In tedesco "übersetzen" è tradurre, ma anche traghettare; questa "strana barca" vuole quindi trasportare parole da una sponda all'altra di lingue diverse, sperando che non risentano troppo della traversata.
La “Canzone per Nico”, dall’album Kissin Time del 2002, fu
scritta da Marianne Faithfull insieme con Dave Stewart, dopo aver letto una
biografia della cantante tedesca, con cui la Faithfull si identificò in parte,
asserendo: “Nico dovette sopportare molte avversità nella sua vita, e io sono
stata tremendamente fortunata”. Il testo
riporta fasi della vita di Nico, citando vari personaggi con cui è venuta in
contatto negli anni; da Andrew Loog Oldham a Brian Jones, da Delon – dal quale
ebbe il figlio Ari – a Lou Reed e Warhol.
Nel 1978, Lou Reed e Genya Ravan collaborarono sui
rispettivi album solisti. Ravan contribuì cantando nei cori su “Street Hassle”
e Reed canto su “Aye Co’lorado” una canzone scritta dalla Ravan su un
compagno/spacciatore portoricano sul primo lato del suo “Urban Desire”.
Nel suo libro di memorie Lollipop Lounge, la Ravan scrive che
quando furono presentati alle session per il disco, Lou fece una sarcastica
allusione al passato della Ravan col gruppo Goldie and the Gingerbreads: la
prima cosa che Lou mi disse dopo che ci avevano presentati fu “mia nonna
comprava i tuoi dischi anni fa”.
Nello studio calò il silenzio. Lo guardai negli occhi e gli
dissi, “Sì, almeno qualcuno nella tua famiglia aveva buon gusto in fatto di
musica. A te che è successo?”
Rise, la tensione si allentò e rapidamente diventammo amici.
Accettò immediatamente il fatto che lì ero io a comandare, e conducevo il
gioco.
Gli diedi il testo scritto a mano di “Aye, Co’Lorado” ed
entrammo nello studio A. I microfoni erano già accesi, pronti a incidere, e scorremmo
la canzone sulla traccia di base. Fu grandioso!
“Okay”, disse Lou. “Penso di esserci ora”. Sorrisi. Gli
avevo fatto credere che stavamo solo provando, ma in effetti avevo fatto segno
al tecnico di fare andare il nastro. L’avevo ingannato deliberatamente, cosa
che facevo spesso con i cantanti quando volevo ottenere un feeling “Live”…
Lasciai che Lou registrasse altre tre tracce della canzone,
per rispettare la sua volontà, ma come avevo pensato suonavano tutte un po’
fredde dopo la prima, mancavano di quel vero feeling. La prima traccia fu
quella che usammo. Anche lui fu d’accordo con me dopo aver sentito tutte le
tracce eseguite.
Per il suo primo disco da solista (“Chelsea
Girl”, del 1967), Nico ottiene il contributo di autori a lei vicini in quel
periodo; Jackson Browne, Tim Hardin, addirittura Dylan e non da ultimi i suoi
colleghi dei Velvet Underground: Cale, Reed e Sterling Morrison. In questa
canzone affianca i primi due collaborando nella stesura, dando vita così anzi
tempo a un ideale epitaffio dell’avventura di quella band, e forse anche di un’epoca
che doveva terminare, irrecuperabilmente.
Era un piacere allora
Se potessi essere qui ancora
Sapere quel che c’era da vedere
Quando tutta la gente della domenica
Se ne stava così quieta nel buio
Timorosa di essere meglio il giorno successivo
La la la la la la la
La la la la la la la.
Era un piacere allora
Quando potevamo sedere e fissare lo sguardo ancora
Fino a che le stelle cadevano attraverso
Gli alberi nuvolosi sull’erba
Stelle a sorridere con noi
Fino a quando anche a loro venivano le lacrime
agli occhi
Ci racconti questa unica storia
Di quanto dobbiamo essere in disaccordo
Era un piacere allora
Vedere i giorni morenti, ancora
Nell’orrore delle notti
Mai mai mai
Mai troppo splendenti
Non abbiamo un segreto
Cuore da nascondere da qualche parte alla fine
Fino a che possiamo vedere
Il cielo confessare questo crimine
Di odiosità dal sapore amaro
Sopra alle nostre menti a pezzi
Era un piacere
Era un piacere
La la la la la la la la la
La la la la la la la la la
La la la la la la la la la la la.
