mercoledì 29 giugno 2016

Oh My Lover

Dal primo disco di Polly Jean Harvey: “Dry”, pubblicato nel 1992.



Oh, amante mio
non hai capito che va bene così?
Puoi amare lei
e puoi amare me nel contempo
Per poi scoprire comunque, che non ne hai il tempo ma
Amante mio
non hai capito che va bene così?

Oh mia dolcezza
Oh cosce di miele
Dammi i tuoi guai
Li terrò coi miei
Fai a comodo tuo
Prendi quello che viene ma
Mia dolcezza
non hai capito che va bene così?

Va bene
Va benissimo
Non c’è tempo
Per cui va bene così

Che colore si sta formando intorno
Agli occhi tuoi?
Balla, mio amante
In un valzer in cui
Mi dici che va tutto bene
Ancora una volta
Prima che tu vada, vada via
Oh amante mio,
sbaglio o hai appena pronunciato il mio nome?

E va tutto bene
Dì che va tutto bene
Non c’è tempo
Oh
Te-e-empo




mercoledì 8 giugno 2016

King Harvest (Has Surely Come)

King Harvest (Has Surely Come) è una canzone del gruppo canadese The Band, apparsa originariamente come ultima traccia del loro secondo, eponimo, album.
Oltre a contraddistinguersi per un approccio musicale molto radicato, pur nella sua originalità, nella tradizione rurale, il gruppo spesso sceglieva temi che riportavano a periodi passati della storia americana, come la guerra di secessione o la grande depressione, utilizzando punti di vista anche inusuali. In questo testo un agricoltore in miseria, senza nome, racconta in brevi flashback la sua storia di disgrazie: dopo il mancato raccolto dovuto alla siccità e l’incendio della fattoria, finisce a vivere come un barbone. È a quel punto che si presenta un attivista dei sindacati, promettendo di migliorare la sua situazione
La canzone, come altre di Robbie Robertson, ha una scrittura cinematografica, qualità che lo stesso autore asseriva di perseguire nella composizione in quegli anni. La struttura della canzone è insolita; i versi sono energici, mentre i ritornelli sono più tranquilli e sognanti - forse per riflettere la speranza incerta che il sindacato infonde al protagonista - e riportano sempre a immagini della natura, della promessa del raccolto, laddove le strofe sono invece più descrittive e realistiche.




Grano nei campi
Ascolta il riso quando il vento soffia  sull’acqua
Il Re Raccolto è sicuramente arrivato

Lavoro per il sindacato
Perché è così buono con me
E sono destinato a essere un vincente
È questo che dicono dovrei essere
Ascolterò ogni parola che il capo dovesse dire
Perché è lui che mi passa la paga
Sembra che questa volta potrò rimanere
Sono un uomo del sindacato ora, a tempo pieno
Hey uomo della pioggia, riesci a sentirmi?
Ti prego fai crescere alte queste piante

L’odore delle foglie
Dagli alberi di magnolia nel prato
Il Re Raccolto è sicuramente arrivato

Estate secca, poi viene l’autunno
Dal quale più di tutto dipendo
Hey uomo della pioggia, riesci a sentirmi?
Ti prego, fai crescere alte queste piante

Per troppo tempo sono stato sotto i ponti
E si vede chiaramente, non ho nulla da mostrare
Son contento di pagare questi contributi al sindacato
Ma non giudicarmi dalle mie scarpe

Lo spaventapasseri e una luna gialla
E molto presto una festa ai margini della città
Il Re Raccolto è sicuramente arrivato

L’anno scorso, in questo periodo, non fu uno scherzo
Tutta la fattoria mi andò in fumo
Il mio cavallo Jethro, impazzì
E non posso neanche ricordare le cose andare così male
Poi arrivò un uomo con un foglio e una penna
Dicendoci che i nostri tempi duri stavano per finire
E che se non ci danno quel che vogliamo
Disse “Gente, è quello il momento di entrare in sciopero”

Grano nei campi
Ascolta il riso quando il vento soffia  sull’acqua

Il Re Raccolto è sicuramente arrivato

mercoledì 11 maggio 2016

High Flyin' Bird



Una canzone scritta da Billy Edd Wheeler e interpretata da vari artisti, tra cui i Jefferson Airplane. Questa è la versione che suonarono al Monterey Pop Festival nel 1967.





Uccello in Volo, Alto Nel Cielo

C’è un uccello che vola alto, altissimo nel cielo in questo momento
E mi domando se guarda verso il basso mentre mi sorvola
Gli è così facile cavalcare l’aria, nel cielo
Oh Signore, guarda me
Sono radicato come un albero (Sì, lo sono)
Io ho il blues del “seduto giù, non posso piangere, oh Signore, morirò”

Io amavo un uomo, lavorava in una miniera, Signore
E lui, beh, non vedeva mai il sole, ma continuava a provarci
Poi un giorno il mio uomo tirò le cuoia
Il mio uomo tirò le cuoia Signore
Lui voleva volare e l’unico modo di volare era morire

C’è un uccello che vola alto, altissimo nel cielo in questo momento
E mi domando se guarda verso il basso mentre mi sorvola
Gli è così facile cavalcare l’aria, nel cielo
Oh Signore, guarda me
Sono radicato come un albero (Sì, lo sono)

E io mi sento triste, abbattuto, senza lacrime, convinto di morire, Signore.

mercoledì 4 maggio 2016

Blood Red Bird


Da un disco di Bill Callahan (alias Smog) "Red Apple Falls" del 1997, una canzone che tradussi qualche anno fa.



Uccello Rosso Sangue

Non fu il gallo a svegliarmi
Né la rude canzone del corvo
Ma fu il pianto di mezzanotte di un uccello rosso sangue
A portare avanti quest’insonnia

A spalancare la finestra
Luce lunare su un nero giardino di spine
E il vento freddo sul mio sudore

Che cosa invoca casa
Dove piange da dove
Un uccello rosso sangue giace nei boschi
Piangendo nelle foglie morte
Con l’ala lacerata e l’osso che sporge

Quale mano la piegò a romperla
Per renderla inutilizzabile
Quale mano, avrei potuto farlo
con due dita

Possiamo sprofondare continuamente uno nell’altra
di quel tanto che basta a strappare ancora un altro pezzetto di carne
quando ci allontaniamo
trascinandoci dietro una striscia di pelle

Come una freccia
stavo solo passando attraverso

Un uccello rosso sangue

Un uccello rosso sangue