla stazione sotto la pioggia

Lo baciammo mettendolo sul treno

E gli cantammo una canzone, dei bei tempi andati

Pur sapendo che lo avremmo rivisto ancora

 

Mi è triste dire che devo seguire la mia strada

Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano

Mi piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò

Al più grande localino da sbronze e a Sally MacLennane

 

Gli anni passarono, i tempi cambiarono, diventai uomo

Imparai ad amare le virtù della dolce Sally MacLennane

Mi beccai urla e scherno e bevvi le birre e tornai a casa strisciando all’alba

E finii per diventare un barista al mattino

 

Ho azionato la pompa della birra, mi sono beccato i miei malumori e ho annacquato il whiskey

Ho parlato di puttane e di cavalli con gli uomini che bevevano la Brown

Li sentivo dire che Jimmy stava facendo i soldi lontano da qui

E qualcuno ci lasciava, diretto in cielo, senza preavviso

 

Lo accompagnammo alla stazione sotto la pioggia

Lo baciammo mettendolo sul treno

E gli cantammo una canzone, dei bei tempi andati

Pur sapendo che lo avremmo rivisto ancora

 

Mi è triste dire che devo seguire la mia strada

Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano

Mi piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò

Al più grande localino da sbronze e a Sally MacLennane

 

Quando Jimmy ritornò a casa, fu sorpreso di coloro che erano dipartiti

Mi chiese tutti i dettagli del treno su cui erano saliti

C’è gente che ha paura di schiattare, ma Jimmy bevve fino a soffocare

E prese la strada per il paradiso al mattino

 

Lo accompagnammo alla stazione sotto la pioggia

Lo baciammo mettendolo sul treno

E gli cantammo una canzone, dei bei tempi andati

Pur sapendo che lo avremmo rivisto ancora

 

Mi è triste dire che devo seguire la mia strada

Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano

Mi piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò

Al più grande localino da sbronze e a Sally MacLennane

mercoledì 3 luglio 2024

The Sunnyside of the Street

"The Sunnyside of the Street" è un brano tratto dal quinto album dei The Pogues, “Hell's Ditch”, pubblicato nel 1990. La canzone, composta da Shane MacGowan e Jem Finer, è una celebrazione up-tempo di un libertino impenitente, tema frequente per il frontman e paroliere.

Una testimonianza di Jem Finer su questa canzone: "L'ho scritta in Nuova Zelanda... camminando in una strada in ombra ho pensato "che palle" e ho attraversato verso il lato soleggiato. Le uniche parole che ho scritto sono state "on the sunny side of the street". Più tardi, in Inghilterra, Shane ha scritto il resto".


 

Visto il carnevale a Roma

Ho avuto le donne e libagioni

Tutto quel che riesco a ricordare ora

Sono bambinetti senza scarpe

 

Così ho visto il treno e ci sono salito

Con un cuore pieno d’odio e voglia di vomitare

Ora cammino, sul lato al sole della strada

 

Ho calpestato cadaveri a Bombay

Ho provato ad arrivare agli USA

Sono finito in Nepal

Su un tetto, privo di tutto

 

E seppi quel giorno

Che sarei rimasto proprio dove sono

Sul lato soleggiato della strada

 

Sono stato in un palazzo, sono stato in prigione

Non voglio rinascere sotto forma di lumaca

Voglio soltanto trascorrere l’eternità

Proprio qui dove sono, sul lato al sole della strada

 

Mentre mia madre piangeva, fu allora che giurai

Di trattare la mia vita come tratterei una puttana

So di essere meglio di prima

Non voglio essere rimesso a posto

Voglio semplicemente restare qui

Proprio sul lato soleggiato della strada

Sul lato soleggiato della strada

Il lato soleggiato della strada

Il lato soleggiato della strada

 

mercoledì 1 maggio 2024

Galway Races

Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace with God” è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."L’ultima canzone è “Galway Races”, laddove il testo cantato da Shane MacGowan, oltre a essere più breve, differisce in alcuni punti da quello originale.


