mercoledì 18 dicembre 2019

Fifteen Minutes


Oltre che interprete di canzoni altrui in eccellenti versioni (“A New England”, “Days” di Ray Davies, “Miss Otis Regrets” di Cole Porter) Kirsty MacColl fu anche autrice di brani per i propri dischi. Questo è tratto dall’album “Kite”, pubblicato nel 1989, e tratteggia con una satira amara e disincantata certi aspetti del mondo dello spettacolo e di coloro che lo popolano o aspirano a farne parte.



Sette volte in sette giorni
Sono stata lì seduta a sprecare la mia vita
So che il grigiore va e viene
Ma il sole non splende
E la neve non nevica
C’è Suzy-Ann con le sue tette e i suoi boccoli
Dove la mediocrità eccelle
Per quei ragazzi aggressivi e le loro ragazze noiose
Sai mi disgusta ma è un mondo di idioti

E poi c’è sempre il contante
Ti vendi per un po’ di robaccia
Sorridendo a gente che non puoi tollerare
Sei richiesto
I tuoi quindici minuti iniziano ora

Sguardi da banchieri sono
Nel cuore spietato, il mento debole
E vuoteresti il sacco per una pinta gin
Come diventi un tale santo
E divieni così debole
Nei giornali della domenica ogni settimana
Le stupide parole che ami dire
Le foto pacchiane e i sorrisi fasulli
È certo un mondo di idioti e tu sei un figlio degli idioti

E poi c’è sempre il contante
Ti vendi per un po’ di robaccia
Sorridendo a gente che non puoi tollerare
Sei richiesto
I tuoi quindici minuti iniziano ora

Poi c’è sempre la celebrità!
Autografi di tanto in tanto
Gente che ti ha visto in quel gioco in tivù
O in banca
I tuoi quindici minuti partono ora


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