lunedì 24 giugno 2024

Fire on the Mountain

Traduco un articolo di David Dodd, pubblicato su Dead.net

Questa è un'altra di quelle canzoni la cui genesi ha una storia lunga e complicata, di cui forse non vale la pena entrare troppo nei dettagli in questa sede, ma di cui è importante notare almeno i contorni. Il testo, secondo quanto riportato da Robert Hunter in Box of Rain, è stato "scritto nel ranch di Mickey Hart in preda a un'accesa ispirazione, mentre le colline circostanti bruciavano e il fuoco si avvicinava allo studio di registrazione dove stavamo lavorando".

Hart, accreditato per la musica della canzone, ne ha registrato una versione proto-rap per un album inedito intitolato Area Code 415, registrato nel 1972 e nel 1973. È stata anche inclusa in un album di Mickey Hart intitolato Fire on the Mountain, registrato nel 1973-74. Appare come strumentale intitolato "Happiness is Drumming" nell'album in studio di Hart del 1976, Diga. Infine, iniziò a comparire nel repertorio dei Grateful Dead, cantata da Jerry Garcia, nel 1977, subendo numerose varianti del testo fino a raggiungere la forma che fu infine registrata e pubblicata su Shakedown Street, nel novembre 1978. Ci sono molti altri dettagli che non ho menzionato, che forse meriterebbero uno storico che li smonti pezzo per pezzo, ma l'idea è chiara.

Il 18 marzo 1977 alla Winterland Arena di San Francisco. "Fire" apparve per la prima volta, a chiusura del primo set, seguendo la sua eterna compagna "Scarlet Begonias". Questa combinazione di brani, che spesso racchiudeva una splendida jam, divenne nota come "Scarlet Fire". Ci furono alcune occasioni in cui "Fire" apparve senza "Scarlet Begonias", ma non molte. Ne conto 15 su un totale di 253 esecuzioni. Da quel momento in poi rimase costantemente in repertorio e fu suonata per l'ultima volta il 2 luglio 1995 al Deer Creek Music Center di Noblesville, Indiana.

L'I Ching contiene un esagramma, il n. 56, intitolato alternativamente "Il viaggiatore", "Il viaggio", "Lo straniero" e così via. È rappresentato dai due trigrammi del fuoco e della montagna, con il fuoco che poggia sulla montagna. Nel corso degli anni ho ricevuto parecchie e-mail con interpretazioni convincenti di come questo si applichi o possa applicarsi ai Dead, o alla scena, o alla politica mondiale, o al cammino spirituale individuale della persona che scrive l'e-mail, e sinceramente penso che questi siano tutti modi validi di guardare all'esagramma, nel contesto di questa canzone.

D'altra parte, "Fire on the Mountain" è anche un verso di una filastrocca (una fonte frequente per molti versi dei testi dei Grateful Dead), un motivo di violino, il titolo di un libro di Edward Abbey, e così via.

La canzone è un'altra della lunga serie di racconti ammonitori dei Grateful Dead - è divertente pensare a cosa potrebbe essere successo nella canzone. Data la nota esplicativa di Hunter sulle circostanze in cui è stato scritto il testo, potrebbe essere visto come un commento piuttosto diretto sul coraggio o la follia di fare musica mentre un incendio ti sta attaccando. Ma, naturalmente, Hunter ricontestualizza tutto al volo, e wham! - la canzone diventa qualcosa di diretto, in modo inaspettato, a ciascuno di noi, o a noi collettivamente: come mai facciamo sempre le stesse cose quando il disastro è alle porte? Oppure, la canzone diventa rivolta, ancora una volta, come discusso in un post precedente su "Wharf Rat", a Garcia da parte di Hunter. "Hai dato tutto quello che avevi, perché vuoi dare di più?

L'orecchiabile figura ritmica della canzone è un perfetto contorno per il giocoso lavoro della chitarra di Garcia, che si snoda tra le battute. Negli assoli tra i ritornelli Garcia può urlare, ballare o fare entrambe le cose contemporaneamente. E suppongo che tutti noi stessimo facendo lo stesso, proprio insieme a lui. E il suo modo di recitare i testi sembrava praticamente una serietà mortale. L'intera performance può sembrare quella di un profeta che dà notizie terribili. Eppure, balliamo. E balliamo.

Quindi, ascoltate: credo che la band stia cercando di dirci qualcosa.



Corridore di lunga distanza, che cosa stai lì a fare?