 

Mentre me ne andavo a Galway Town

A cercare un po’ di svago

Il diciassette di Agosto

Con nobili pensieri

C’erano passeggeri riuniti

Alla stazione, con i loro biglietti

E gli occhi iniziarono  a brillarmi

E via, a vedere le corse


With me wack fol the do fol
The diddle idle day

C’erano passeggeri da Limerick
E altri da Nenagh
I ragazzi del Connemara
E le signorine da marito della contea di Clare
C’era gente della città di Cork
Leale, sincera e fedele
Che riportò a casa i feniani prigionieri
Salvandoli dalla morte in nazioni straniere

 

Ed è là che si vedono i pifferai

E i violinisti competere

E la ruota della fortuna

Con i ventiquattro quarti

E altre persone senza scrupoli

Che bersagliano la povera Maggie con bastoncini

E suo padre ben contento

Guarda la sua figliola

 

Ed è là che vedrai i fantini

Montare in sella con grande equilibrio

Il rosa, il blu, l’arancio, il verde

I colori della nostra nazione

Tutti i cavalli sembravano impazienti

Le loro zampe toccavano a malapena il terreno

Che meraviglioso portento di velocità!

 

C’erano mezzo milione di persone

Di tutte le confessioni

Cattolica, Protestante, Ebrea, Presbiteriana

Eppure non c’era alcun astio

Indipendentemente dalle convinzioni

Ma solo ospitalità e saluti di benvenuto

Che inducevano nuova familiarità

 

venerdì 12 aprile 2024

The Recruiting Sergeant

Medley
(Traditional)

Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace with God” è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."

La prima di queste canzoni -- "The Recruiting Sergeant" – fa riferimento alle pratiche di reclutamento degli Inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. La versione dei Pogues non si distanzia dal testo di quella tradizionale.

“Kaki” si riferisce all’uniforme dell’esercito britannico (che a quel punto aveva abbandonato la “giubba rossa”). A seguito del disastro della prima battaglia di Ypres, fu nominato Segretario di Stato alla Guerra Lord Kitchener, il quale riuscì a fare adottare la coscrizione obbligatoria. Il proclama citato nel testo è la chiamata alle armi di Kitchner.

A un certo punto, le Fiandre erano uno stato indipendente europeo, confinante con il Mare del Nord. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’invasione della Francia avvenne attraverso il Belgio, violando la neutralità di quest’ultimo; nei paesi alleati, resoconti di atrocità tedesche, e appelli a vendicare l’assalto al Belgio furono strumenti efficaci per il reclutamento e armi di propaganda. La prima e la seconda battaglia di Ypres furono combattute nelle Fiandre. Nella prima l’esercito inglese formato da professionisti fu battuto dalle forze tedesche, superiori per numero.

Entrambe le battaglie sono degne di nota, non da ultimo per l'enorme numero di vittime inflitte. La Prima Battaglia di Ypres segnò l'inizio della guerra di trincea così caratteristica della Prima Guerra Mondiale e, insieme ad essa, l'inizio di un'aggressiva opera di reclutamento da parte degli inglesi. La Seconda battaglia di Ypres vide il primo uso di armi chimiche nella guerra.

La “lotta da combattere a Dublino” probabilmente è riferita alla Rivolta di Pasqua del 1916. La maggior parte dei corpi ufficiali dell’Esercito Britannico era costituita da inglesi; gli irlandesi erano considerati utile carne da cannone piuttosto che soldati in grado di esercitare il comando.


Me ne andavo per la strada

Spensierato come un’allodola

Quando un sergente reclutatore mi approccia

E mi fa “staresti proprio bene in kaki,

sai, il Re ha bisogno di uomini

Vieni, leggi questo proclama

Una vita nelle Fiandre e poi

Avresti una bella vacanza”

 

“Può anche essere”, gli dico io

“ma dimmi un po’ caro il mio sergente

Se avessi uno zaino attaccato alla schiena

Sarei così contento e di buon umore?

Perché ci vogliono addestramento ed esercitazioni

Prima di raggiungere i francesotti

Sarà anche caldo nelle Fiandre

Ma c’è pieno di spifferi nelle trincee.”

Il sergente sorrise e strizzò l’occhio

Un sorriso molto irritante

Giocherellava coi suoi baffetti e se li attorcigliava

E mi fece, “Lo so che stai solo scherzando,

Ché i sacchi di sabbia son caldi e alti

E il vento non lo sentirai proprio”

Nel mentre faccio l’occhiolino a una ragazzina che passa

E gli dico “E come la mettiamo se nevica?”

