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mercoledì 25 settembre 2019

The Devil's Right Hand


La canzone fa parte del terzo album di Steve Earle, “Copperhead Road”, pubblicato nel 1988.
Affascinato dalle armi fin dall’infanzia, lo sfortunato protagonista ignora gli avvertimenti della madre, e la sua insana passione lo porterà a uccidere un uomo che barava alle carte. Quando le autorità vengono a prenderlo, egli nega di essere il colpevole, dato che chi ha tirato il grilletto è stata la mano destra del diavolo, come nelle parole di sua madre. Nel 21° secolo una dichiarazione simile porterebbe a una dichiarazione di infermità mentale ma probabilmente non avrebbe influenzato una giuria nell’America del millenovecento, in cui questa breve storia è ambientata.



Nel periodo in cui papa partì per combattere la grande Guerra
Vidi la mia prima pistola all’emporio
All’emporio, quando avevo tredici anni
Pensai che era la cosa più bella che avessi mai visto

Così chiesi se un giorno avrei potuto averne una, una volta cresciuto
Mamma fece cadere una dozzina di uova, andò su tutte le furie
Si infuriò veramente e non comprese
Mamma disse la pistola è la mano destra del diavolo

La mano destra del diavolo, la mano destra del diavolo
Mamma dice che la pistola è la mano destra del diavolo

La mia primissima pistola fu una Colt ad avancarica
Spara veloce come il lampo ma è lentissima a caricare
Lentissima a caricare, e presto scoprii
Ti metterà nei guai ma non può tirartene fuori

Così andai a comprarmi una Colt 45
La chiamano conciliatrice ma non ho mai saputo il perché
Mai saputo perché, non compresi
Mamma dice che la pistola è la mano destra del diavolo

La mano destra del diavolo, la mano destra del diavolo
Mamma dice che la pistola è la mano destra del diavolo

Mi trovai in una partita a carte in una città aziendale
Colsi un minatore a barare, sparai a quel cane
Abbattei il cane, guardai l’uomo cadere
Non toccò mai la fondina, non ebbe alcuna possibilità di estrarre

Il processo era di mattina e mi trascinarono giù dal letto
Mi chiesero come mi dichiaravo, non colpevole, dissi
Non colpevole dissi, avete preso l’uomo sbagliato
Chi ha toccato il grilletto è stata la mano destra del diavolo

La mano destra del diavolo, la mano destra del diavolo
Mamma dice che la pistola è la mano destra del diavolo

mercoledì 31 agosto 2016

Johnny Come Lately

Nel 1986 Steve Earle incontra i Pogues con cui deciderà di collaborare per un brano del suo disco “Copperhead Road”. Johnny Come Lately, termine che può essere tradotto come "l’ultimo arrivato", è una canzone che descrive il ritorno a casa dei veterani di guerra. In essa vengono comparate le esperienze dei soldati che prestarono servizio durante la seconda guerra mondiale con quelle dei combattenti in Vietnam, descrivendo i contrasti di una diversa accoglienza al rientro. La canzone mi dà anche modo di tradurre un racconto in cui lo stesso Steve Earle descrive la sua esperienza con i Pogues:

