mercoledì 4 settembre 2019

The Side I'll Never Show

Una canzone da "Ghost Stories" dei Dream Syndicate di Steve Wynn.



Dottore, non vedi che ci sto provando
La spiegazione non è stata trovata
Dottore, nessuno sa quando sto friggendo
Sbatto la porta quando la sensazione arriva e

Ogni nuvola ha un risvolto positivo
Ogni dubbio ha una risposta, lo so
Ma nel mio cuore non brilla alcuna luce
Solo vuoto e un bagliore affievolito
Che scrosciano sul lato che non mostrerò mai

Dottore, è la stagione più dura
Dico, aspetta che arrivi la discesa e lascia andare
Dottore, senza la minima ragione
Sono diventato un uomo che non vuole sapere e

Non tutto il male viene per nuocere
Ogni dubbio ha una risposta, lo so
Ma nel mio cuore non brilla alcuna luce
Solo vuoto e un bagliore affievolito
Che scrosciano sul lato che non mostrerò mai

Dottore, credo di averla udita
Chiamare da oltre il diluvio
Dottore, nel mio cuore c’era omicidio
Non c’era alcun corpo e non c’era alcun sangue e
Ogni nuvola ha un risvolto positivo
Ogni dubbio ha una risposta, lo so
Ma nel mio cuore non brilla alcuna luce
Solo vuoto e un bagliore affievolito
Che scrosciano sul lato che non mostrerò mai


martedì 27 agosto 2019

That’ll Be the Day


Buddy Holly incise la canzone assieme a una sua band precedente ai Crickets, un gruppo chiamato The Three Tunes, nel quale militava anche Jerry Allison, coautore del pezzo. Holly ed Allison andarono assieme a vedere il western di John Ford "The Searchers" con John Wayne; una battuta, ripetuta frequentemente nel corso della pellicola, era "That'll Be the Day" ("Quello sarà il giorno"). Qualche tempo dopo, mentre i due passeggiavano nei dintorni della casa di Allison, Holly disse all'amico che sarebbe stato bello scrivere una canzone di successo; Jerry rispose "That'll Be the Day", che divenne il titolo della composizione. I Quarrymen ne incisero una versione su un acetato nel 1958.



Beh, quello sarà il giorno, in cui mi dirai addio
Sì, quello sarà il giorno, in cui mi farai piangere
Dici che te ne andrai, lo sai di mentire
Perché quello sarà il giorno in cui morirò

Mi dai tutto il tuo amore e le tue tenerezze
Tutti i tuoi abbracci e baci, e pure i tuoi soldi
Beh, lo sai di amarmi, bambina, fino a quando mi dici, forse
Che un giorno, avremo chiuso

Beh, quello sarà il giorno, in cui mi dirai addio
Sì, quello sarà il giorno, in cui mi farai piangere
Dici che te ne andrai, lo sai di mentire
Perché quello sarà il giorno in cui morirò

Quando Cupido scagliò il suo dardo, lo diresse al tuo cuore

Per cui se mai ci dividessimo e io ti lasciassi
Tu siedi e mi stringi e mi dici arditamente
Che un qualche giorno, saremo tristi

Beh, quello sarà il giorno, in cui mi dirai addio
Sì, quello sarà il giorno, in cui mi farai piangere
Dici che te ne andrai, lo sai di mentire
Perché quello sarà il giorno in cui morirò



mercoledì 14 agosto 2019

Mama Tried


“Mama Tried" è una canzone scritta e registrata da Merle Haggard, pubblicata nel 1968. Per quanto la canzone non sia completamente autobiografica, in essa Haggard si concentra sul dolore causato alla sua propria madre in occasione della sua permanenza nel carcere di San Quintino nel 1957.
Il brano fu un caposaldo del repertorio dei Grateful Dead, che la suonarono spesso dal vivo.



La prima cosa che mi sembra di ricordare è un fischio solitario
E un sogno da ragazzo, di crescere per potere correre
Su un treno merci via dalla città, senza sapere in quale direzione
E nessuno riuscì a farmi cambiare idea, ma la mamma ci provava

Figlio unico e ribelle, di una famiglia umile e mansueta
Mamma sembrava sapere  che cosa il futuro serbava
Non ostante tutti gli insegnamenti domenicali, continuavo a tendere al male
Fino a che mamma non poté più trattenermi

E ho compiuto ventun anni in prigione, scontando una condanna a vita senza condizionale
Nessuno riuscì a raddrizzarmi, ma la mamma ci provò, ci provò
Lei provò a crescermi meglio, ma io ignorai le sue suppliche
Per cui sono io l’unico da biasimare, perché mamma ci provò

Il povero caro papà, riposi in pace, lasciò a mia madre un carico pesante
Lei provò in tutti i modi di fare anche la parte di lui
Lavorando ore e ore senza riposo, voleva che io avessi il meglio
Provò a crescermi per il meglio ma io rifiutai

E ho compiuto ventun anni in prigione, scontando una condanna a vita senza condizionale
Nessuno riuscì a raddrizzarmi, ma la mamma ci provò, ci provò
Lei provò a crescermi meglio, ma io ignorai le sue suppliche
Per ciò è solo colpa mia, perché mamma ci ha provato





venerdì 2 agosto 2019

(Don't Go Back To) Rockville


Apparsa come singolo dall’album “Reckoning” del 1984, la canzone fu scritta dal bassista del gruppo Mike Mills, sul fatto che la sua ragazza dell’epoca dovesse fare ritorno a Rockville, Maryland, ponendo così fine alla loro relazione.



Guardi il tuo orologio una terza volta mentre aspetti alla stazione l’autobus che arrivi
In direzione di un posto che lontano, tanto lontano e se questo non basta
Un posto dove nessuno saluta, non parlano a nessuno che non conoscono
Ti ritroverai in qualche fabbrica, che sarà una schifezza a tempo pieno senza più un posto dove andare
Rientrare a piedi in una casa vuota, intrattenersi in completa solitudine
So che può suonare strano, ma io credo
Che tornerai indietro in breve tempo

Non tornare a Rockville
A sprecare un altro anno

Di notte bevo fino ad addormentarmi e faccio finta
Che non mi importi se non sei qui con me
Perché è molto più facile gestire
Tutti i miei problemi se sono troppo al largo
Ma è meglio che succeda presto qualcosa
O sarà troppo tardi per riportarti indietro

Non è come se avessi davvero bisogno di te
Se tu fossi qui non farei altro che dissanguarti
Ma chiunque altro in città vuole solo buttarti giù e
Non è così che deve essere
So che può suonare strano, ma io credo
Che tornerai indietro in breve tempo