 

Che venga pioggia o grandine o vento o neve

Io nelle Fiandre non ci vado

C’è una lotta da combattere a Dublino

I vostri sergenti e comandanti se ne possono andare

Che le guerre inglesi le combattano gli uomini inglesi

È quasi ora che comincino

Augurai al sergente una felice notte

 E a quel punto ci separammo.

sabato 16 dicembre 2023

The Parting Glass

The Parting Glass" è una canzone tradizionale scozzese, spesso cantata alla fine di un raduno di amici. Diffusa anche in Irlanda, dove continua a essere popolare, influenzando fortemente il modo in cui è cantata ai giorni nostri.

Il “bicchiere del commiato”, o “coppa della staffa”, era l’ultimo  gesto di ospitalità offerto a un ospite in partenza. Una volta che l’ospite era montato in sella, gli veniva porta un’ultima bevanda per fortificarlo nel suo viaggio. Questa usanza era praticata in diversi paesi.

La prima versione stampata nota risale agli anni settanta del millesettecento, in forma di volantino, e la prima apparizione su un volume fu in “Ancient and Modern Scottish Songs, Heroic Ballads, etc., di Herd. Una prima versione è stata attribuita a Sir Alex Boswell, e il testo è indubbiamente più antico della sua comparsa in forma di volantino, essendo registrato nello Skene Manuscript, una raccolta di arie scozzesi scritte in varie date comprese tra il 1615 e il 1635.



Di tutti i soldi che ho mai avuto

Li ho spesi in buona compagnia

Oh e tutto il male che ho fatto,

Ahimé, non fu rivolto ad altri che a me stesso

 

E tutto ciò che ho fatto per mancanza di buon senso

Alla memoria ora non mi sovviene

Per cui riempimi il bicchiere della staffa

Buona notte e gioia sia a voi tutti

 

E allora riempitemi il bicchiere del commiato

E auguriamo salute qualunque cosa accada

E poi libiamo gentilmente e con dolcezza auguriamo

Buona notte e gioia a tutti voi

 

Tutti i compari che ho avuto

Si sono dispiaciuti della mia partenza

E tutte le fidanzate che ho avuto

Avrebbero desiderato che restassi ancora un giorno

 

Ma siccome il mio destino ha deciso

Che io mi levi e voi no

Mi alzerò cortesemente e vi augurerò dolcemente

Buona  notte e gioia a tutti voi

 

E allora riempitemi il bicchiere del commiato

E auguriamo salute qualunque cosa accada

E poi libiamo gentilmente e con dolcezza auguriamo

Buona notte e gioia a tutti voi

Ma siccome il mio destino ha deciso

Che io mi levi e voi no

Mi alzerò cortesemente e vi augurerò dolcemente

Buona  notte e gioia a tutti voi

Buona  notte e gioia a tutti voi

 

domenica 27 agosto 2023

Bottle of Smoke

Da "If I Should Fall from Grace with God" (1988). Scritta da Shane MacGowan con Jem Finer, è la storia di un immaginario cavallo così chiamato, che va a conquistare la Cheltenham Gold Cup, facendo vincere una grande somma di denaro al narratore, il quale aveva scommesso sull’animale a dispetto delle scarse probabilità di successo. Secondo MacGowan era “il tipo di strano e impossibile nome che vince sempre una corsa”. Il brano, con una musica che sembra un cavallo al galoppo, descrive tutta la gioia di una vittoria, ma anche di un momento di totale  euforia, presumibilmente dopo tanta sfortuna. Mano a mano che l’esultanza procede, i versi della canzone sfociano in immagini quasi oniriche e deliranti, come se la felicità non riuscisse più a esprimersi nella realtà, e la Bottiglia di Fumo sembra diventare una sorta di sostanza stupefacente o di bevanda inebriante, che avvolge tutto e tutti nell’estasi della vittoria.



