Visualizzazione post con etichetta Michael Stipe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Michael Stipe. Mostra tutti i post

martedì 15 novembre 2022

Maps and Legends

Brano tratto dal terzo album dei R.E.M., “Fables of the Reconstruction”, pubblicato nel 1985. In quell’anno Stipe affermò che la lettura di una  mappa viene usata in questa canzone come una metafora per la “lettura” di una persona: “Molte persone sono come mappe. Le scruti, e le puoi stendere su un tavolo e leggerle e scorrervi sopra il dito. Puoi trovare le loro piccole storie, i loro quadratini e cerchietti … vai alla legenda e lì trovi che cosa significa il cerchio. Poi ritorni alla mappa e tutto comincia ad acquistare significato.” Disse anche (nel 1986) che la canzone “in qualche modo” parlava anche del Reverendo Howard Finster, un ministro battista di Summerville, Georgia (morto nel 2001) conosciuto per la sua arte folcloristica e visionaria (ad es. la copertina di “Reckoning”), da cui i riferimenti alla pittura presenti nel testo.



Egli non è raggiungibile, è raggiungibile

Non può essere raggiunto, può essere raggiunto

 

Chiamato il folle e la compagnia

Per conto suo, dove preferirebbe stare

Dove dovrebbe essere

Ed egli vede ciò che tu non puoi vedere, non lo capisci questo?

(egli vede ciò che tu non puoi vedere)

 

Forse è preso nella leggenda

Forse è preso nell’umore

Forse queste mappe e leggende

Sono state fraintese

 

Giù lungo la via, la strada è divisa

Dipingimi i posti che hai visto

Quelli che sanno ciò che io non so

Ricorri al giallo, al rosso e al verde

( Non riesci a vederlo?)

 

Forse è preso nella leggenda

Forse è preso nell’umore

Forse queste mappe e leggende

Sono state fraintese

 

Egli non è raggiungibile, è raggiungibile

Non può essere raggiunto, può essere raggiunto

 

La mappa che hai dipinto non sembra reale

Egli canta semplicemente qualunque cosa ha visto

Punta alla leggenda, punta all’est

Punta al giallo, rosso e verde

 

Forse è preso nella leggenda

Forse è preso nell’umore

Forse queste mappe e leggende

Sono state fraintese


Può essere raggiunto? Non può essere raggiunto (Mappe e leggende)

Può essere raggiunto? Non può essere raggiunto (Mappe e leggende)

Può essere raggiunto? Non può essere raggiunto, non più (Mappe e leggende)


domenica 27 settembre 2020

These Days

 “These Days” è una canzone tratta dall’album “Lifes Reach Pageant” del 1986. Porta la firma, come consuetudine, di tutti e quattro i componenti del gruppo ed è una delle tante gemme di quel disco.

 




Non ti sto rubando energia, sposterò i tuoi parametri

Se posso, e posso

Marciare nell’oceano, marciare nel mare, avevo un cappello

L’ho posato ed è sprofondato, mi sono allungato giù

L’ho tirato su, me lo sono schiaffato in testa

Tutta la gente si riunisce

Fuggono per portare ognuno il suo carico, siamo giovani nonostante gli anni

Siamo preoccupati, siamo speranza nonostante i tempi

Tutto d’un tratto, questi giorni, felici moltitudini, prendete questa gioia

Dovunque, ovunque

 

Vorrei mangiare ognuno di voi, e me, voi

Se posso, e posso

Abbiamo molte cose in comune, dimmene tre (tre, tre, tre)

Avevo un cappello

L’ho posato ed è sprofondato, mi sono allungato giù

L’ho tirato su, me lo sono schiaffato in testa

Tutta la gente si riunisce

Fuggono per portare ognuno il suo carico, siamo giovani nonostante gli anni

Siamo preoccupati, siamo speranza nonostante i tempi

Tutto d’un tratto, questi giorni, felici moltitudini, prendete questa gioia

Dovunque, ovunque tu vada

 

