giovedì 29 ottobre 2026

Stand - R.E.M.

Il cantante Michael Stipe ha detto, parlando del significato della canzone: «[che] parla del prendere decisioni e del vivere davvero la propria vita, invece di lasciarsi semplicemente trasportare dagli eventi». Riguardo alla genesi del brano, Stipe ha raccontato che lui e gli altri membri della band stavano parlando dei Banana Splits, degli Archies, dei Monkees e di altri gruppi pop simili degli anni ’60. «Mi hanno propinato queste canzoni super sdolcinate, e io ho detto: “Rilancio e vedo”. Così ho scritto il testo più insulso che mi fosse possibile scrivere. Ora, è stata una scelta del tutto intenzionale. In realtà, la maggior parte di quelle canzoni mi piace davvero molto». Il chitarrista Peter Buck ha descritto «Stand» come «senza dubbio, [...] la canzone più stupida che abbiamo mai scritto. Ma non è necessariamente una cosa negativa», paragonando il brano a «Louie Louie» dei Kingsmen in termini di contenuto testuale «stupido».



Mettiti nel posto in cui vivi

Ora guarda verso nord

Pensa alla direzione

Chiediti perché non l’hai mai fatto prima

Ora mettiti nel posto in cui lavori

Ora guarda verso ovest

Pensa al posto in cui vivi

Chiediti perché non l’hai mai fatto prima

 

Se sei confuso, controlla la posizione del sole

Porta con te una bussola per aiutarti

I tuoi piedi resteranno ben saldi a terra

La tua testa serve a farti muovere

 

I tuoi piedi saranno ben saldi a terra

La tua testa serve a farti muovere

Se i desideri fossero alberi, gli alberi cadrebbero

Ascolta la ragione

La stagione ti chiama

Se i desideri fossero alberi, gli alberi cadrebbero

Ascolta la ragione

La ragione ti chiama

I tuoi piedi saranno ben saldi a terra

La tua testa serve a farti muovere

Quindi resta in piedi (resta in piedi)

Ora guarda verso nord

Pensa alla direzione, chiediti perché non l’hai fatto prima

Ora resta in piedi (resta in piedi)

Ora guarda verso ovest

Pensa al luogo in cui vivi

Chiediti perché non l’hai fatto

 

Resta nel posto in cui ti trovi (Ora guarda verso nord)

Resta nel posto in cui ti trovi (Ora guarda verso ovest)

I tuoi piedi saranno ben saldi a terra

(Resta nel posto in cui ti trovi)

La tua testa serve a farti muovere, quindi resta in piedi.


giovedì 22 ottobre 2026

You Know More Than I Know

“You Know More Than I Know” è una ballata struggente e introspettiva che affronta temi quali le dinamiche di potere, la conoscenza e la rassegnazione. Allude al fatto che una persona possieda una comprensione o un controllo più profondo di una situazione rispetto all’altra. La ripetizione della frase che intitola il brano suggerisce un senso di squilibrio in una relazione.

John Cale ha registrato la canzone per “Fear”, pubblicato nel 1974.

 


 

Ma noi, come altre puttane arrabbiate

Parliamo delle minacce che ci sono state rivolte in passato

Non ne hai più bisogno

Tu Sai più di quanto io sappia

Tu Sai più di quanto io sappia

Tu Sai più di quanto io sappia

 

Invece, leggo le notizie del mattino a letto

Che incommensurabilità di fronte a noi

E non c’è più nulla da dire

Tu Sai più di quanto io sappia

Tu Sai più di quanto io sappia

Tu Sai più di quanto io sappia

 

I ciechi possono vedere, ma restano al riparo

Da ogni responsabilità e avidità

E non c’è nient’altro di cui hai bisogno

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

 

Nessuno ci dà ascolto

Non ci credono

Ma per me è l’unica via

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

 

Che schifezza, vecchio mio, riempie il vuoto

Che abbiamo teso come trappole, come trappole per noi, i topi

E non c’è più nulla da catturare

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

 

Allora seppelliscimi in profondità tra le erbacce

Che si insinuano nei cuori di tutti i deboli

E non c’è nulla di più debole

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

Tu sai più di quanto io sappia

 

 

giovedì 15 ottobre 2026

Woman's Touch

 Dall'album "Show me the Face" del 2010 di Michelle Gurevich. Sigla di testa della serie tv "Down Cemetery Road.