Ringraziamenti e lodi, lodi a Gesù

Ho scommesso su Bottiglia di Fumo

Sono stato all’inferno e alle corse

Per scommettere su Bottiglia di Fumo

In un giorno sereno, sotto un cielo radioso

È uscito fuori sulla sinistra come un lampo di luce

Come una scopata ubriaca un sabato sera

È balzato fuori Bottiglia di Fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Domande dei gestori, rapide e incandescenti

Ho scelto Bottiglia di Fumo

Accertamenti e congetture

Ho scommesso su Bottiglia di Fumo

Fanculo i gestori, un viaggio a Lourdes

Forse concederà a quei vecchi stronzi il bene della vista

Urla e confusione e chi salta e chi stoppa e chi chiama gli sbirri

Ma io ho sempre i soldi che mi luccicano in mano

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Yee-haw

Gli allibratori imprecano, i veicoli si ribaltano

Ho azzeccato Bottiglia di Fumo

I vetri si appannano, i vascelli scoppiano

Ho avuto Bottiglia di Fumo

Ho allungato un cinquantone alla moglie

E a ogni moccioso una banconota da cinque nuova di zecca

Perché mi lasciassero in pace sabato sera

Quando ho azzeccato Bottiglia di Fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Sacerdoti e vergini, ubriachi come pagani

Hanno preso la bottiglia di fumo

Peccati perdonati e celebrazioni

Hanno preso la bottiglia di fumo

Fotti gli Yankees e beviti le loro mogli

La luna è limpida, il cielo è luminoso

Sono felice come merda di cavallo

È sbucato fuori Bottiglia di fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

Fuori dai coglioni, bastardi!


Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!


mercoledì 10 maggio 2023

Rain Street

Una canzone di Shane MacGowan per i Pogues, pubblicata su “Hell’s Ditch” nel 1990.

Da “The Parting Glass: an Annotated Pogues Lyrics Page



"Down the alley the icewagon flew
Picked up a stiff that was turning blue..."

Il primo verso è qui probabilmente preso in prestito dal classico di Bo Diddley “Who Do You Love”.

"Father McGreer buys an ice cold beer
And a short for Father Loyola
Father Joe's got the clap again
He's drinking Coca-Cola
Down on Rain Street..."

Credo che questo sia uno dei miei versi preferiti nel repertorio di Shane. Mi figuro i tre sacerdoti seduti al bar, due che ordinano bevande alcoliche, con la probabilità di beccarsi qualche sguardo di benevolo rimprovero dai passanti, mentre il terzo siede sorseggiando la sua Coca Cola, risultando, almeno all’apparenza, il prete modello (mentre nel contempo soffre di gonorrea).

"Bless me father I have sinned
I got pissed and I got pinned..."

Nel sacramento cattolico della confessione, il penitente si approccia dichiarando “mi benedica padre perché ho peccato, sono passati “X” giorni dalla mia ultima confessione …” : qui “pissed” sta per ubriacarsi e “pinned” è una espressione usata dai tossicodipendenti per l’assunzione di eroina (apparentemente un riferimento all’effetto della droga sulle pupille di una persona, che divengono sottili come capocchie di spillo).

There's a Tesco on the sacred ground
Where I pulled her knickers down
While Judas took his measly price
And St. Anthony gazed in awe at Christ..."

"Tesco" è una grande catena di supermercati in Irlanda; "knickers" è la parola usata nell’inglese britannico (diversamente dall’ American English che prevede “panties”) per le mutande da donna.

Giuda naturalmente fu l’apostolo che per 30 denari (Matteo, xxvi: 14, 15) tradì Gesù avviando il processo che portò alla crocifissione.  Sant’ Antonio è il patrono degli oggetti perduti.

"I took my Eileen by the hand
Walk with me was her command..."

C’è una canzone irlandese tradizionale chiamata "Where My Eileen is Waiting" che Johnny McEvoy  registrò con un certo successo.

Continuando con "Rain Street" ...

"I dreamt we were walking on the strand
Down Rain Street..."

Lo Strand si trova a Londra, tra Aldwych e Traflgar Square, una zona piuttosto esclusiva nella city. Ma potrebbe anche indicare una spiaggia. Ognuna delle due accezioni potrebbe funzionare.

