In tedesco "übersetzen" è tradurre, ma anche traghettare; questa "strana barca" vuole quindi trasportare parole da una sponda all'altra di lingue diverse, sperando che non risentano troppo della traversata.
Apparsa per la prima volta in «Fisherman’s Blues»,
Scott ha rivisitato e impreziosito ulteriormente questa meravigliosa canzone
diversi anni dopo. Con questo splendido brano, Scott si addentra nel mondo del
crepacuore evocando lo spirito di uno dei suoi modelli, Hank Williams.
Secondo
Michael Stipe, frontman dei REM, «Losing My Religion» non parla affatto di
qualcuno che perde la fede, ma di un amore non corrisposto. Ha spiegato che
quella frase è un’espressione comune nel sud degli Stati Uniti «che significa
perdere la calma o la compostezza, oppure sentirsi frustrati e disperati».
Il
significato di questa canzone (secondo quanto dichiarato ufficialmente dallo
stesso Stipe) riguarda l'amore non corrisposto. (La persona che racconta questa
storia ama qualcuno che non prova alcun interesse per lui).
È
una canzone piuttosto triste, che trasmette una forte sensazione di
solitudine.“Oh, la vita è più grande. È
più grande di te”.
"Every
whisper / Of every waking hour / I'm Choosing my confessions / Trying to keep
an eye on you / Like a hurt, lost and blinded fool / Oh no I've said too much I
set it up"
In
questa parte il protagonista si apre ancora di più. È ossessionato da quella
persona, la tiene costantemente d'occhio: non riesce a pensare ad altro che a
lei e si sente “perso” e “accecato” quando non sa cosa sta facendo o con chi si
trova. “Ha detto troppo” ma “non ha detto abbastanza” - sta raccontando ai suoi
compagni e amici più di quanto dovrebbe sui suoi sentimenti per questa persona,
ma non alla persona stessa.
Oh vita, è più grande
È più grande di te
E tu non sei me
Fino a dove mi spingerò
La distanza nei tuoi occhi
Oh no, ho detto troppo
Ho detto abbastanza
Quello nell'angolo sono io
Quello sotto i riflettori sono io
Sto perdendo la calma
Cerco di starti dietro
E non so se ce la farò
Oh no, ho parlato troppo
Non ho detto abbastanza
Mi è sembrato di sentirti ridere
Mi è sembrato di sentirti cantare
Mi sembra di averti visto provare
Ogni sussurro
Di ogni ora della giornata
Sto scegliendo le mie confessioni
Cercando di tenerti d'occhio
Come uno sciocco ferito, smarrito e accecato,
sciocco
Oh no, ho detto troppo
Ho detto abbastanza
Pensaci
Pensaci, è il suggerimento del secolo
Pensaci, è stato quel passo falso
Che mi ha messo in ginocchio, mi ha fatto fallire
E se tutte queste fantasie avanzassero dimenandosi
“People Who Died” è la canzone più famosa del poeta
e leader della band Jim Carroll. È la quinta traccia del suo album post-punk
del 1980 “Catholic Boy”. Il titolo parla da sé. Carroll elenca, a volte con
tono umoristico, tutte le persone che ha conosciuto e che sono morte, che sia
per incidente, malattia, suicidio o omicidio.
Teddy sniffava colla, aveva dodici anni
Cadde dal tetto al numero 29 di East Street
Cathy aveva undici anni quando si tolse la vita
Dopo aver ingerito ventisei pastiglie di
anfetamine e una bottiglia di vino
Bobby si ammalò di leucemia, a quattordici anni
Sembrava un sessantacinquenne quando morì
Era un mio amico
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Erano tutti miei amici e sono morti
G-berg e Georgie hanno lasciato che le loro
stravaganze li rovinassero
Così sono morti di epatite nell'Upper Manhattan
Sly in Vietnam, una pallottola in testa
Bobby è morto per overdose di Drano la notte del
suo matrimonio
Erano altri due miei amici (altri due amici che
sono morti)
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Erano tutti miei amici e sono morti
Mary si è buttata dal balcone di una camera
d’albergo
Bobby si è impiccato in una cella del carcere The
Tombs
Judy si è gettata sotto un treno della metropolitana
A Eddie gli hanno tagliato la giugulare
E Eddie, mi manchi più di tutti gli altri
E ti rendo omaggio, fratello
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Erano tutti miei amici e sono morti
Herbie ha spinto Tony giù dal tetto del Boys' Club
Tony pensava che la sua rabbia fosse solo una
sciocchezza
Ma Herbie gli ha dato una prova schiacciante
Ehi, ha detto Herbie, Tony, sai volare?
Ma Tony non sapeva volare, Tony è morto
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Quelle sono persone che sono morte, morte
Erano tutti miei amici e sono morti
Brian è stato arrestato con l'accusa di traffico
di droga
Ha scampato la condanna facendo la spia su alcuni
motociclisti
“Hell’s Ditch” è una canzone dei Pogues, presente sull’album
omonimo, pubblicato nel 1990. Nel brano, scritto da Shane MacGowan e Jem Finer,
viene affrontata, con il loro tipico stile crudo e diretto, la vita e l'opera
di Jean Genet, leggenda letteraria omosessuale francese e frequentatore assiduo
delle carceri. Genet ha avuto un'influenza evidente sui testi crudi e vividi di
MacGowan, anche se versi come “Il tizio nella cuccetta di sopra si sente male /
Nella cella accanto il pazzo / Comincia a urlare chiamando sua madre…”
potrebbero essere stati ispirati tanto dalle esperienze adolescenziali di
MacGowan in un ospedale psichiatrico quanto dagli scritti del francese.
Girone infernale
La vita è una merda, poi si muore
Inferno nero
Il fossato dell'inferno: libertà nuda e urlante
Le mani dell'assassino sono incatenate
Alle sei di sera comincia a piovere
Non vedrà mai più l'alba
Nostra Signora dei Fiori
Genet sta toccando il cazzo di Ramon
Il tizio nella cuccetta di sopra sta male
Nella cella accanto, il pazzo
Comincia a gridare chiamando sua madre
Dildo nero, inferno nero,
Mentre i poliziotti spagnoli prendevano in giro il
mio gel