mercoledì 10 maggio 2023

Rain Street

Una canzone di Shane MacGowan per i Pogues, pubblicata su “Hell’s Ditch” nel 1990.

Da “The Parting Glass: an Annotated Pogues Lyrics Page



"Down the alley the icewagon flew
Picked up a stiff that was turning blue..."

Il primo verso è qui probabilmente preso in prestito dal classico di Bo Diddley “Who Do You Love”.

"Father McGreer buys an ice cold beer
And a short for Father Loyola
Father Joe's got the clap again
He's drinking Coca-Cola
Down on Rain Street..."

Credo che questo sia uno dei miei versi preferiti nel repertorio di Shane. Mi figuro i tre sacerdoti seduti al bar, due che ordinano bevande alcoliche, con la probabilità di beccarsi qualche sguardo di benevolo rimprovero dai passanti, mentre il terzo siede sorseggiando la sua Coca Cola, risultando, almeno all’apparenza, il prete modello (mentre nel contempo soffre di gonorrea).

"Bless me father I have sinned
I got pissed and I got pinned..."

Nel sacramento cattolico della confessione, il penitente si approccia dichiarando “mi benedica padre perché ho peccato, sono passati “X” giorni dalla mia ultima confessione …” : qui “pissed” sta per ubriacarsi e “pinned” è una espressione usata dai tossicodipendenti per l’assunzione di eroina (apparentemente un riferimento all’effetto della droga sulle pupille di una persona, che divengono sottili come capocchie di spillo).

There's a Tesco on the sacred ground
Where I pulled her knickers down
While Judas took his measly price
And St. Anthony gazed in awe at Christ..."

"Tesco" è una grande catena di supermercati in Irlanda; "knickers" è la parola usata nell’inglese britannico (diversamente dall’ American English che prevede “panties”) per le mutande da donna.

Giuda naturalmente fu l’apostolo che per 30 denari (Matteo, xxvi: 14, 15) tradì Gesù avviando il processo che portò alla crocifissione.  Sant’ Antonio è il patrono degli oggetti perduti.

"I took my Eileen by the hand
Walk with me was her command..."

C’è una canzone irlandese tradizionale chiamata "Where My Eileen is Waiting" che Johnny McEvoy  registrò con un certo successo.

Continuando con "Rain Street" ...

"I dreamt we were walking on the strand
Down Rain Street..."

Lo Strand si trova a Londra, tra Aldwych e Traflgar Square, una zona piuttosto esclusiva nella city. Ma potrebbe anche indicare una spiaggia. Ognuna delle due accezioni potrebbe funzionare.

 

La campana della chiesa rintocca un vecchio ubriaco canta

Una ragazza impegna la sua fede nuziale

Giù in Rain Street

Lungo il viale correva il carro del ghiaccio

Raccolto un cadavere che stava diventando blu

Il ragazzini del posto sniffavano colla

Non c’è molto altro per un ragazzotto da fare

Giù in Rain Street

 

Padre  McGreer ordina una birra ghiacciata per sé

E uno shottino per padre Loyola

Padre John beve Coca-Cola

Giù in Rain Street

 

Mi benedica padre, perché ho peccato

Mi sono ubriacato e mi sono drogato

E Dio non può fare niente per lo stato in cui sono

Giù in Rain Street

 

C’è un Tesco sul terreno consacrato

Dove le tirai giù le mutandine

Mentre Giuda riscuoteva il suo meschino compenso

E sant’Antonio in ammirazione fissava lo sguardo su Cristo

Giù in Rain Street

 

Diedi al mio amore un bacio della buonanotte

Cercai di fare una pisciata notturna

Ma il cesso si spostò così lo mancai di nuovo

Giù in Rain Street

Mi sedetti sul pavimento a guardare la TV

Ringraziando Cristo per la BBC

Uno stupido posto del cazzo in cui stare

Giù in Rain Street

 

Presi per mano la mia Eileen

“passeggia con me” fu l’ordine di lei

Sognai che passeggiavamo sullo strand

Giù in Rain Street

 

Quella notte Rain Street andò avanti per miglia

Quella notte in Rain Street qualcuno sorrise

giovedì 20 aprile 2023

Don't Bang the Drum

"Don't Bang the Drum" è una canzone del gruppo “The Waterboys”, pubblicata come traccia di apertura del loro terzo album in studio “This Is the Sea” del 1995. Fu scritta da Mike Scott e Karl Wallinger.


 

Bene, eccoci qui in un posto speciale

Che cosa intendi fare qui?

Ora che stiamo in un posto speciale

Che cosa farai qui?

Che messa in scena dell’anima otterremo da te?