 

La campana della chiesa rintocca un vecchio ubriaco canta

Una ragazza impegna la sua fede nuziale

Giù in Rain Street

Lungo il viale correva il carro del ghiaccio

Raccolto un cadavere che stava diventando blu

Il ragazzini del posto sniffavano colla

Non c’è molto altro per un ragazzotto da fare

Giù in Rain Street

 

Padre  McGreer ordina una birra ghiacciata per sé

E uno shottino per padre Loyola

Padre John beve Coca-Cola

Giù in Rain Street

 

Mi benedica padre, perché ho peccato

Mi sono ubriacato e mi sono drogato

E Dio non può fare niente per lo stato in cui sono

Giù in Rain Street

 

C’è un Tesco sul terreno consacrato

Dove le tirai giù le mutandine

Mentre Giuda riscuoteva il suo meschino compenso

E sant’Antonio in ammirazione fissava lo sguardo su Cristo

Giù in Rain Street

 

Diedi al mio amore un bacio della buonanotte

Cercai di fare una pisciata notturna

Ma il cesso si spostò così lo mancai di nuovo

Giù in Rain Street

Mi sedetti sul pavimento a guardare la TV

Ringraziando Cristo per la BBC

Uno stupido posto del cazzo in cui stare

Giù in Rain Street

 

Presi per mano la mia Eileen

“passeggia con me” fu l’ordine di lei

Sognai che passeggiavamo sullo strand

Giù in Rain Street

 

Quella notte Rain Street andò avanti per miglia

Quella notte in Rain Street qualcuno sorrise

venerdì 6 gennaio 2023

Rake at the Gates of Hell

"Rake at the Gates of Hell" è una canzone dei Pogues scritta da Shane MacGowan e pubblicata sulla colonna sonora di "Straight to Hell", pellicola del 1987 diretta da Alex Cox.


 

Sarò con loro, addormentati o sognanti

Sarò là quando si sveglieranno urlando

Nell’ora della morte li curerò

Per avere un momento in più per maledirli

Guarderò i vermi uscire da loro strisciando

Ascolterò gli angeli chiamare sopra di loro

Li guarderò mentre l’aria fredda li risucchia

Giù all’inferno, buona notte buona fortuna

Poi se qualcuno dovesse scappare sopra di me

Supplicherò e imbroglierò fino a farli fidare di me

Li trascinerò giù per essere dannati con me

Riderò di loro quando mi perdoneranno

 

Gli occhi di madre sono diamanti fiammeggianti

Eppure la luna non mostra somiglianza

Le rose appassiscono, possa Dio consegnare

Il dissoluto alle porte dell’inferno questa notte

 

Vorrei che potessero camminare per sempre

Sulla terra da soli senza catene

Fino a pregare che arrivi la conclusione

Fino a che implorino una dolce dannazione

Allora arriverò e porterò loro acqua

Gli porterò speranza, porterà risate

Solleverò le loro speranze, tristi e sommerse

Li sferzerò mentre giacciono lì ubriachi

Li spingerò giù nel guano

Fino a che soffocheranno nel loro stesso sangue

Li tirerò fuori prima del loro ultimo respiro

Per sottrargli la misericordia della morte

 

Gli occhi di madre sono diamanti fiammeggianti

Eppure la luna non mostra somiglianza

Le rose appassiscono, possa Dio consegnare

Il dissoluto alle porte dell’inferno questa notte


mercoledì 20 aprile 2022

The Recruiting Sergeant

Sull’album “If I Should Fall…“ i Pogues incisero questa canzone in un "Medley" composto da tre brani tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."

"The Recruiting Sergeant" si riferisce alle pratiche di reclutamento degli inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. “Kaki” era il colore dell’uniforme dell’esercito britannico. Successivamente al disastro della prima battaglia di Ypres, Lord Kitchener fu designato Segretario della Guerra con il compito di accrescere l’esercito inglese. Il Proclama fa riferimento alla chiamata di Kitchener rivolta ai volontari.

In Belgio, le Fiandre furono teatro di combattimenti con grandi perdite, tra cui le due battaglie di Ypres, che spinsero appunto a incrementare l’arruolamento, mentre invece la “lotta da combattere a Dublino” fa probabilmente riferimento alla “Rivolta di Pasqua” del 1916.

Ufficiali e sottufficiali dell’esercito britannico erano in gran parte inglesi. Gli irlandesi erano considerati utile carne da cannone piuttosto che condottieri.

Testo tratto dal sito "The Parting Glass"


Mentre stavo camminando lungo la strada

Bello in forma e allegro

Un sergente reclutatore avanzò verso di me

E mi dice “staresti bene in kaki”

Dato che il Re ha bisogno di uomini

Vieni e leggi questo proclama

Una vita nelle Fiandre per te sarebbe

Proprio una bella vacanza

 

Beh, può anche essere, gli dico

Ma dimmi tesorino di un sergente

Se avessi uno zainaccio fissato sulla schiena

Avrei un bell’aspetto allegro?