Alzati, esci, esci dalla porta

Stai suonando musica fredda sul pavimento del bar

Affogato nelle tue risate e morto fino al midollo

C'è un drago con fiammiferi che è libero in città

Ci vuole un intero secchio d'acqua solo per raffreddarlo

 

Fuoco! Fuoco sulla montagna

 

Quasi in fiamme, ma ancora non senti il calore

Ci vuole tutto quello che hai solo per rimanere sul ritmo

Dici che è la vita, tutti dobbiamo mangiare

Ma tu sei qui da solo, non c'è nessuno che possa competere

Se la misericordia è un business, la auguro a te

Più che soltanto cenere quando i tuoi sogni si avverano

Fuoco! Fuoco sulla montagna

 

Corridore di lunga distanza, cosa stai aspettando?

Catturato al rallentatore in una corsa verso la porta

La fiamma del tuo palcoscenico si è ora estesa al pavimento

Hai dato tutto quello che avevi, perché vuoi dare di più?

Più si dà, più ci vorrà

Fino alla linea sottile oltre la quale non si può davvero fingere

Fuoco! Fuoco sulla montagna


mercoledì 1 maggio 2024

Galway Races

Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace with God” è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."L’ultima canzone è “Galway Races”, laddove il testo cantato da Shane MacGowan, oltre a essere più breve, differisce in alcuni punti da quello originale.


 

Mentre me ne andavo a Galway Town

A cercare un po’ di svago

Il diciassette di Agosto

Con nobili pensieri

C’erano passeggeri riuniti

Alla stazione, con i loro biglietti

E gli occhi iniziarono  a brillarmi

E via, a vedere le corse


With me wack fol the do fol
The diddle idle day

C’erano passeggeri da Limerick
E altri da Nenagh
I ragazzi del Connemara
E le signorine da marito della contea di Clare
C’era gente della città di Cork
Leale, sincera e fedele
Che riportò a casa i feniani prigionieri
Salvandoli dalla morte in nazioni straniere

 

Ed è là che si vedono i pifferai

E i violinisti competere

E la ruota della fortuna

Con i ventiquattro quarti

E altre persone senza scrupoli

Che bersagliano la povera Maggie con bastoncini

E suo padre ben contento

Guarda la sua figliola

 

Ed è là che vedrai i fantini

Montare in sella con grande equilibrio

Il rosa, il blu, l’arancio, il verde

I colori della nostra nazione

Tutti i cavalli sembravano impazienti

Le loro zampe toccavano a malapena il terreno

Che meraviglioso portento di velocità!

 

C’erano mezzo milione di persone

Di tutte le confessioni

Cattolica, Protestante, Ebrea, Presbiteriana

Eppure non c’era alcun astio

Indipendentemente dalle convinzioni

Ma solo ospitalità e saluti di benvenuto

Che inducevano nuova familiarità

 

venerdì 12 aprile 2024

The Recruiting Sergeant

Medley
(Traditional)

Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace with God” è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."

La prima di queste canzoni -- "The Recruiting Sergeant" – fa riferimento alle pratiche di reclutamento degli Inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. La versione dei Pogues non si distanzia dal testo di quella tradizionale.

“Kaki” si riferisce all’uniforme dell’esercito britannico (che a quel punto aveva abbandonato la “giubba rossa”). A seguito del disastro della prima battaglia di Ypres, fu nominato Segretario di Stato alla Guerra Lord Kitchener, il quale riuscì a fare adottare la coscrizione obbligatoria. Il proclama citato nel testo è la chiamata alle armi di Kitchner.

A un certo punto, le Fiandre erano uno stato indipendente europeo, confinante con il Mare del Nord. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’invasione della Francia avvenne attraverso il Belgio, violando la neutralità di quest’ultimo; nei paesi alleati, resoconti di atrocità tedesche, e appelli a vendicare l’assalto al Belgio furono strumenti efficaci per il reclutamento e armi di propaganda. La prima e la seconda battaglia di Ypres furono combattute nelle Fiandre. Nella prima l’esercito inglese formato da professionisti fu battuto dalle forze tedesche, superiori per numero.

Entrambe le battaglie sono degne di nota, non da ultimo per l'enorme numero di vittime inflitte. La Prima Battaglia di Ypres segnò l'inizio della guerra di trincea così caratteristica della Prima Guerra Mondiale e, insieme ad essa, l'inizio di un'aggressiva opera di reclutamento da parte degli inglesi. La Seconda battaglia di Ypres vide il primo uso di armi chimiche nella guerra.

La “lotta da combattere a Dublino” probabilmente è riferita alla Rivolta di Pasqua del 1916. La maggior parte dei corpi ufficiali dell’Esercito Britannico era costituita da inglesi; gli irlandesi erano considerati utile carne da cannone piuttosto che soldati in grado di esercitare il comando.


