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martedì 11 marzo 2025

Haunted

“Haunted” fu il contributo dei Pogues alla colonna sonora del film “Sid and Nancy” di Alex Cox, del 1986. La canzone, cantata originariamente dalla bassista Cait O’Riordan, fu poi incisa da Shane MacGowan con Sinead O’Connor.





Ti ricordi quel giorno di sole?

Da qualche parte a Londra

Nel bel mezzo del nulla

Non avevo niente da fare quel giorno

Non volevo fare niente comunque

Hai un modo di camminare

Hai un modo di parlare

E c'è qualcosa in te

E ora so che non voglio mai e poi mai

Voglio stare senza di te

 

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Voglio essere perseguitato dal fantasma

Del tuo prezioso amore

Del tuo prezioso amore

 

La prima volta che ti ho visto

in piedi per strada

Eri così forte,

Avresti potuto spegnere il Vietnam

Le mie amiche mi chiedono: “Com'è?”.

Io rispondo: “È un po' timido”,

Ma è il tipo di ragazza che sono,

È il mio tipo di ragazzo”.

 

Costruirò il mio mondo intorno a te

Benedirò il giorno in cui ti ho trovato

Resterò accanto a te, non me ne andrò mai

O ti dirò tutte quelle bugie

Che non crederesti mai

martedì 11 febbraio 2025

White City

White City è una zona di Londra che un tempo ospitava un cinodromo.

In questo lamento per come la sua amata Londra sia andata in malora, MacGowan ricorda la vecchia pista di levrieri di White City, dove “gli irlandesi e i mangiarane venivano a scommettere sui cani” e immancabilmente perdevano le loro camicie.

"here the paddies and the frogs came to gamble on the dogs..."

“Paddy” è il gergo britannico per definire gli irlandesi; ‘Frog’ è il gergo britannico per i francesi. La combinazione di questi due termini dà vita a un meraviglioso gioco di parole.

Nelle corse dei cani, un coniglio meccanico “corre” lungo la pista per dare ai cani qualcosa da inseguire.


 

White City

Qui una torre risplendente di luce

Un tempo si ergeva scintillante nella notte

Dove ora ci sono solo le macerie nella buca

Lì lrlandesi e “mangiarane”

Venivano a giocare d'azzardo puntando sui cani

Venivano a puntare sui cani non molto tempo fa

 

Oh, le matrici dei biglietti strappati

Da centomila tazze

Ora lavate via con i sogni morti nella pioggia

E i parcheggi che stanno sorgendo

E stanno buttando giù i pub

Ed è solo un altro dannato giorno di pioggia

 

Oh, dolce città dei miei sogni

Di velocità, abilità e schemi

Come Atlantide, sei sparita dalla circolazione

E la lepre sul filo

è stata bruciata sulla tua pira

Come il cane nero che un tempo correva fuori dalla gabbia due

domenica 24 novembre 2024

Under Clery's Clock

Un grande orologio a due facce è appeso sopra le porte centrali di Clerys in O'Connell Street. “Sotto l'orologio di Clerys” è un noto appuntamento, sia per i dublinesi che per i visitatori provenienti dalla campagna, ed è famoso nella cultura della città come luogo in cui iniziano molte storie d'amore.

Il 23 settembre 1987, i Radiators suonarono per la prima volta in pubblico Under Clery's Clock. La band si era riunita per un concerto unico nel nightclub Hawkins di Dublino per raccogliere fondi per l'AIDS.

Under Clery's Clock era nello stesso momento parte del suo tempo e in anticipo sui tempi. Scritta da Phil Chevron, condensava in sole 117 parole sia il suo isolamento di omosessuale cresciuto a Dublino negli anni '60 e '70 sia, a differenza di molte altre canzoni gay dell'epoca che ambivano a fare coming out o a sfuggire alla violenza omofoba, l'aspirazione a un'epoca di vera uguaglianza: “Tutto ciò che voglio è abbracciarmi / Sotto al lampione / Proprio come fanno gli altri amanti”.

Ed era confortevolmente irlandese, addirittura dublinese: non solo Clery's (scomparso) e il suo famoso orologio (ancora lì) o l'ultimo autobus per An Lár, ma anche Burgh Quay (e i bagni pubblici, ora scomparsi, che erano stati un luogo di ritrovo per uomini gay).