"Incontrai i Pogues a Londra, negli studios EMI di Abbey Road, nel 1986, mentre stavano registrando i demo per quello che sarebbe diventato “If I should fall...”. Stavano cercando di mollare il loro contratto discografico ai tempi e avevano riservato lo studio del terzo piano, “l’attico”, sotto lo pseudo-pseudonimo di “terry woods quartet”...
era tardi, ben dopo mezzanotte, e il viaggio fino a st. John’s Wood attraverso un’impossibile – e proverbiale - nebbia inglese assunse l’aria di una missione segreta in un film di spionaggio in bianco e nero, molto sussurrato e deliziosamente clandestino.
Mi presentai alla guardia in uniforme sussurrando “Steve Earle, sono qui per il Terry Woods Quartet nell’attico”. L’anziana guardia in uniforme mi guardò come fossi un idiota del cazzo.
“Ah, i Pogues? in cima alle scale gira a destra, non puoi sbagliare, c’è mezza Londra lassù, cazzo.”
Per i due anni successivi ci siamo scontrati nel mezzo della notte da una parte all’altra dello stagno (oceano). Beh okay, a volte era qualcosa di un po’ più duro di uno scontro. Quando registrammo “Johnny come lately” insieme (per il mio disco “Copperhead Road”), “if i should fall...” era uscito e i ragazzi stavano suonando una serie di sei serate nella settimana di San Patrizio al vecchio club Town and Country a Kentish Town. Fu una settimana magica. Kirsty MacColl era là a cantare “fairytale of new york” con Shane ogni notte e i bis comprendevano “Message to rudy” con la sezione fiati degli specials e “I Fought the Law” con Joe Strummer in persona a guidare la Band. Io uscii a cantare “Johnny” con il gruppo ognuna delle prime tre serate e poi, alla mattina del quarto giorno, dopo aver lavorato sul pezzo di fronte a 6000 persone, registrammo la traccia al Livingstone Studio. Rimanemmo in piedi tutta la notte quella notte (come ogni altra notte) e il mattino successivo Spider mi buttò in un taxi per Heathrow e mi ritrovai in volo verso gli States. Quella notte era il gran finale di San Patrizio al Town and Country. In qualche modo, nella confusione, nessuno si prese la briga di dire a Terry Woods, che aveva insistito per presentarmi ogni sera, che non ero più nel Regno Unito.
“Vi chiedo di dare il benvenuto” disse roco “a un nostro caro amico dal grande stato del Texas – STEVE EARLE!”
E non successe un cazzo di niente dato che ero già a metà strada sull’atlantico smaltendo una sbornia che aveva registrato il grado 7.4 della scala Richter. Ci misi circa una settimana a riprendermi e sono sicuro che i danni sostenuti quella settimana furono strutturali e permanenti.
Ma ne valeva la pena. Per quattro minuti per quattro serate consecutive nella primavera del 1987 sono stato un Pogue."

Steve Earle
Fairview, Tennessee, maggio 2004



Ultimo Arrivato

Sono un Americano, ragazzi, ho fatto un sacco di strada
Nato e cresciuto negli USA
Quindi avvicinatevi e ascoltate, ho qualcosa da dire
Ragazzi, pago questo giro
Ci è voluto un pochino, ma siamo dentro a questa lotta
Non si andrà a casa finché non avremo fatto quel che è giusto
Stanotte berremo fino a prosciugare Camden Town
Anche se dovrò spendere fino all’ultima sterlina
La prima volta che arrivai a Londra pioveva forte
Incontrai una ragazzina a una cucina da campo
Scrissi il suo nome con la vernice sul muso del mio aereo
Ancora sei missioni e ho finito
Le chiesi se potevo stare e mi disse potresti
Poi uscì fuori il guardiano gridando “spegnete le luci”
Morte pioveva dalla notte di Londra
Facemmo l’amore fino all’alba
Ma quando l’ultimo arrivato torna a casa marciando
Col petto colmo di medaglie e un finanziamento per militari
Lo aspetteranno alla stazione laggiù a San Antone
Quando Johnny tornerà marciando

Il mio P-47 è una buona macchina
E si è fatta un giro tornando l’ultima volta che ho attraversato la Manica
Stavo pensando alla mia bambina mentre la lasciavo andare a tutta birra
Mi ha sempre fatto andare avanti finora
E possono spedirmi dovunque in questo immenso mondo
Non ho mai trovato niente come la mia ragazza del North End
La porterò a casa con me un giorno, signore
Non appena vinceremo questa guerra

Ma quando l’ultimo arrivato torna a casa marciando
Col petto colmo di medaglie e un finanziamento per militari
Lo aspetteranno alla stazione laggiù a San Antone
Quando Johnny tornerà marciando

Ora mio nonno cantava questa canzone
Mi raccontava di Londra e di quando iniziò la guerra lampo
Di come sposò la nonna e la riportò a casa
Un eroe per tutta la sua terra

Ora son qui fermo su una pista a San Diego
Due Cuori Porpora e mi muovo un po’ lento
Non c’è nessuno qui, forse nessuno sa
Di un posto chiamato Vietnam

Ma quando l’ultimo arrivato torna a casa marciando
Col petto colmo di medaglie e un finanziamento per militari
Lo aspetteranno alla stazione laggiù a San Antone
Quando Johnny tornerà marciando