Tratto dal musical “Knickerbocker’s Holiday” del 1938, un altro testo di Maxwell
Anderson musicato da Kurt Weill, basato su una metafora che paragona un anno
alla vita di una persona. Nella canzone una persona avanti con gli anni si
rivolge a un’amata più giovane, asserendo che i corteggiamenti dei giovani
pretendenti e l’oggetto dei loro desideri sono fugaci e oziosi, mentre lui,
spasimante più avanti con gli anni, non ha più tempo per giocare d’attesa.
Interessante nel dettaglio notare come la versione di Lou Reed stravolga la parte musicale rispettando il testo, che invece è stato molto spesso rimaneggiato nelle molteplici versioni che il brano ha avuto nel corso degli anni.
Quando ero un giovane uomo che corteggiava le
ragazze
Mi concedevo il gioco dell’attesa
Se una fanciulla mi rifiutava scuotendo i riccioli
Lasciavo che la vecchia terra si facesse un paio
di giri
Mentre la supplicavo con lacrime invece che con
perle
E quando si ripresentava il tempo, lei veniva da
me
E quando tornava il tempo, lei veniva
Ma è un bel po’ di tempo, da Maggio a Dicembre
E le giornate si accorciano, quando arrivi a Settembre
E il clima d’autunno dipinge di fiamma le foglie
E non ho tempo, per il gioco dell’attesa
E le scorte di vino si assottigliano finché rimane
solo un prezioso intruglio
Settembre, Novembre,
E queste poche annate le condividerò con te
Quelle annate preziose le condividerò con te
Ma è un bel po’ di tempo, da Maggio a Dicembre
E le giornate si accorciano, quando arrivi a
settembre
E ho perso un dente, e zoppico un poco
E non ho tempo, per il gioco dell’attesa
E I giorni indorano, mano a mano che diminuiscono
Settembre, Novembre,
E questi pochi giorni d’oro li trascorrerò con te
Questi giorni d’oro li trascorrerò con te
Quando ti incontri con i giovani uomini al principio
della primavera
Ti corteggiano con canzoni e versi in rima
Ti offrono parole e un anello di trifoglio
Ma se guardi attentamente i doni che ti porgono
Hanno poco da offrire, a parte le canzoni che
cantano
E un abbondante spreco di ore del giorno
Un abbondante spreco di tempo
Ma è un bel po’ di tempo, da Maggio a Dicembre
Durerà quell'anello di trifoglio fino a
raggiungere settembre?
E non sono bene attrezzato per il gioco dell’attesa
Ma ho un po’ di denaro e un po’ di fama
E le scorte di vino si assottigliano finché rimane
solo un prezioso intruglio
Settembre, Novembre,
E questi pochi giorni preziosi li condividerò con
te
Nel 1990 John Cale e Lou Reed tornarono a
collaborare dopo molti anni per realizzare un omaggio a Andy Warhol, incidendo
un album che ne ripercorre la vita e la carriera: “Songs for Drella”. La
canzone è tratta da quel disco.
Piccola Città
Quando stai crescendo in una piccola città
Quando stai crescendo in una piccola città
Quando stai crescendo in una piccola città
Dici, di qui non è mai venuto fuori
nessuno di famoso
Quando stai crescendo in una piccola città
E stai avendo un esaurimento nervoso
E pensi che non riuscirai mai a scappare
Da te o dal posto in cui vivi
Da dove è venuto Picasso
Nessun Michelangelo è uscito fuori da
Pittsburgh
Se l’arte è la punta dell’iceberg
Io sono la parte che affonda sottacqua
Quando stai crescendo in una piccola città
Brutta pelle, brutti occhi, gay e
grassoccio
La gente ti guarda strano
Quando sei in una piccola città
Mio padre lavorava nell’edilizia
Non è una cosa che si adatta a me
Oh, e che cosa ti si adatta?
Levarmi di qui
Odio essere strano in una piccola città
Se devono fissarmi che lo facciano a New
York
Come albino dagli occhi rosa che dipinge
Quanto lontano può andare la mia fantasia
Non sono un Dalì che arriva da Pittsburgh
Né un adorabile e bleso Capote
Il mio eroe, oh, pensi che potrei
incontrarlo?
Mi accamperei davanti all’ingresso di casa
sua.
C’è una sola cosa buona in una piccola
città
C’è una sola cosa buona in una piccola
città
C’è una sola cosa buona in una piccola
città
Sai che te ne vuoi andare
Quando stai crescendo in una piccola città
Sai che metterai radici in una piccola
città
C’è solo un modo di trarre vantaggio da
una piccola città