Burgh Quay di notte

in questo luogo buio e puzzolente

impulsi che non sono in grado di contrastare

con un ragazzo senza volto

Per quanto strano possa sembrare

tutto ciò che voglio è abbracciare

alla luce dei lampioni

come fanno gli altri amanti senza vergogna

 

Sotto l'orologio di Clery stasera alle otto

Voglio aspettare, oh Dio, è in ritardo.

Mi ha dato buca

Il prossimo autobus per An Lár

è sicuramente il suo

Dieci minuti in più so che

porteranno il mio amore da me

L'amore che non ha un nome

 

Lunghe notti solitarie

soltanto immaginando il suo volto

Solo nei sogni

lo bacio e lo abbraccio

La fredda luce del mattino

Se n'è andato con solo

vergogna a prendere il suo posto

 

Sotto l'orologio di Clery stasera alle otto

Voglio aspettare, oh Dio, è in ritardo.

Mi ha dato buca

Il prossimo autobus per An Lár

è sicuramente il suo

Dieci minuti in più so che

porteranno il mio amore da me


giovedì 12 settembre 2024

Sally MacLennane

Dal verso “I grew to be a man, I learned to love the virtues of sweet Sally MacLennane” si potrebbe evincere che il titolo della canzone si riferisca al fascino muliebre di una bellezza locale, invece pare che “Sally MacLennane” (canzone pubblicata dai Pogues su “Rum, Sodomy and the Lash” nel 1985) sia una bevanda a base di Stout, ovvero un particolare tipo di birra scura. Il testo per altro ha come protagonisti non la “signora” del titolo ma il narratore e il suo amico Jimmy, laddove quest’ultimo decide di avventurarsi per il vasto mondo, mentre il primo resta al paese e diventa barista del pub locale. Al ritorno Jimmy apprende della morte di molti avventori, e anziché spaventarsi, incuriosito dal “treno su cui erano saliti”, beve fino a strozzarsi, seguendo la stessa sorte.

 

A seguito, alcune note tratte da “The Parting Glass”.

Ok, questa potrebbe essere un'affermazione un po' azzardata e si tratta più di una questione di “interpretazione” che di identificazione, che è ciò che si trova per lo più in The Parting Glass. Ma... dato il titolo di questo disco e la piega lirica di “Old Main Drag”, vale forse la pena di considerare la natura dell'“armonica” suonata da Jimmy. Ovviamente, potrebbe trattarsi dello strumento, noto anche come “organo a bocca”, che si suona soffiando o aspirando aria attraverso di esso. Data questa realtà, non sorprende che il termine sia stato utilizzato anche per indicare l'organo sessuale maschile. Se questa lettura è corretta, allora potrebbe essere un modo per “placare gli animi” degli psicopatici e degli uomini arrapati del bar, e potrebbe anche spiegare le espressioni felici del mattino dopo.

 

Where the elephant man broke strong men's necks
When he had too many powers...

In A Drink with Shane MacGowan (2001, Grove Press, ISBN 0-821-3790-3, p. 42), Shane racconta quanto segue: “L'uomo elefante di quella canzone era un tipo in carne e ossa, che veniva al pub di Dagenham [la casa dello zio di Shane, dove lavorò per un po' di tempo] ed era un tipo enorme e si lanciava in terribili risse e prendeva a schiaffi la gente; una sera si scontrò con un altro enorme bastardo e vinse l'incontro, ma nel frattempo si ruppe il collo. Andò in giro con un gesso intorno al collo per i sei mesi successivi, ed è per questo che lo chiamavano l'uomo elefante. L'uomo elefante rompe il collo agli uomini forti quando ha bevuto troppi Powers. Ovviamente whisky Powers”.

 

Nella raccolta di testi “Poguetry” (Faber & Faber, ISBN 0-571-14198-6) è “Powers”. Come vediamo nella citazione di Shane, la versione del libro è probabilmente quella corretta, poiché “Powers” si riferisce senza dubbio al whisky irlandese di John Powers piuttosto che ai doni soprannaturali dell'uomo elefante.

"I'd like to think of me returning when I can
To the greatest little boozer and to Sally MacLennane..."
 

