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martedì 2 giugno 2020

A Well Respected Man

In testi come questi Ray Davies dimostra le sue capacità descrittive, con le quali inquadra e ritrae istantanee di vita inglese dedicandosi, in questo caso, a una satira della piccola borghesia provinciale, “sferzando l'ipocrisia che si nasconde dietro il disperato tentativo di alcune persone di mantenere, nonostante tutto, una certa decorosa ‘rispettabilità’ agli occhi degli altri.”





Perché si sveglia di mattina,
E va al lavoro alle nove,
E torna a casa alle cinque e mezza,
Prende lo stesso treno ogni volta.
Perché il suo mondo è costruito intorno alla puntualità,
Non fallisce mai.

Ed è – oh – così buono,
Ed è – oh – così distinto,
ed è – oh – così sano,
Nel suo corpo e nella mente.
E’ un uomo molto rispettato in città,
Fa le cose migliori in modo così convenzionale.

E sua madre va agli incontri,
Mentre suo padre rimorchia la cameriera,
Ed ella mescola il tè con i consiglieri,
Mentre discute del commercio estero,
E getta sguardi, come getta banconote,
A ogni giovane garbato

Ed è – oh – così buono,
Ed è – oh – così distinto,
ed è – oh – così sano,
Nel suo corpo e nella mente.
E’ un uomo molto rispettato in città,
Fa le cose migliori in modo così convenzionale.

E gli piace il suo giardinetto sul retro,
E gli piacciono le sue sigarette, il meglio
Perché lui è meglio degli altri
E il suo sudore è quello che ha l’odore migliore
E spera di mettere le grinfie sul bottino di suo padre,
quando il pater passerà a miglior vita.

Perché egli è – oh – così buono,
Ed è – oh – così distinto,
ed è – oh – così sano,
Nel suo corpo e nella mente.
E’ un uomo molto rispettato in città,
Fa le cose migliori in modo così convenzionale.

E gioca con titoli e azioni,
E va alle regate,
E adora la ragazza della porta accanto
Perché la desidera da morire
Ma sua madre è la maggiore esperta
Di patrimoni da sposare.
Perché egli è – oh – così buono,
Ed è – oh – così distinto,
ed è – oh – così sano,
Nel suo corpo e nella mente.
E’ un uomo molto rispettato in città,
Fa le cose migliori in modo così convenzionale.

mercoledì 18 dicembre 2019

Fifteen Minutes


Oltre che interprete di canzoni altrui in eccellenti versioni (“A New England”, “Days” di Ray Davies, “Miss Otis Regrets” di Cole Porter) Kirsty MacColl fu anche autrice di brani per i propri dischi. Questo è tratto dall’album “Kite”, pubblicato nel 1989, e tratteggia con una satira amara e disincantata certi aspetti del mondo dello spettacolo e di coloro che lo popolano o aspirano a farne parte.



Sette volte in sette giorni
Sono stata lì seduta a sprecare la mia vita
So che il grigiore va e viene
Ma il sole non splende
E la neve non nevica
C’è Suzy-Ann con le sue tette e i suoi boccoli
Dove la mediocrità eccelle
Per quei ragazzi aggressivi e le loro ragazze noiose
Sai mi disgusta ma è un mondo di idioti

E poi c’è sempre il contante
Ti vendi per un po’ di robaccia
Sorridendo a gente che non puoi tollerare
Sei richiesto
I tuoi quindici minuti iniziano ora

Sguardi da banchieri sono
Nel cuore spietato, il mento debole
E vuoteresti il sacco per una pinta gin
Come diventi un tale santo
E divieni così debole
Nei giornali della domenica ogni settimana
Le stupide parole che ami dire
Le foto pacchiane e i sorrisi fasulli
È certo un mondo di idioti e tu sei un figlio degli idioti

E poi c’è sempre il contante
Ti vendi per un po’ di robaccia
Sorridendo a gente che non puoi tollerare
Sei richiesto
I tuoi quindici minuti iniziano ora

Poi c’è sempre la celebrità!
Autografi di tanto in tanto
Gente che ti ha visto in quel gioco in tivù
O in banca
I tuoi quindici minuti partono ora