Nicky Hopkins, "The Tin Man Was A Dreamer" (1973)
(coming soon)
In tedesco "übersetzen" è tradurre, ma anche traghettare; questa "strana barca" vuole quindi trasportare parole da una sponda all'altra di lingue diverse, sperando che non risentano troppo della traversata.
“Sweet Evening Breeze” è un brano del dodicesimo album di John Mellencamp, Human Wheels, pubblicato nel 1993.
Ero eccitato e un po’ triste
Lei era venuta in visita da Atlanta, in Georgia
Era venuta a trascorrere l’estate con suo padre
La trovavo molto carina
Ci baciavamo e ci tenevamo per mano
Ogni sera vicino al campo da football
Il suo corpo era abbronzato
Dai pomeriggi trascorsi alla piscina pubblica
Dolce brezza serale
Soffia tra i miei pensieri e i miei ricordi
Mentre oggi me ne sto qui sdraiato a bere il mio tè
Riesco ancora a vedere quella dolce brezza serale
L’ho vista in una caffetteria
In un grande hotel ad Austin, in Texas
Si era tagliata i lunghi capelli
E li aveva sostituiti con occhi blu colmi di tristezza
Si comportava ancora come se fossimo bambini
E mi disse che doveva sposarsi
E mi chiese se ricordassi ancora
Dolce brezza serale
Soffia tra i miei pensieri e i miei ricordi
Mentre oggi me ne sto qui sdraiato a bere il mio tè
Riesco ancora a vedere la dolce brezza serale
Quanto può essere ridondante il futuro
Questi giorni passati mi sembrano davvero, davvero ridicoli
Quando penso alle storie vere ormai svanite
E a come il tempo abbia la mano vincente
Lo capisco dalle rughe sui nostri volti
E i giovani non riescono a capire
Che quando guardano se stessi, in realtà guardano me
Oh, dolce brezza serale
Soffia tra i miei pensieri e i miei ricordi
Mentre oggi me ne sto qui sdraiato a bere il mio tè
Riesco ancora a vedere la dolce brezza serale
“Wichita Lineman” è una canzone del 1968 scritta da Jimmy Webb per l'artista country americano Glen Campbell. Ampiamente reinterpretata da altri artisti (tra cui recentemente Flea con Nick Cave), è stata definita “la prima canzone country esistenziale”. Bob Dylan l’ha definita «la più grande canzone mai scritta».
Webb scrisse “Wichita Lineman” in risposta alla richiesta telefonica urgente di Campbell di una canzone incentrata su un “luogo” o “geografica” che facesse seguito a “By the Time I Get to Phoenix”. L’ispirazione per il testo gli venne mentre guidava attraverso le alte pianure del Panhandle dell’Oklahoma, passando accanto a una lunga fila di pali del telefono, su uno dei quali era appollaiato un tecnico delle linee che parlava al ricevitore. Webb «si immaginò in cima a quel palo» con il telefono in mano, mentre immaginava il tecnico che parlava con la sua ragazza. Nonostante le sue radici nella vita reale fossero altrove, Webb ambientò la sua canzone a Wichita, in Kansas.
La canzone contiene due strofe, ciascuna divisa in due parti. La prima parte è in fa maggiore, mentre la seconda è in re maggiore. Il re rappresenta la tonalità minore relativa al fa, quindi ci si aspetterebbe una sezione in re minore (anziché in re maggiore).
La canzone contiene due strofe, ciascuna divisa in due parti. La prima parte è in fa maggiore, mentre la seconda è in re maggiore. Il re rappresenta la tonalità minore relativa al fa, quindi ci si aspetterebbe una sezione in re minore (anziché in re maggiore). Il testo segue la dicotomia creata dalle tonalità musicali contrastanti. La prima parte di ogni strofa (in Fa maggiore) descrive aspetti legati al lavoro di un operaio delle linee elettriche; ad esempio, «cercando sotto il sole un altro sovraccarico» e «se nevica, quel tratto a sud non reggerà mai lo sforzo». La seconda parte (in Re maggiore) descrive in dettaglio i pensieri romantici del tecnico delle linee elettriche;
le progressioni armoniche malinconiche e venate di jazz di Webb, intrecciate con settime maggiori e quarte sospese, rafforzano la natura indeterminata della canzone modulando dal Fa maggiore al Re maggiore e viceversa senza mai risolvere completamente la tensione.
