giovedì 14 luglio 2016

Old Men Sleeping On The Bowery

Dall’omonimo album di esordio (1980) di Willie Nile, newyorkese di elezione, rocker carismatico, non premiato da un grande successo, ma con una carriera e una produzione degne di nota.

Un testo fatto di immagini, dove diverse scene si contrappongono, come se chi canta le osservasse dalla propria stanza, per descrivere differenti facce della metropoli: La miseria della Bowery, la ricchezza esibita di una donna che vive nel lusso, e nel mezzo due giovani amanti, dimentichi di tutto quanto li possa circondare, sia benessere o povertà.


Vecchi che dormono sulla Bowery
Vecchi che giacciono per terra
Vecchi che dormono sulla Bowery
Vecchi che giacciono dappertutto
Là fuori seduti tra i rifiuti
All’addiaccio su una pietra
Vecchi che dormono sulla Bowery
Vecchi che giacciono in solitudine

Due giovani amanti sul tetto sopra di me
Giovane amore preso per mano
Due giovani amanti sul tetto sopra di me
Su dove i campi sono  grandiosi
Giovane amore che rotola vicino al comignolo
Ascolta i mormorii del piacere
Due giovani amanti sul tetto sopra di me
Lassù a ridere nella notte

Una giovane signora elegante alla prima
Guida una limousine nera
Una giovane signora elegante alla prima
Vive dove i campi sono verdi
Se ne andrà più tardi a una festa
Studio 54
Una giovane signora elegante alla prima
Giovani uomini aspettano alla porta

Vecchi che dormono sulla Bowery
Vecchi che giacciono per terra
Vecchi che dormono sulla Bowery
Vecchi che giacciono dappertutto
Là fuori seduti tra i rifiuti
All’addiaccio sulla pietra
Vecchi che dormono sulla Bowery
Vecchi che giacciono in solitudine

mercoledì 6 luglio 2016

Who Knows Where The Time Goes

“Who knows where the time goes?” è una canzone scritta da Sandy Denny, portata poi nel repertorio dei Fairport Convention quando la cantante si unì al gruppo, e incisa nell’album “Unhalfbricking” del 1969. Una lenta riflessione sullo scorrere del tempo, e sulla percezione del medesimo.



Attraverso il cielo serotino, tutti gli uccelli sono in partenza
Ma come possono sapere, che è tempo per loro di andare?
Prima del fuoco invernale, continuerò a sognare
Non ho considerazione del tempo

Ché, chi sa dove va il tempo?
Chi sa dove va il tempo?

Triste e deserto litorale, i tuoi volubili amici se ne vanno
Ma del resto tu sai, che per loro è tempo di andare
Ma io continuerò a essere qui, non penso di andarmene
Io non conto il tempo

Ché, chi sa dove va il tempo?
Chi sa dove va il tempo?

E io non sono sola, finché ho il mio amore accanto a me
So che sarà così, fino a che non sarà tempo di andare
Perciò vengano le tempeste invernali, e tornino gli uccelli in primavera
Non ho paura del tempo

Perché, chi sa come cresce il mio amore?
E chi sa dove va il tempo?

mercoledì 29 giugno 2016

Oh My Lover

Dal primo disco di Polly Jean Harvey: “Dry”, pubblicato nel 1992.



Oh, amante mio
non hai capito che va bene così?
Puoi amare lei
e puoi amare me nel contempo
Per poi scoprire comunque, che non ne hai il tempo ma
Amante mio
non hai capito che va bene così?

Oh mia dolcezza
Oh cosce di miele
Dammi i tuoi guai
Li terrò coi miei
Fai a comodo tuo
Prendi quello che viene ma
Mia dolcezza
non hai capito che va bene così?

Va bene
Va benissimo
Non c’è tempo
Per cui va bene così

Che colore si sta formando intorno
Agli occhi tuoi?
Balla, mio amante
In un valzer in cui
Mi dici che va tutto bene
Ancora una volta
Prima che tu vada, vada via
Oh amante mio,
sbaglio o hai appena pronunciato il mio nome?

E va tutto bene
Dì che va tutto bene
Non c’è tempo
Oh
Te-e-empo




mercoledì 8 giugno 2016

King Harvest (Has Surely Come)

King Harvest (Has Surely Come) è una canzone del gruppo canadese The Band, apparsa originariamente come ultima traccia del loro secondo, eponimo, album.
Oltre a contraddistinguersi per un approccio musicale molto radicato, pur nella sua originalità, nella tradizione rurale, il gruppo spesso sceglieva temi che riportavano a periodi passati della storia americana, come la guerra di secessione o la grande depressione, utilizzando punti di vista anche inusuali. In questo testo un agricoltore in miseria, senza nome, racconta in brevi flashback la sua storia di disgrazie: dopo il mancato raccolto dovuto alla siccità e l’incendio della fattoria, finisce a vivere come un barbone. È a quel punto che si presenta un attivista dei sindacati, promettendo di migliorare la sua situazione
La canzone, come altre di Robbie Robertson, ha una scrittura cinematografica, qualità che lo stesso autore asseriva di perseguire nella composizione in quegli anni. La struttura della canzone è insolita; i versi sono energici, mentre i ritornelli sono più tranquilli e sognanti - forse per riflettere la speranza incerta che il sindacato infonde al protagonista - e riportano sempre a immagini della natura, della promessa del raccolto, laddove le strofe sono invece più descrittive e realistiche.




Grano nei campi
Ascolta il riso quando il vento soffia  sull’acqua
Il Re Raccolto è sicuramente arrivato

Lavoro per il sindacato
Perché è così buono con me
E sono destinato a essere un vincente
È questo che dicono dovrei essere
Ascolterò ogni parola che il capo dovesse dire
Perché è lui che mi passa la paga
Sembra che questa volta potrò rimanere
Sono un uomo del sindacato ora, a tempo pieno
Hey uomo della pioggia, riesci a sentirmi?
Ti prego fai crescere alte queste piante

L’odore delle foglie
Dagli alberi di magnolia nel prato
Il Re Raccolto è sicuramente arrivato

Estate secca, poi viene l’autunno
Dal quale più di tutto dipendo
Hey uomo della pioggia, riesci a sentirmi?
Ti prego, fai crescere alte queste piante

Per troppo tempo sono stato sotto i ponti
E si vede chiaramente, non ho nulla da mostrare
Son contento di pagare questi contributi al sindacato
Ma non giudicarmi dalle mie scarpe

Lo spaventapasseri e una luna gialla
E molto presto una festa ai margini della città
Il Re Raccolto è sicuramente arrivato

L’anno scorso, in questo periodo, non fu uno scherzo
Tutta la fattoria mi andò in fumo
Il mio cavallo Jethro, impazzì
E non posso neanche ricordare le cose andare così male
Poi arrivò un uomo con un foglio e una penna
Dicendoci che i nostri tempi duri stavano per finire
E che se non ci danno quel che vogliamo
Disse “Gente, è quello il momento di entrare in sciopero”

Grano nei campi
Ascolta il riso quando il vento soffia  sull’acqua

Il Re Raccolto è sicuramente arrivato