Perché ti devono addestrare ed esercitare

Per fare di te uno di quei francesini

Sarà pure caldo nelle Fiandre

Ma è pieno di spifferi nelle trincee


Il sergente sorrise e mi fece l’occhietto

Il suo sorriso era parecchio irritante

Attorcigliava i suoi baffetti e ci giocherellava

Dicendomi: lo so che stai solo scherzando

Perché i sacchi di sabbia sono così caldi e alti

Non lo sentirai il soffio del vento

Mentre strizzavo l’occhio a una ragazzina di passaggio

Gli dissi, e se nevica come la mettiamo?

 

Che piova, o grandini, che nevichi o tiri vento

Non ci andrò nelle Fiandre

C’è una lotta a Dublino da combattere

Mandaci pure i tuoi sergenti e i tuoi comandanti

Lascia che gli Inglesi combattano le guerre inglesi

Si approssimava il momento della partenza

Salutai il sergente augurandogli una splendida notte

E proprio a quel punto ci dividemmo oh


mercoledì 9 febbraio 2022

Lorelei

Secondo una antica leggenda tedesca, una bella fanciulla dal nome di Lorelei si gettò disperata nel fiume Reno per un amante infedele. Dopo la sua morte fu trasformata in una sirena, che poteva essere udita cantare di quando in quando su una roccia lungo il Reno, vicino alla località di Sankt  Goar. Il suo canto ipnotico adescava i marinai conducendoli alla morte. La leggenda si fonda su una roccia con quel nome, la quale produce un eco, situata vicino a Sanktgoarshausen, in Germania. 

Nel 1989 Philip Chevron scrive, ispirandosi alla leggenda, questa canzone che apparirà su “Peace and Love” e che si avvale ancora una volta della preziosa voce di Kirsty McColl.



Mi raccontasti storie di amore e gloria

Le stesse vecchie canzoni tristi, la stessa antica storia

Le sirene non cantano ninna nanne

E nessuno lo sa tranne Lorelei

 

Castelli usciti dalle favole

Legni frantumati là dove una volta navigavano

I malati d’amore che catturarono il suo sguardo

E nessuno sapeva eccetto Lorelei

 

Fiume, fiume abbi pietà

Conducimi fino al mare

Ché se perisco su questi scogli

Il mio amore mai più rivedrò

 

Ho pensato a te in luoghi distanti

Mi sono scervellato su tracce di rossetto

Perciò Dio aiutami, non piangerò

E poi penserò a Lorelei

 

Ho viaggiato e vagato in lungo e in largo

Non ho fotografie con te accanto

Il vecchio Fiume non è così timido

E si ricorda di Lorelei

 

Fiume, fiume abbi pietà

Conducimi fino al mare

Ché se perisco su questi scogli

Il mio amore mai più rivedrò

 

Se dovessi galleggiare su questa corrente

Beh ti vedremo nel mio sogno di pazzo

Affonderei nei tuoi occhi inquieti

E nessuno lo saprebbe eccetto Lorelei

 

Fiume, fiume abbi pietà

Conducimi fino al mare

Ché se perisco su questi scogli

Il mio amore mai più rivedrò

 

Ma se la mia nave che salpa domani

Dovesse schiantarsi contro queste rocce

I miei dolori, annegherò, prima di morire

Sarà te che vedrò, non Lorelei

 

 

mercoledì 22 settembre 2021

Fiesta

La canzone Fiesta, scritta da Shane MacGowan e Jem Finer per l’album “If I Should Fall from Grace with God”, ha un testo molto particolare che comprende diverse parti in una lingua spagnola, a tratti anche approssimativa. Per la sua interpretazione mi sono basato sull’analisi riportata sul prezioso sito The Parting Glass: An Annotated Pogues Lyrics Page, che traduco quasi integralmente.

http://www.poguetry.com/

"I am Franciso Vázquez García
I am welcome to Almeria..."

Almería è una provincia nel Sud della Spagna lungo la costa del Mediterraneo. I Pogues vi trascorsero un periodo durante le riprese del film "Straight to Hell," di Alex Cox. Jem Finer a tale riguardo: "Avendo passato una settimana in Almeria, in un albergo vicino alla fiesta, la cacofonia del luna park mi rimase impressa in testa. Le due alternative erano infliggerla al resto del mondo o impazzire."

