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mercoledì 14 gennaio 2026

Playing in the Band

“Playing in the Band” è una canzone dei Grateful Dead. Il testo è stato scritto da Robert Hunter e la musica è stata composta dal chitarrista ritmico Bob Weir, con l'aiuto del percussionista Mickey Hart. La canzone è apparsa per la prima volta in forma embrionale nell'omonimo album live dei Grateful Dead del 1971. Successivamente è apparsa in una versione più rifinita in Ace, il primo album solista di Bob Weir (che includeva tutti i membri dei Grateful Dead tranne Ron “Pigpen” McKernan e Mickey Hart).

Da allora è diventata una delle canzoni più famose dei Grateful Dead e una parte fondamentale del loro repertorio. 



Alcuni credono nella ragione

Altri credono nella forza

Io non credo in niente

Ma so che tutto andrà bene

 

Ripetilo ancora una volta

Oh, spero che tu capisca

Quando sarà tutto finito

Signore, un uomo è solo un uomo

 

Suonando

Suonando nella band

L'alba

L'alba sulla terra

 

Alcuni cercano risposte

Altri cercano litigi

Alcuni, in cima agli alberi

Guardano solo per ammirare il panorama

 

Posso predire il tuo futuro

Guarda cosa hai in mano

Ma non posso fermarmi per niente

Sto solo suonando nella band

 

Suonando

Suonando nella band

L'alba

L'alba sulla terra

 

In piedi su una torre

Il mondo ai miei comandi

Tu continua a girare

Mentre io suono nella band

E se tra voi c'è un uomo

Che non ha peccato sulle mani

Che mi scagli una pietra

Per aver suonato nella band

sabato 5 marzo 2022

Looks Like Rain

La canzone, pubblicata per la prima volta sul disco solista di Bob Weir del 1972, "Ace", divenne negli anni parte del repertorio live dei Grateful Dead. Il testo è di John Perry Barlow.

Da "Greates Stories ever Told" di David Dodd.

“Looks Like Rain”

John Barlow: - Quando scrissi “Looks like Rain”, non ero mai stato innamorato. Certo avevo ascoltato un sacco di canzoni d’amore. Ero stato all’opera. Non ero estraneo alla vastissima letteratura rivolta alle frustrazioni amorose. Ma ero rimasto scettico. Segretamente credevo che “innamorarsi” fosse un concetto che la gente aveva inventato per rendersi ancora più commiserabili per le proprie mancanze percepite. La gente fa queste cose. Ciò nonostante, questa canzone arrivò in un giorno d’inverno in Wyoming, e non cercai di impedire che venisse alla luce, semplicemente perché si occupava di emozioni che non avevo mai sperimentato. Non sapevo chi fossero questa gente nella canzone, o in realtà, quello che provavano, ma la canzone arrivò, e mi sembrava altrettanto genuina di qualunque altra canzone d’amore.

Questo fu nel 1972. Ventuno anni dopo, mi innamorai per la prima volta nella mia vita. Perscrutai una stanza affollata e vidi la schiena di una persona e lo seppi. Non chiedermi come facevo a saperlo. Non chiedermi neppure che cosa era che sapevo.

Ora, pensa un po’, questo accadde dopo che circa duecento persone erano venute da me in varie situazioni a dirmi che “Looks Like Rain” era la canzone con la quale si erano innamorati, o che era la canzone che avevano suonato al loro matrimonio, o aveva cambiato le loro vite aiutando due innamorati a sentirsi una sola persona. E io annuivo e sorridevo come se sapessi di che cosa stavano parlando.

Una volta trascorso quasi un anno insieme, godendosi una relazione così radiosa da portare altre persone a riunirsi intorno a noi come fossimo un caminetto, ci trovavamo a un concerto dei Dead al Nassau Coliseum. Bobby cominciò a cantare “Looks like Rain” e io iniziai a cantarla a lei a mia volta in modo che potessero arrivarle tutte le parole. Più o meno a metà, realizzai che stavo comprendendo tutte le parole per la prima volta. Finalmente seppi ciò di cui parlava la canzone. Finalmente la intesi. O forse potrei dire con maggiore precisione che la canzone finalmente mi dava voce. -

Eccoci quindi. Questo è l’esempio più chiaro di come queste canzoni funzionano nel corso del tempo. Esse accumulano significato. Cambiano risonando con il singolo ascoltatore. A volte esplodono nel tuo cervello in un momento rivelatore, e a volte, sommessamente, raccolgono forza nel corso degli anni. […]

La canzone di per sé fu suonata spesso in funzione del tempo atmosferico (ed è stata una delle canzoni più eseguite in assoluto, con più di 400 esecuzioni). Se il gruppo suonava all’aperto con minaccia di pioggia, era molto probabile che proponessero “Looks Like Rain.” 



Mi sono svegliato oggi

E ho sentito il tuo lato del letto

Le coperte erano ancora calde, dove avevi giaciuto.

Eri andata… andata

Il mio cuore era colmo di timore

Potresti non dormire qui, mai più

 

Va tutto bene, perché ti amo.

E questo non muterà

Mi farà girare a vuoto, mi farà male mille volte ancora.

Ma continuerò a cantarti canzoni d’amore

Scritte nelle lettere del tuo nome.

E affronterò la tempesta in arrivo

Perché di sicuro pare proprio pioggia.

 

Ti sei mai svegliato al suono

Fatto dai gatti di strada in amore

E supposto, dalle loro urla

Di ascoltare una lotta?

Beh, lo sai…

L’odio è proprio l’ultimo dei loro pensieri

Stanno solo cercando di farcela nella notte.

 

Voglio solo stringerti

Non voglio vincolarti

O rinchiuderti nei confini

Che posso avere tracciato.

È solo che mi sono abituato

Ad averti qui intorno.

Il mio paesaggio sarebbe vuoto

Se tu fossi andata via.

 

Va tutto bene, perché ti amo.

E questo non muterà

Mi farà girare a vuoto, mi farà male mille volte ancora.

Ma continuerò a cantarti canzoni d’amore

Scritte nelle lettere del tuo nome.

E affronterò la tempesta in arrivo

Perché di sicuro pare proprio pioggia.