La canzone non torna mai più «a casa», ovvero alla tonica – né in nessuna delle strofe, né nel fadeout. Questa splendida impostazione musicale suggerisce in modo subliminale ciò che il testo suggerisce poeticamente: il viandante solitario che rimane sospeso in cima a quel palo del telefono sullo sfondo di quel desolato paesaggio di prateria, desiderando ardentemente la propria casa.
Sono un tecnico delle linee elettriche della contea
E percorro la strada principale
Alla ricerca, sotto il sole, di un altro sovraccarico
Ti sento cantare attraverso il cavo
Ti sento nonostante il ronzio
E il tecnico delle linee di Wichita è ancora in servizio
So che ho bisogno di una breve vacanza
Ma non sembra che pioverà
E se nevicasse, quel tratto a sud non reggerebbe mai lo sforzo
E ho bisogno di te più di quanto ti desideri
E ti voglio per sempre
E il tecnico di Wichita è ancora in linea
E ho bisogno di te più di quanto ti desideri
E ti voglio per sempre
E il tecnico di Wichita è ancora in linea
È una canzone blues registrata per la prima volta dal cantante americano di rhythm and blues James Wayne nel 1951. Nel corso di diversi decenni è stata registrata e reinterpretata da molti altri artisti, tra cui Louis Jordan, Michael Bloomfield, Dr. John, Professor Longhair, James Booker, Hugh Laurie e i Clash.
La registrazione di James Wayne rese popolare la canzone, sebbene fosse già ampiamente conosciuta tra i musicisti di New Orleans e altrove come «l’inno dei tossici, delle prostitute, dei protettori e dei detenut. Era una canzone che si cantava ad Angola, la colonia penale statale, e il ritmo era persino noto come «jailbird beat» (dalle note del disco «Gumbo» di Dr. John).
Nel libro *JUNKY* di William Burroughs, è presente un riferimento alla prigione di Angola, situata in Louisiana, citata anche nel testo della canzone. «Junco» si riferisce a «Junky» o «Junk», gergo dei primi anni del Novecento per indicare eroina, morfina o qualsiasi oppiaceo in generale. «Loaded» era spesso usato per riferirsi a chi era in preda a una «crisi da droga», nel senso che si era appena fatto una dose di eroina. Il libro stesso è una descrizione approfondita della vita da tossicodipendente, e ci sono molti altri parallelismi tra questa canzone e il libro. L’idea di impegnare oggetti per pagarsi la droga è ricorrente, così come il lavoro nei campi, che sembrava avere un effetto terapeutico nel superare la «malattia», ovvero i sintomi di astinenza da droga.
Lungo la strada arrivò un Junco Partner
Perché era completamente fuori
Era completamente fuori di sé
Barcollava per tutta la strada
Cantando: “Sei mesi non sono una condanna”
E “Un anno non è niente”
Sono nato ad Angola
Dove sto scontando da quattordici a novantanove anni
Beh, vorrei avere un milione di dollari
Oh, un milione tutto mio (tutto mio)
Alleverei bestiame e direi: «Cresci per me, piccolo»
Mi farei una piantagione di tabacco
Fai una passeggiata, fai una passeggiata
Junco Partner
Ehi, non darmi fastidio
Così
Proprio così
Beh, quando avevo un bel po’ di soldi
Sì, avevo cose davvero fantastiche in tutta la città
Ora non ho più soldi
Tutti i miei cari amici continuano a umiliarmi
Quindi ora devo impegnare il mio cricchetto e la mia pistola
Sì, impegnerò il mio orologio e la catena
Avrei impegnato la mia dolce Gabriella
Ma quella ragazza intelligente non ha voluto firmare
Lungo la strada, lungo la strada
È arrivato un Junco Partner
Ragazzi, era il più ricco che avessi mai visto
Era completamente fuori di sé, fuori di sé, oh mio Dio, oh mio Dio, oh mio Dio, oh mio Dio
Barcollava per tutta la strada, quindi
Fai una passeggiata
Non riesco a camminare
Lungo la strada è arrivato un Junco Partner
«Ehi, signore»
Mi ha chiamato
E sono state tre le cose che ha gridato
Cantando, cantando, strimpellando
Devo beccarti con l’oro
Oh!
Junco Partner
Beh, sono a terra, sì, mi sta venendo sete
Versami una birra davvero buona quando sono assetato
Dammi, dammi del whisky, quando ho sete
Dammi una lapide quando morirò
Lungo la strada