Non ti sto rubando energia, sposterò i tuoi parametri

Se posso, e posso

Vorrei mangiare ognuno di voi, e me, voi

Avevo un cappello

L’ho posato ed è sprofondato, mi sono allungato giù

L’ho tirato su, me lo sono schiaffato in testa

Tutta la gente si riunisce

Fuggono per portare ognuno il suo carico, siamo giovani nonostante gli anni

Siamo preoccupati, siamo speranza nonostante i tempi

Tutto d’un tratto, questi giorni, felici moltitudini, prendete questa gioia

Dovunque, ovunque tu

Portano ognuno il suo carico, siamo giovani nonostante gli anni

Siamo preoccupati, siamo speranza nonostante i tempi

Tutto d’un tratto, questi giorni, felici moltitudini, prendete questa gioia

Dovunque, ovunque tu vada



mercoledì 25 marzo 2020

Swan Swan H


Come spesso accade i testi del gruppo di Athens sono difficili da comprendere e può essere rischioso darne un’ interpretazione univoca. Per questa canzone ci sono comunque alcune indicazioni da parte dello stesso Michael Stipe, che ho tradotto insieme a osservazioni pertinenti trovate in rete.

Questa canzone sembra essere scritta dalla prospettiva dei bianchi sudisti in difficoltà dopo la Guerra Civile americana, in un Sud economicamente in rovina. Ci sono parecchi riferimenti al commercio e allo scambio, ma gli articoli qui menzionati come in vendita sono oggetti di poco conto, in un periodo di scarsità di cibo non ci si può permettere granché.

Una frase rivelatrice è "wooden greenbacks": Greenback è una definizione per il dollaro statunitense, e “wooden” applicato alla valuta significa falso o senza valore, il che potrebbe descrivere la valuta degli stati confederati  dopo la fine della guerra, quando divenne priva di valore.

Considerato il canto piatto e privo di gioia, si può considerare che “Hurrah, we are all free now” non celebri la liberazione dalla schiavitù appena giunta, che non giovava alla popolazione bianca del sud. La perdita di vite umane della guerra (“ditelo alla madre del capitano”) fa anch’essa parte della miseria.

Un distico interessante è “whiskey is water; water is wine”, il whisky è allungato con l’acqua per guadagnare di più, ma l’acqua viene trasformata in vino nel nuovo testamento – un verso che si distacca dal resto della canzone, implicando un ritorno della fortuna mentre nel brano si parla principalmente di miseria.


I cigni sono tra i più grandi uccelli volanti, mentre i colibrì sono i più piccoli, questo probabilmente non è una coincidenza. La dimensione può essere considerata una metafora della prosperità. La guerra creò vincitori (i grandi cigni) e vinti (il piccolo colibrì).
Johnny Reb è un termine gergale che indica un soldato confederato.


Il commento di Stype su questa canzone: “canzone sulla Guerra civile. È tutto quello che so, ricordo l’ispirazione ma fu semplicemente un flusso. ‘What noisy cats are we’ lo prendemmo da un vero scritto della guerra civile. Infine Mike e io ci accordammo sul titolo; sarebbe stato Swan Swan Hummingbird. I miei pretenziosi vent’anni sono andati da tempo e possiamo tutti tirare un sospiro di sollievo ora. Più o meno.”







Cigno, cigno, colibrì
Hurrah, siamo tutti liberi adesso
Che tipi rumorosi siamo
Ragazza e cane, egli portò la propria croce
Cigno, cigno, colibrì
Hurrah, siamo tutti liberi ora
Tanto, tanto tempo fa, la gente mi parlava

Johnny reb quanto costano i ventagli?
Quaranta centesimi l’uno e tre per un dollaro?
Hey capitano non vuoi comprare
Qualche catena d’osso e stuzzicadenti?

La notte fa volare le catene di capelli di lei
Ecco qui i tuoi dollari senza valore
Una distesa di travi di legno e incastri
Mi sono imbattuto in quel quadro novanta volte
Ho percorso quel sentiero centonovanta
Tanto tempo fa, la gente mi parlava

Una pistola calda, una tazza di poesia
Il whiskey è acqua, l’acqua è vino
Piedi che marciano, Johnny Reb, qual è il prezzo degli eroi?