Il termine “Boozer” si riferisce a un pub in generale, non a qualche persona che vi si trova. Data la predilezione di Shane per l'uso di riferimenti storici o letterari per i suoi personaggi, pensavo che Sally Mac non avrebbe fatto eccezione, ma finora non sono riuscito a trovare alcun riferimento a questa seduttrice.

Sto lavorando su questo riferimento per cercare di far quadrare la cronologia, ma ho trovato una ricetta per una “Sally MacLennane Stout” per voi birrai casalinghi là fuori, quindi “imparare ad amare le virtù della dolce Sally MacLennane” potrebbe essere un riferimento a questo particolare tipo di stout, che si presume sia più dolce della Guinness.

"Drink the brown" probabilmente si riferisce alla tradizionale bitter inglese (Newcastle Brown ad esempio).



Sally MacLennane

Beh, Jimmy suonava l’armonica nel pub dove sono nato

La suonava dalla sera fino alle placide ore del primo mattino

Dava sollievo all’anima dei matti e degli uomini eccitati

E tutti apparivano molto contenti al mattino dopo

 

Ora, a Jimmy non piaceva il proprio posto in questo nostro mondo

Dove l’uomo elefante rompeva il collo degli uomini forti

Quando aveva bevuto troppi bicchieri di Powers

“Sono così triste di vedere il dolore della gente che me ne andrò”

E prese la strada per diossaddove al mattino

 

Lo accompagnammo alla stazione sotto la pioggia

Lo baciammo mettendolo sul treno

E gli cantammo una canzone, dei bei tempi andati

Pur sapendo che lo avremmo rivisto ancora

 

Mi è triste dire che devo seguire la mia strada

Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano

Mi piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò

Al più grande localino da sbronze e a Sally MacLennane

 

Gli anni passarono, i tempi cambiarono, diventai uomo

Imparai ad amare le virtù della dolce Sally MacLennane

Mi beccai urla e scherno e bevvi le birre e tornai a casa strisciando all’alba

E finii per diventare un barista al mattino

 

Ho azionato la pompa della birra, mi sono beccato i miei malumori e ho annacquato il whiskey

Ho parlato di puttane e di cavalli con gli uomini che bevevano la Brown

Li sentivo dire che Jimmy stava facendo i soldi lontano da qui

E qualcuno ci lasciava, diretto in cielo, senza preavviso

 

Lo accompagnammo alla stazione sotto la pioggia

Lo baciammo mettendolo sul treno

E gli cantammo una canzone, dei bei tempi andati

Pur sapendo che lo avremmo rivisto ancora

 

Mi è triste dire che devo seguire la mia strada

Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano

Mi piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò

Al più grande localino da sbronze e a Sally MacLennane

 

Quando Jimmy ritornò a casa, fu sorpreso di coloro che erano dipartiti

Mi chiese tutti i dettagli del treno su cui erano saliti

C’è gente che ha paura di schiattare, ma Jimmy bevve fino a soffocare

E prese la strada per il paradiso al mattino

 

Lo accompagnammo alla stazione sotto la pioggia

Lo baciammo mettendolo sul treno

E gli cantammo una canzone, dei bei tempi andati

Pur sapendo che lo avremmo rivisto ancora

 

Mi è triste dire che devo seguire la mia strada

Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano

Mi piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò

Al più grande localino da sbronze e a Sally MacLennane

mercoledì 3 luglio 2024

The Sunnyside of the Street

"The Sunnyside of the Street" è un brano tratto dal quinto album dei The Pogues, “Hell's Ditch”, pubblicato nel 1990. La canzone, composta da Shane MacGowan e Jem Finer, è una celebrazione up-tempo di un libertino impenitente, tema frequente per il frontman e paroliere.

Una testimonianza di Jem Finer su questa canzone: "L'ho scritta in Nuova Zelanda... camminando in una strada in ombra ho pensato "che palle" e ho attraversato verso il lato soleggiato. Le uniche parole che ho scritto sono state "on the sunny side of the street". Più tardi, in Inghilterra, Shane ha scritto il resto".