Potrebbe essere Salvezza, o Storia

Sotto questi cieli così azzurri

Potrebbe essere qualcosa di vero

Ma se ti conosco, batterai la grancassa

Al modo delle scimmie

 

Eccoci qua, in un posto favoloso

Che cosa sognerai qui?

Stiamo qui in questo posto favoloso

Che reciterai qui?

So che ami la bella vita, ami balzare qua e là

Ti piace batterti il petto ed emettere il tuo suono

Ma non qui – amico – questo è terreno consacrato

Con un flusso di Potere che lo attraversa

E se ti conosco, farai un gran baccano

Al modo delle scimmie

 

Eccoci qui, ci ergiamo su una costa rocciosa

Tuo padre fu qui prima di te

Posso vedere il suo spirito che ti esplora

Posso percepire il mare che ti implora

Di non passare oltre

Di non tirare dritto

E di non tentare
Semplicemente lasciare che arrivi

Non battere il tamburo

Lascialo giungere

Non battere il tamburo

Lascia che giunga

Sai come lasciare che arrivi, ora?

Non battere il tamburo

Lascia che giunga

domenica 9 aprile 2023

Easter

“Easter” è una canzone del gruppo inglese Marillion, contenuta nell'album Seasons End del 1989, che divenne un successo nella Top 40 britannica quando fu pubblicata come singolo nel 1990. La canzone è stata scritta dal cantante Steve Hogarth prima di unirsi alla band nel 1989 ed è stata ispirata dai conflitti in Irlanda del Nord. Il titolo fa riferimento al componimento Easter 1916 di William Butler Yeats.


 

Il grigio e il verde insieme

Il rumore di una macchina agricola lontana

Dalla prima luce è uscito


Una collana di siepi e alberi a brandelli

Sul lato meridionale della collina

Traccia il punto in cui il confine corre tra

Dove cadde il figlio di Mary Dunoon


Pasqua di nuovo qui, un tempo in cui i ciechi possono vedere

Pasqua, sicuramente ora tutti i vostri cuori possono essere liberi


Fuori dal porto di Liverpool

diretto verso l'Irlanda del Nord

Il rumore degli spruzzi e delle onde di equiseto

Il rollio del mare sottostante

E Pasqua di nuovo qui, un tempo in cui i ciechi possono vedere

Pasqua, sicuramente adesso tutti i vostri cuori possono essere liberi


Cosa farete?

Farete una pietra del vostro cuore?

Metterete a posto le cose?

Quando le farete a pezzi?

Dormirete di notte?

Con l'aratro e le stelle accese?

 

Cosa farete?

Con il cavo e la pistola?

Che metteranno le cose a posto

Quando sarà tutto finito?

Dormirete la notte?

C'è così tanto amore da nascondere?


Perdonare, dimenticare

Cantate "Mai più".

martedì 21 marzo 2023

Veronika, der Lenz ist da

La canzone è un successo popolare degli anni Venti, la cui melodia è stata composta da Walter Jurmann. Il testo è di Fritz Rotter. Riproposta innumerevoli volte, la versione forse più nota fu eseguita dal sestetto tedesco Comedian Harmonists nel 1930, che aggiunse passaggi propri, come un cambio di tonalità, un assolo di basso alla fine o espedienti vocali.






Veronica, Veronica, Veronica, la primavera è qua

Veronica, la primavera è qua

Le fanciulle cantano trallalà

Il mondo intero è come stregato

Veronica, l’asparago cresce!

Veronica, il mondo è verde

Andiamo, dunque, nei boschi

Perfino il nonno dice alla nonna

“Veronica, la primavera è qua”

La fanciulla ride, il giovinetto dice

“Signorina, vuole oppure no?

Fuori è primavera”

Il poeta Otto Licht

Lo ritiene suo dovere

Così si mette a poetare

Veronica, la primavera è qua

Le fanciulle cantano trallalà

Il mondo intero è come stregato

Veronica, l’asparago cresce!

Veronica, il mondo è verde

Andiamo, dunque, nei boschi

Il caro vecchio nonnino dice alla buona nonnina

“Veronica, la primavera è qua

Da-da-da, da-da-da-da-da-da-da-da-da
Da-da-da, da-da-da-da-da-da-da-da-da“

 

Lasciate che gioiscano

La primavera è qua, Veronica

Il mondo intero è come stregato

Veronica, l’asparago cresce

Oh Veronica, Veronica, il mondo è verde

Andiamo, dunque, nei boschi

Persino il caro, buon, vecchio nonno

Dice alla cara, buona, vecchia nonna

“Veronica, la primavera è qua”