Stasera la luce ha brillato su di te

Ma io camminerò da sola per le strade buie

E mi addormenterò con un sorriso

Mettendo da parte i miei spiccioli perché me l’ha detto l’oracolo

 

Ooooh -

Ho imparato a fidarmi del mio istinto

Ooooh -

Per la presentazione dello spettacolo

 

So che la tua ex messicana

Ti ha insegnato qualcosa che non ho mai visto prima

Ma l’efficienza non è l’obiettivo

Scambierò il mago con l’anima impaziente e maldestra

 

Ooooh -

E presto la mia testa girerà

Ooooh -

Dritto verso la prossima dimensione

 

La luce ti ha illuminato stasera

Ma io camminerò da sola per le strade buie

E mi addormenterò con un sorriso

Metto da parte i miei spiccioli perché me l’ha detto l’oracolo

 

La nave è vicina e io sono puntuale

Essendo solo, ci vuole tocco di una donna stasera

La nave è vicina e io sono puntuale

Essendo solo, ci vuole il tocco di una donna stasera


giovedì 8 ottobre 2026

Alone in the Dark

John Hiatt descrive questa canzone come un “lamento blues”, nella tradizione dei classici brani blues che si crogiolano nella tristezza, solitamente per la perdita di una donna speciale, come in questo caso.

In realtà Hiatt si trovava in un buon momento della sua vita quando scrisse la canzone: era appena sposato e stava realizzando alcuni dei suoi lavori migliori. Ma anche la luce proietta delle ombre, ed è proprio questo che ha voluto esplorare in questa canzone.

«È il lato oscuro, nel senso classico del termine», ha dichiarato all’Omaha Rainbow. «È un ingrediente necessario. Tra tutta quella morbidezza ci deve essere un po’ di cartilagine. Per quanto cerchi di rimanere positivo, mi capita spesso di diventare negativo e di sentirmi giù. Come la maggior parte degli uomini. Ecco perché esistono canzoni come questa».

Hiatt aveva combattuto a lungo contro l’alcolismo prima di tornare sobrio per il suo album del 1987 *Bring The Family*, che include questo brano. Le prime righe della canzone alludono probabilmente alla sua condizione precedente.




È un'immagine solitaria

Di un bicchiere vuoto

È uno studio di natura morta

Di un ubriaco idiota

E lui ulula alla luna

Sperando che il sole non sorga troppo in fretta

 

Ora sono tutto solo al buio, baby

Ora sono tutto solo al buio, baby

Finalmente sono tutto solo, in ginocchio

Da solo al buio

 

È estrema autocommiserazione

E paura paralizzante

Perché ti voglio con me

E tu non ci sei

Così mi ci affondo il naso, piccola

Finché le rose non profumano proprio di morte

 

Ora sono tutto solo al buio, piccola

Ora sono tutto solo al buio, piccola

Sono tutto solo e respiro l'odore del whisky

Da solo al buio

 

Mi gira la testa, piccola, cosa è andato storto

Giuro su Dio che ci ho provato

Mi sono solo girato un giorno e tu non c’eri più

Ora queste lacrime devo piangerle

 

Da solo al buio, tesoro, sono tutto solo,

Sono tutto solo, sono tutto solo

Da quando sei partita quella notte

Non riuscivo proprio a sopportarmi comunque

 

Ora sono tutto solo al buio, piccola

Ora sono tutto solo al buio, piccola

Alla fine sono tutto solo, in ginocchio

Da solo al buio

 

Ora sono tutto solo al buio, piccola

Ora sono tutto solo al buio, piccola

Alla fine sono tutto solo, in ginocchio

Da solo al buio