 

Visto il carnevale a Roma

Ho avuto le donne e libagioni

Tutto quel che riesco a ricordare ora

Sono bambinetti senza scarpe

 

Così ho visto il treno e ci sono salito

Con un cuore pieno d’odio e voglia di vomitare

Ora cammino, sul lato al sole della strada

 

Ho calpestato cadaveri a Bombay

Ho provato ad arrivare agli USA

Sono finito in Nepal

Su un tetto, privo di tutto

 

E seppi quel giorno

Che sarei rimasto proprio dove sono

Sul lato soleggiato della strada

 

Sono stato in un palazzo, sono stato in prigione

Non voglio rinascere sotto forma di lumaca

Voglio soltanto trascorrere l’eternità

Proprio qui dove sono, sul lato al sole della strada

 

Mentre mia madre piangeva, fu allora che giurai

Di trattare la mia vita come tratterei una puttana

So di essere meglio di prima

Non voglio essere rimesso a posto

Voglio semplicemente restare qui

Proprio sul lato soleggiato della strada

Sul lato soleggiato della strada

Il lato soleggiato della strada

Il lato soleggiato della strada

 

mercoledì 1 maggio 2024

Galway Races

Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace with God” è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."L’ultima canzone è “Galway Races”, laddove il testo cantato da Shane MacGowan, oltre a essere più breve, differisce in alcuni punti da quello originale.


 

Mentre me ne andavo a Galway Town

A cercare un po’ di svago

Il diciassette di Agosto

Con nobili pensieri

C’erano passeggeri riuniti

Alla stazione, con i loro biglietti

E gli occhi iniziarono  a brillarmi

E via, a vedere le corse


With me wack fol the do fol
The diddle idle day

C’erano passeggeri da Limerick
E altri da Nenagh
I ragazzi del Connemara
E le signorine da marito della contea di Clare
C’era gente della città di Cork
Leale, sincera e fedele
Che riportò a casa i feniani prigionieri
Salvandoli dalla morte in nazioni straniere

 

Ed è là che si vedono i pifferai

E i violinisti competere

E la ruota della fortuna

Con i ventiquattro quarti

E altre persone senza scrupoli

Che bersagliano la povera Maggie con bastoncini

E suo padre ben contento

Guarda la sua figliola

 

Ed è là che vedrai i fantini

Montare in sella con grande equilibrio

Il rosa, il blu, l’arancio, il verde

I colori della nostra nazione

Tutti i cavalli sembravano impazienti

Le loro zampe toccavano a malapena il terreno

Che meraviglioso portento di velocità!

 

C’erano mezzo milione di persone

Di tutte le confessioni

Cattolica, Protestante, Ebrea, Presbiteriana

Eppure non c’era alcun astio

Indipendentemente dalle convinzioni

Ma solo ospitalità e saluti di benvenuto

Che inducevano nuova familiarità

 

venerdì 12 aprile 2024

The Recruiting Sergeant

Medley
(Traditional)

Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace with God” è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."

La prima di queste canzoni -- "The Recruiting Sergeant" – fa riferimento alle pratiche di reclutamento degli Inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. La versione dei Pogues non si distanzia dal testo di quella tradizionale.

“Kaki” si riferisce all’uniforme dell’esercito britannico (che a quel punto aveva abbandonato la “giubba rossa”). A seguito del disastro della prima battaglia di Ypres, fu nominato Segretario di Stato alla Guerra Lord Kitchener, il quale riuscì a fare adottare la coscrizione obbligatoria. Il proclama citato nel testo è la chiamata alle armi di Kitchner.

A un certo punto, le Fiandre erano uno stato indipendente europeo, confinante con il Mare del Nord. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’invasione della Francia avvenne attraverso il Belgio, violando la neutralità di quest’ultimo; nei paesi alleati, resoconti di atrocità tedesche, e appelli a vendicare l’assalto al Belgio furono strumenti efficaci per il reclutamento e armi di propaganda. La prima e la seconda battaglia di Ypres furono combattute nelle Fiandre. Nella prima l’esercito inglese formato da professionisti fu battuto dalle forze tedesche, superiori per numero.

Entrambe le battaglie sono degne di nota, non da ultimo per l'enorme numero di vittime inflitte. La Prima Battaglia di Ypres segnò l'inizio della guerra di trincea così caratteristica della Prima Guerra Mondiale e, insieme ad essa, l'inizio di un'aggressiva opera di reclutamento da parte degli inglesi. La Seconda battaglia di Ypres vide il primo uso di armi chimiche nella guerra.