Sei in uno, mezza dozzina l’altro
Ditelo alla madre del capitano
Hey capitano non vuoi comprare
Qualche catena d’osso e stuzzicadenti?

La notte fa volare le catene di capelli di lei
Cigno, cigno, colibrì
Hurrah, siamo tutti liberi adesso
Che tipi rumorosi siamo
Tanto tempo fa, la gente mi parlava
Una pistola calda, una tazza di poesia
Il whiskey è acqua, l’acqua è vino

mercoledì 19 giugno 2019

So. Central Rain (I'm Sorry)


 "So. Central Rain (I'm Sorry)" è una canzone dei R.E.M. pubblicata nel maggio 1984 come primo singolo dal loro secondo album “Reckoning”. Si parla di una telefonata che non arriva perché – a insaputa di chi canta – una tempesta ha interrotto le linee telefoniche. Nell’attesa il protagonista si domanda perché lei non chiama e riesamina mentalmente la loro relazione. La lunga distanza sembra avere influito sul fallimento incombente, ma il coro di “I’m sorry” lascia intuire che il cantante sente di avere anche lui delle responsabilità.  L’indizio importante è quello geografico del verso “Eastern to Mountain, third party call”. La telefonata è tra la Eastern Time Zone (dove si trova anche la Georgia, stato di Michael Stipe) e la Mountain Time Zone, laddove le linee telefoniche attraverserebbero la zona South Central degli Stati Uniti. Una tempesta in quell’area (“south central rain”) blocca quindi la chiamata. I fiumi di proposte hanno stancato il protagonista, che rifiuta la “ragazza senza un sogno”, le dice di farsi un’altra casa, dato che quella scelta non è condivisa dai due. Alla fine l’attesa ha portato a considerare esaurito il rapporto, pure nel dispiacere che deriverà dalla separazione.



Non hai mai chiamato? Aspettavo la tua telefonata
Questi fiumi di proposta mi stanno allontanando
Gli alberi si piegheranno, le città verranno dilavate
La città sul fiume, c’è una ragazza senza un sogno

Mi spiace, mi spiace, mi spiace, mi spiace

Da Eastern a Mountain, telefonata a carico, le linee sono interrotte
L’uomo saggio costruì le sue parole sulle rocce
Ma non credo proprio che farò lo stesso
Gli alberi si piegheranno, la conversazione si è affievolita
Vatti a fare un’altra casa, questa scelta non è la mia

Mi spiace, mi spiace, mi spiace, mi spiace

Non hai mai chiamato? Aspettavo la tua telefonata
Questi fiumi di proposta mi stanno allontanando
L’oceano cantava, la conversazione si è affievolita
Vai e costruisciti un altro sogno, questa scelta non è la mia

Mi spiace, mi spiace, mi spiace, mi spiace

giovedì 3 maggio 2018

Your Ghost


In un atmosfera onirica, la protagonista viene visitata dal ricordo, dal fantasma della persona a cui si rivolge, da lei stessa convocato componendone il numero al telefono, attirandolo attraverso i cavi, per poi farsi annientare da quella stessa presenza percepita. Primo singolo dal disco di debutto solista di Kristin Hersh, pubblicato nel 1994, vede anche la partecipazione di Michael Stipe alla voce.



Se percorro questo corridoio, stanotte
È troppo tranquillo,
così do dei colpi attraverso l’oscurità
e ti chiamo al telefono
premo i tuoi vecchi numeri
e lascio squillare a casa tua
fino a svegliare il tuo fantasma.
Che percorra il tuo corridoio,
non è così tranquillo,
per scivolare giù lungo il ricevitore del tuo telefono
correre in fretta lungo il filo
seguire il mio numero
e scorrermi nella mano.

È il fulgore che percorre la mia veste da notte
È lo squillo del telefono.

Penso che l’altra sera percorrevi cerchi intorno a me

Giravi in tondo intorno a me
Non posso bere questo caffè
Finché non ti metto nel mio armadio
Lascia che mi spari
Lascia che mi annulli
Lo deduco dal suo sussurro
Non sei così duro

Penso che l’altra sera
Girassi in tondo intorno a me