"We have sin gas and con leche
We have fiesta and feria..."

"Sin gas" sta per "senza gas" e "con leche" significa "con latte" ed entrambi i termini si riferiscono a bevande: il primo è abbreviazione di "agua sin gas" e il secondo è una forma breve di "cafe con leche" ovvero caffè con latte.

Una "feria" è la "fiera" in spagnolo.

"We have the song of the chochona
We have brandy and half corona..."

Uno dei premi che si possono vincere a una fiera (in lotterie, estrazioni, tiro a segno) era una bambola chiamata "muñeca chochona" ('muñeca' significa 'bambola'), sebbene "chochona" di per sé sia fondamentalmente una parola senza senso (vale a dire priva di significato ma aggiunta per l’effetto sonoro):

"There is a minstrel there you see,
And he stoppeth one in three

Questo verso presenta un forte parallelismo con i versi di apertura dell’opera di Coleridge "Rime of the Ancient Mariner." Li riportiamo:

It is an ancient Mariner,
And he stoppeth one of three.
By thy long grey beard and glittering eye,
Now wherefore stopp'st thou me?

Il marinaio (ancient mariner) sceglie il narratore che sta andando a partecipare a un matrimonio. A proposito di tale poema, il metro e alcune delle immagini sembrano ricorrere anche in "Turkish Song of the Damned."

"El veintecinco de agosto
Abrio sus ojos Jaime Fearnley
Para el bebe cinquante gin campari
Y se tendio para cerrarlos..."

Non curandosi di alcuni scivoloni grammaticali, questi versi potrebbero essere tradotti come segue:

"Il 25 di Agosto
James Fearnley ha aperto gli occhi
Per bere cinquanta gin campari
E si è sdraiato per chiuderli "

Il festival annuale di Almeria festival dura nove giorni e si tiene l’ultima settimana di Agosto. È famoso per le prodigiose quantità di alcol consumata dai frequentatori . L’intera strofa è basata su alcuni versi della poesia di Federico Garcia Lorca intitolata "El emplazado":

"El veinticinco de junio
Abrío sus ojos Amargo,
y el veinticinco de agosta
se tendío para cerrarlos..."

La poesia descrive come il 25 giugno ("el veintecinco de junio") Amargo ode voci che profetizzano che egli sarà morto nel giro di due mesi. Il 25 di agosto apre gli occhi, e quindi muore.

"Y Costello el rey de America
Y suntuosa Cait O Riordan..."

The Pogues andarono in tour con Elvis Costello nei primi anni e quest’ultimo produsse sia "Rum, Sodomy, and the Lash" sia "Poguetry in Motion", e in tali occasioni conobbe la magnifica ("suntuosa") Cait O'Riordan, la bassista originaria dei Pogues. Durante le riprese erano tutti in Almería sul set di "Straight to Hell. In 1986 Costello pubblicò il suo album "King of America" ("el rey de America").

"No rompere mis calliones
Los gritos fuera de las casas..."

Il primo verso è un italiano maccheronico e il secondo andrebbe letto come “le urla fuori dalle case”.




Sono Francisco Vasquez Garcia

Son benvenuto in Almeria

Abbiamo sin gas e con leche

Abbiamo fiesta e feria

Abbiamo la canzone della chochona

Abbiamo brandy e mezza corona

E Leonardo e la sua fisarmonica

e calamari e maccaroni


Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi

E signore che amate la bella vita

Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo

L’Almeria ancora una volta

 

C’è un menestrello, là lo vedi,

e ne ferma uno di tre

E nell’orecchio di questo gli sussurra

“Mi vorresti cortesemente uccidere quella bambola?”

Ora ha vinto chochona alla lotteria

E tutta la città ha guardato quel pazzo gringo

Staccare la testa alla bambola ridendo

E – miraldo! – lanciarne il corpo in mare

 

Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi

E signore che amate la bella vita

Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo

L’Almeria ancora una volta 

El vienticinco de agosto
Abrio sus ojos Jaime Fearnley
Pero el bebe cinquante Gin-campari
Y se tendio para cerrarlos
Y Costello el rey del America
Y suntuosa Cait O Riordan
Non rompere mes colliones
Los gritos fuera de las casas

Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi

E signore che amate la bella vita

Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo

L’Almeria ancora una volta