La “lotta da combattere a Dublino” probabilmente è riferita alla Rivolta di Pasqua del 1916. La maggior parte dei corpi ufficiali dell’Esercito Britannico era costituita da inglesi; gli irlandesi erano considerati utile carne da cannone piuttosto che soldati in grado di esercitare il comando.


Me ne andavo per la strada

Spensierato come un’allodola

Quando un sergente reclutatore mi approccia

E mi fa “staresti proprio bene in kaki,

sai, il Re ha bisogno di uomini

Vieni, leggi questo proclama

Una vita nelle Fiandre e poi

Avresti una bella vacanza”

 

“Può anche essere”, gli dico io

“ma dimmi un po’ caro il mio sergente

Se avessi uno zaino attaccato alla schiena

Sarei così contento e di buon umore?

Perché ci vogliono addestramento ed esercitazioni

Prima di raggiungere i francesotti

Sarà anche caldo nelle Fiandre

Ma c’è pieno di spifferi nelle trincee.”

Il sergente sorrise e strizzò l’occhio

Un sorriso molto irritante

Giocherellava coi suoi baffetti e se li attorcigliava

E mi fece, “Lo so che stai solo scherzando,

Ché i sacchi di sabbia son caldi e alti

E il vento non lo sentirai proprio”

Nel mentre faccio l’occhiolino a una ragazzina che passa

E gli dico “E come la mettiamo se nevica?”

 

Che venga pioggia o grandine o vento o neve

Io nelle Fiandre non ci vado

C’è una lotta da combattere a Dublino

I vostri sergenti e comandanti se ne possono andare

Che le guerre inglesi le combattano gli uomini inglesi

È quasi ora che comincino

Augurai al sergente una felice notte

 E a quel punto ci separammo.

sabato 16 dicembre 2023

The Parting Glass

The Parting Glass" è una canzone tradizionale scozzese, spesso cantata alla fine di un raduno di amici. Diffusa anche in Irlanda, dove continua a essere popolare, influenzando fortemente il modo in cui è cantata ai giorni nostri.

Il “bicchiere del commiato”, o “coppa della staffa”, era l’ultimo  gesto di ospitalità offerto a un ospite in partenza. Una volta che l’ospite era montato in sella, gli veniva porta un’ultima bevanda per fortificarlo nel suo viaggio. Questa usanza era praticata in diversi paesi.

La prima versione stampata nota risale agli anni settanta del millesettecento, in forma di volantino, e la prima apparizione su un volume fu in “Ancient and Modern Scottish Songs, Heroic Ballads, etc., di Herd. Una prima versione è stata attribuita a Sir Alex Boswell, e il testo è indubbiamente più antico della sua comparsa in forma di volantino, essendo registrato nello Skene Manuscript, una raccolta di arie scozzesi scritte in varie date comprese tra il 1615 e il 1635.



Di tutti i soldi che ho mai avuto

Li ho spesi in buona compagnia

Oh e tutto il male che ho fatto,

Ahimé, non fu rivolto ad altri che a me stesso

 

E tutto ciò che ho fatto per mancanza di buon senso

Alla memoria ora non mi sovviene

Per cui riempimi il bicchiere della staffa

Buona notte e gioia sia a voi tutti

 

E allora riempitemi il bicchiere del commiato

E auguriamo salute qualunque cosa accada

E poi libiamo gentilmente e con dolcezza auguriamo

Buona notte e gioia a tutti voi

 

Tutti i compari che ho avuto

Si sono dispiaciuti della mia partenza

E tutte le fidanzate che ho avuto

Avrebbero desiderato che restassi ancora un giorno

 

Ma siccome il mio destino ha deciso

Che io mi levi e voi no

Mi alzerò cortesemente e vi augurerò dolcemente

Buona  notte e gioia a tutti voi

 

