giovedì 20 settembre 2018

Before The Poison


“Before The Poison” è un album pubblicato da Marianne Faithfull nel 2005 e realizzato con un importante contributo di altri musicisti, soprattutto Nick Cave, P. J. Harvey. Quest’ultima è coautrice anche della canzone che dà il titolo al disco.





Prima del veleno, non ero giù
Se tu fossi stato qui, se tu fossi stato presente
Non potevo sentire, non sentivo alcun suono
Stavo fluttuando sopra al suolo

Prima del veleno, avevo perduto la mia paura
Forse addirittura troppo felice per curarmene
Sicura nel mio sogno, non potevo vedere la nebbia
Arrivare, arrivare dal nulla, per chiamare il mio nome

Non c’è altro da dire, niente che mi succeda
Non tu, non io, non più, come può essere?
Nessun posto dove scappare via dal nulla, veleno
Percepiscono la fine, che cosa è rimasto per te, amico mio?

Prima del veleno, ridevo forte
Vedevo sempre il tuo volto tra la gente
Ma parla dolcemente senza paura
Tieni duro…


mercoledì 12 settembre 2018

Love Too Soon


Dall’album di Pascal Comelade del 1998 “L’Argot Du Bruit”, una canzone scritta in collaborazione con P. J. Harvey e cantata da quest’ultima.



Ho amato
Nella mia vita
Da bambino
Spesso piangevo

E l’amore troppo presto
Può affievolirsi
L’amore troppo presto
Può estinguersi

Nella luce
Solare del giorno
Posso vedere
Il tuo volto cambiare

E l’amore troppo presto
Si affievolisce
L’amore troppo presto
Può estinguersi

E vedere questo terribile crimine
Mi spezza il cuore
In brandelli

E l’amore troppo presto
Può affievolirsi
L’amore troppo presto
Può estinguersi

Quanto falso il cuore
Quanto falso il giorno
Quando giurasti il tuo amore
I rami ora marciscono

E l’amore troppo presto
Può affievolirsi
L’amore troppo presto
Può estinguersi


mercoledì 5 settembre 2018

At Home He's A Tourist


Da "Entertainment" (1979). I “Gang of Four” generarono ciò che fu definito da loro stessi “la perfetta burrasca esistenziale”. “Nessun assemblaggio o confezionamento con pro-tools, solo le corde che vengono colpite e urlano di dolore mentre sono picchiate e persuase in un meraviglioso anti-assolo che parla solo di “ora” e non di “forse”, disse il cantante della band, Jon King, nel 2009. “Pensavamo che questa canzone fosse la mutazione di un pezzo disco, in un periodo in cui era disdicevole che ti piacesse la musica da ballo, quando funk e rock dovevano essere tenuti in stanze diverse per paura di un matrimonio misto”. Nei decenni a seguire, i Gang of Four influenzarono innumerevoli band con il loro sound preveggente.



A casa si sente come un turista
A casa propria si sente un turista
Si riempie la testa di cultura
Si fa venire un’ulcera
Si riempie la testa di cultura
Si fa venire un’ulcera

Sulla pista da ballo della discoteca
Ricavano i loro profitti
Dalle cose che vendono
Per aiutarti a coprirti
E i preservativi che nascondi
Nel taschino della giacca

A casa lei cerca degli interessi
A casa lei cerca degli interessi
Lei dice che era ambiziosa
Così accetta il processo
Lei dice che era ambiziosa
Così accetta il processo

Sulla pista da ballo della discoteca
Ricavano i loro profitti
Dalle cose che vendono
Per aiutarti a rimediare sesso
E i preservativi che nascondi
Nel taschino della giacca

Due passi Avanti
(Sei passi indietro)
(Sei passi indietro)
(Sei passi indietro)
(Sei passi indietro)

Piccoli passi per lui
(Un grande salto per me)
(Un grande salto per me)
(Un grande salto per me)
(Un grande salto per me)

Due passi Avanti
(Sei passi indietro)
(Sei passi indietro)
(Sei passi indietro)
(Sei passi indietro)

Piccoli passi per lui
(Un grande salto per me)
(Un grande salto per me)
(Un grande salto per me)
(Un grande salto per me)

A casa si sente una turista
A casa si sente una turista
Si riempie la testa di cultura
Si fa venire un’ulcera
Perché rendersi così ansiosi?
Ti fai venire un’ulcera

Compositori: Andrew Gill / David Allen / Hugo Burnham / Jonathan King


martedì 28 agosto 2018

A Life Of Sundays


Il testo è gioioso e ricco di entusiasmo, celebrato dalla musica con un crescendo di suoni estemporanei e timbri di vari colori. Così descrive questa eclettica canzone, pubblicata su “Room to Roam”,  il suo autore Mike Scott:  “A Life Of Sundays” contiene rock’n’roll, blues (l’antifona di Noel Bridgeman ‘Same Thing’ nella terza strofa), soul (il sax baritono di Thistlewaite), musica africana (congas e kalimba nella quarta strofa), psichedelia (il selvaggio assolo di flauto suonato da Blakey attraverso il wah wah), punk o glam (il riff di Johnny Thunders su cui è basato l’assolo di chitarra), letteratura irlandese (un estratto da una lettura di Liam O’Flaherty dal suo libro del 1931 The Ecstacy Of Angus), e tradizione (l’allegro reel scozzese in chiusura).





Afferrami!
Prima che io vada sotto
Ascoltami!
Prima che io affoghi
Affina!
La tua capacità di meravigliarti
Ascolta!
Quello che ho trovato

Eccoci qui di nuovo
Due vecchi amanti
Due vecchi amici
Proprio quando hai bisogno di loro

Un diavolo mi stava alle calcagna
In qualche modo so come sconfiggerlo
Da quando mi sono imbattuto in te

Mi hai insegnato amore e dolore
E l’oscuro Re d’Irlanda
Dice la stessa cosa
Ovunque tu lo trovi

(per l’intero vasto mondo)

La stessa cosa, dalla stessa vecchia causa
La stessa cosa – non so definirla
È la stessa cosa e lo è sempre stata

Mi colpisce in un modo triste e strano
L’unica cosa che resta sempre uguale
È il cambiamento…

E sognai di vagare
Imprevedibile come un’onda irrequieta
Estendendomi da qui a laggiù
Salvato nel modo più grandioso

Sogno e vita intrecciati
Il vecchio giorno si incrina e si sgretola
Ed è bello
Essere in tua compagnia
Divertente!
Far parte del tuo giorno
Un miracolo!
Già solo essere con te
Felice!
Di percorrere il tuo cammino

Questo svolgersi degli eventi
Fu progettata e disegnata da mani mortali?
Mai in una vita di domeniche
Mi sarei mai visto qui