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mercoledì 13 settembre 2017

The Old Main Drag

Il protagonista della canzone narra della propria vita di reietto trascorsa tra droghe e prostituzione nel quartiere a luci rosse di Londra, "The Old Main Drag" appunto. Per il testo Shane MacGowan attinge anche dalle sue proprie esperienze, almeno per quanto riguarda la brutalità della polizia. Da quanto racconta nella sua biografia A Drink with Shane MacGowan, arrestato una sera per avere apparentemente rubato una sedia da un pub, fu picchiato duramente per venti minuti in una cella di detenzione. 
La canzone è tratta da "Rum, Sodomy and the Lash", secondo album dei Pogues, prodotto da Elvis Costello.




Quando per la prima volta arrivai a Londra avevo solo sedici anni
Con una banconota da cinque in tasca e la mia vecchia sacca da ballo
Scesi giù a Piccadilly per dare un’occhiata
E molto presto mi ritrovai sulla Old Main Drag

Là i maschioni e i travestiti si pavoneggiavano in tiro
E il vecchio con i soldi ti lanciava un sorriso
Nell’oscurità di un vicolo ti davi da fare per cinque sterline
Per un lavoretto veloce di mano giù nella Old Main Drag

Nelle freddi notte d’inverno la vecchia città era congelata
Ma c’erano ragazzi nei caffè che ti davano pillole da pochi soldi
Se non avevi i soldi cercavi di persuaderli o imploravi
C’era sempre tanto Tuinol sulla Old Main Drag

Una sera mentre me ne stavo coricato a Leicester Square
Fui portato via dagli sbirri a calci nelle palle
Tra le porte di metallo a Vine Street fui percosso e maltrattato
E mi rovinarono il mio bell’aspetto per la Old Main Drag

Nella stazione della metro I vecchi che erano all’uscita
Sbavavano e vomitavano e strisciavano e urlavano
E gli sbirri sarebbero arrivati e li avrebbero trattati malamente
E io speravo di potere scappare dalla Old Main Drag

E ora giaccio qui e ho bevuto troppo
E mi hanno cagato addosso e sputato addosso e violentato e oltraggiato
Lo so che sto morendo e vorrei potere elemosinare

Un po’ di soldi per tirarmi fuori dalla Old Main Drag 

giovedì 22 giugno 2017

Lost In The Stars

Scritta per il musical dallo stesso titolo che vedeva proseguire la collaborazione di Kurt Weill con il paroliere Maxwell Anderson, la canzone è stata più volte interpretata da vari artisti. Composto nel secondo dopoguerra il testo potrebbe anche essere letto come un riferimento al destino degli ebrei in Europa, un piccolo popolo perduto e abbandonato dal suo Dio.
Questa versione, tratta dal film omonimo dedicato alla musica di Weill, è eseguita da Elvis Costello con il Brodsky Quartet.



Prima che il Signore Dio creasse il Mare e la Terra
Teneva nel palmo della mano tutte le stelle
Che scorrevano attraverso le sue dita come granelli di sabbia
E una piccola stella cadde da sola.

E il Signore Dio si gettò in cerca della piccola stella scura
Attraverso il vasto aere notturno, nel vento laggiù
Affermando e promettendo
Che avrebbe avuto un occhio di riguardo
Affinché non si perdesse di nuovo

Ora l’uomo non tema se le stelle si affievoliscono
E le nuvole le coprono e le oscurano
Fin tanto che il Signore Dio veglia su di lui
Controllando come tutto scorre

Ma io ho camminato, attraversando notti e giorni
Fino ad avere gli occhi stanchi e i capelli bianchi
E a volte mi sembra che forse Dio sia andato via
Dimenticando la promessa che lo udimmo fare
E ci ritroviamo qui fuori persi nelle stelle.
Stelle piccole, stelle grandi
Svolazzanti nella notte
E siamo qui, perduti nelle stelle