E allora riempitemi il bicchiere del commiato

E auguriamo salute qualunque cosa accada

E poi libiamo gentilmente e con dolcezza auguriamo

Buona notte e gioia a tutti voi

Ma siccome il mio destino ha deciso

Che io mi levi e voi no

Mi alzerò cortesemente e vi augurerò dolcemente

Buona  notte e gioia a tutti voi

Buona  notte e gioia a tutti voi

 

domenica 27 agosto 2023

Bottle of Smoke

Da "If I Should Fall from Grace with God" (1988). Scritta da Shane MacGowan con Jem Finer, è la storia di un immaginario cavallo così chiamato, che va a conquistare la Cheltenham Gold Cup, facendo vincere una grande somma di denaro al narratore, il quale aveva scommesso sull’animale a dispetto delle scarse probabilità di successo. Secondo MacGowan era “il tipo di strano e impossibile nome che vince sempre una corsa”. Il brano, con una musica che sembra un cavallo al galoppo, descrive tutta la gioia di una vittoria, ma anche di un momento di totale  euforia, presumibilmente dopo tanta sfortuna. Mano a mano che l’esultanza procede, i versi della canzone sfociano in immagini quasi oniriche e deliranti, come se la felicità non riuscisse più a esprimersi nella realtà, e la Bottiglia di Fumo sembra diventare una sorta di sostanza stupefacente o di bevanda inebriante, che avvolge tutto e tutti nell’estasi della vittoria.



Ringraziamenti e lodi, lodi a Gesù

Ho scommesso su Bottiglia di Fumo

Sono stato all’inferno e alle corse

Per scommettere su Bottiglia di Fumo

In un giorno sereno, sotto un cielo radioso

È uscito fuori sulla sinistra come un lampo di luce

Come una scopata ubriaca un sabato sera

È balzato fuori Bottiglia di Fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Domande dei gestori, rapide e incandescenti

Ho scelto Bottiglia di Fumo

Accertamenti e congetture

Ho scommesso su Bottiglia di Fumo

Fanculo i gestori, un viaggio a Lourdes

Forse concederà a quei vecchi stronzi il bene della vista

Urla e confusione e chi salta e chi stoppa e chi chiama gli sbirri

Ma io ho sempre i soldi che mi luccicano in mano

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Yee-haw

Gli allibratori imprecano, i veicoli si ribaltano

Ho azzeccato Bottiglia di Fumo

I vetri si appannano, i vascelli scoppiano

Ho avuto Bottiglia di Fumo

Ho allungato un cinquantone alla moglie

E a ogni moccioso una banconota da cinque nuova di zecca

Perché mi lasciassero in pace sabato sera

Quando ho azzeccato Bottiglia di Fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

 

Sacerdoti e vergini, ubriachi come pagani

Hanno preso la bottiglia di fumo

Peccati perdonati e celebrazioni

Hanno preso la bottiglia di fumo

Fotti gli Yankees e beviti le loro mogli

La luna è limpida, il cielo è luminoso

Sono felice come merda di cavallo

È sbucato fuori Bottiglia di fumo

 

Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!

Fuori dai coglioni, bastardi!


Venti-cazzo-cinque a uno

I miei giorni da scommettitore son finiti

Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”

E il mio cavallo ha vinto!


mercoledì 10 maggio 2023

Rain Street

Una canzone di Shane MacGowan per i Pogues, pubblicata su “Hell’s Ditch” nel 1990.

Da “The Parting Glass: an Annotated Pogues Lyrics Page



"Down the alley the icewagon flew
Picked up a stiff that was turning blue..."

Il primo verso è qui probabilmente preso in prestito dal classico di Bo Diddley “Who Do You Love”.

"Father McGreer buys an ice cold beer
And a short for Father Loyola
Father Joe's got the clap again
He's drinking Coca-Cola
Down on Rain Street..."

Credo che questo sia uno dei miei versi preferiti nel repertorio di Shane. Mi figuro i tre sacerdoti seduti al bar, due che ordinano bevande alcoliche, con la probabilità di beccarsi qualche sguardo di benevolo rimprovero dai passanti, mentre il terzo siede sorseggiando la sua Coca Cola, risultando, almeno all’apparenza, il prete modello (mentre nel contempo soffre di gonorrea).

"Bless me father I have sinned
I got pissed and I got pinned..."