Me ne andavo per la strada

Spensierato come un’allodola

Quando un sergente reclutatore mi approccia

E mi fa “staresti proprio bene in kaki,

sai, il Re ha bisogno di uomini

Vieni, leggi questo proclama

Una vita nelle Fiandre e poi

Avresti una bella vacanza”

 

“Può anche essere”, gli dico io

“ma dimmi un po’ caro il mio sergente

Se avessi uno zaino attaccato alla schiena

Sarei così contento e di buon umore?

Perché ci vogliono addestramento ed esercitazioni

Prima di raggiungere i francesotti

Sarà anche caldo nelle Fiandre

Ma c’è pieno di spifferi nelle trincee.”

Il sergente sorrise e strizzò l’occhio

Un sorriso molto irritante

Giocherellava coi suoi baffetti e se li attorcigliava

E mi fece, “Lo so che stai solo scherzando,

Ché i sacchi di sabbia son caldi e alti

E il vento non lo sentirai proprio”

Nel mentre faccio l’occhiolino a una ragazzina che passa

E gli dico “E come la mettiamo se nevica?”

 

Che venga pioggia o grandine o vento o neve

Io nelle Fiandre non ci vado

C’è una lotta da combattere a Dublino

I vostri sergenti e comandanti se ne possono andare

Che le guerre inglesi le combattano gli uomini inglesi

È quasi ora che comincino

Augurai al sergente una felice notte

 E a quel punto ci separammo.

martedì 26 marzo 2024

Where Do You Go To (My Lovely)?

"Where Do You Go To (My Lovely)?" è una canzone  composta da Peter Sarstedt nel 1969. Il testo – ricorrendo anche a numerosi riferimenti a celebrità e marchii realmente esistenti – narra la vita di una ragazza di nome Marie-Claire, nata nei quartieri poveri di Napoli ma diventata in seguito parte integrante del Jet Set parigino. Ella viene descritta dal punto di vista di un amico d’infanzia, e non è chiaro se i due siano rimasti o meno in contatto, anche se il narratore sembra conoscere la malinconia e il celato disagio dell’amica.



Parli come Marlene Dietrich

E balli come Zizi Jeanmaire

I tuoi vestiti sono tutti di Balmain

E ci sono diamanti e perle nei tuoi capelli, sì, ci sono.

Vivi in un appartamento di lusso

In Boulevard St. Michel

Dove tieni i tuoi dischi dei Rolling Stones

E un amico di Sacha Distel, sì, è vero.

 

Ma dove vai, mia cara

Quando sei sola nel tuo letto?

Dimmi i pensieri che ti circondano

Voglio guardare dentro la tua testa, sì, lo voglio fare

Ho visto tutti i tuoi titoli di studio

che hai preso alla Sorbona

E il quadro che hai rubato a Picasso

La tua avvenenza continua, sì, è vero.

Quando vai in vacanza d'estate

Vai a Juan-les-Pins

Con il tuo costume da bagno in topless accuratamente disegnato

Ti abbronzi uniformemente sulla schiena e sulle gambe

E quando cade la neve ti ritrovi a St. Moritz

Con gli altri del jet set

E sorseggiate il vostro brandy Napoleon

Ma non vi bagnate mai le labbra, no, non lo fate.

 

Ma dove vai, mia cara

Quando sei sola nel tuo letto?

Dimmi i pensieri che ti circondano

Voglio guardare dentro la tua testa, sì, lo voglio fare

 

Il tuo nome è noto nelle alte sfere

Conosci l'Aga Khan

Ti ha mandato un cavallo da corsa per Natale

E tu lo tieni solo per divertimento, per ridere, ha-ha-ha

Dicono che quando ti sposerai

sarà con un milionario

Ma non si rendono conto da dove vieni

E mi chiedo se a loro importi davvero, o se gliene freghi qualcosa.

Dove vai, mia cara

Quando sei sola nel tuo letto?

Dimmi i pensieri che ti circondano

Voglio guardare dentro la tua testa, sì, lo voglio fare

 

Ricordo i sobborghi di Napoli

Due bambini che chiedevano l'elemosina in stracci

Entrambi toccati da un'ardente ambizione

Per scrollarsi di dosso l'etichetta di umili, ci provarono

Quindi guardami in faccia, Marie-Claire

e ricorda chi sei

Poi vai e dimenticami per sempre

Ma so che porti ancora la cicatrice, nel profondo, sì, la porti.

So dove vai, mia cara

Quando sei sola nel tuo letto

Conosco i pensieri che ti circondano

Perché posso guardare dentro la tua testa

Na-na-na-na, na-na-na-na-na-na-na
Na-na-na-na, na-na-na-na-na-na-na