Nel sacramento cattolico della confessione, il penitente si approccia dichiarando “mi benedica padre perché ho peccato, sono passati “X” giorni dalla mia ultima confessione …” : qui “pissed” sta per ubriacarsi e “pinned” è una espressione usata dai tossicodipendenti per l’assunzione di eroina (apparentemente un riferimento all’effetto della droga sulle pupille di una persona, che divengono sottili come capocchie di spillo).

There's a Tesco on the sacred ground
Where I pulled her knickers down
While Judas took his measly price
And St. Anthony gazed in awe at Christ..."

"Tesco" è una grande catena di supermercati in Irlanda; "knickers" è la parola usata nell’inglese britannico (diversamente dall’ American English che prevede “panties”) per le mutande da donna.

Giuda naturalmente fu l’apostolo che per 30 denari (Matteo, xxvi: 14, 15) tradì Gesù avviando il processo che portò alla crocifissione.  Sant’ Antonio è il patrono degli oggetti perduti.

"I took my Eileen by the hand
Walk with me was her command..."

C’è una canzone irlandese tradizionale chiamata "Where My Eileen is Waiting" che Johnny McEvoy  registrò con un certo successo.

Continuando con "Rain Street" ...

"I dreamt we were walking on the strand
Down Rain Street..."

Lo Strand si trova a Londra, tra Aldwych e Traflgar Square, una zona piuttosto esclusiva nella city. Ma potrebbe anche indicare una spiaggia. Ognuna delle due accezioni potrebbe funzionare.

 

La campana della chiesa rintocca un vecchio ubriaco canta

Una ragazza impegna la sua fede nuziale

Giù in Rain Street

Lungo il viale correva il carro del ghiaccio

Raccolto un cadavere che stava diventando blu

Il ragazzini del posto sniffavano colla

Non c’è molto altro per un ragazzotto da fare

Giù in Rain Street

 

Padre  McGreer ordina una birra ghiacciata per sé

E uno shottino per padre Loyola

Padre John beve Coca-Cola

Giù in Rain Street

 

Mi benedica padre, perché ho peccato

Mi sono ubriacato e mi sono drogato

E Dio non può fare niente per lo stato in cui sono

Giù in Rain Street

 

C’è un Tesco sul terreno consacrato

Dove le tirai giù le mutandine

Mentre Giuda riscuoteva il suo meschino compenso

E sant’Antonio in ammirazione fissava lo sguardo su Cristo

Giù in Rain Street

 

Diedi al mio amore un bacio della buonanotte

Cercai di fare una pisciata notturna

Ma il cesso si spostò così lo mancai di nuovo

Giù in Rain Street

Mi sedetti sul pavimento a guardare la TV

Ringraziando Cristo per la BBC

Uno stupido posto del cazzo in cui stare

Giù in Rain Street

 

Presi per mano la mia Eileen

“passeggia con me” fu l’ordine di lei

Sognai che passeggiavamo sullo strand

Giù in Rain Street

 

Quella notte Rain Street andò avanti per miglia

Quella notte in Rain Street qualcuno sorrise

venerdì 6 gennaio 2023

Rake at the Gates of Hell

"Rake at the Gates of Hell" è una canzone dei Pogues scritta da Shane MacGowan e pubblicata sulla colonna sonora di "Straight to Hell", pellicola del 1987 diretta da Alex Cox.


 

Sarò con loro, addormentati o sognanti

Sarò là quando si sveglieranno urlando

Nell’ora della morte li curerò

Per avere un momento in più per maledirli

Guarderò i vermi uscire da loro strisciando

Ascolterò gli angeli chiamare sopra di loro

Li guarderò mentre l’aria fredda li risucchia

Giù all’inferno, buona notte buona fortuna

Poi se qualcuno dovesse scappare sopra di me

Supplicherò e imbroglierò fino a farli fidare di me

Li trascinerò giù per essere dannati con me

Riderò di loro quando mi perdoneranno

 

Gli occhi di madre sono diamanti fiammeggianti

Eppure la luna non mostra somiglianza

Le rose appassiscono, possa Dio consegnare

Il dissoluto alle porte dell’inferno questa notte

 

Vorrei che potessero camminare per sempre

Sulla terra da soli senza catene

Fino a pregare che arrivi la conclusione

Fino a che implorino una dolce dannazione

Allora arriverò e porterò loro acqua

Gli porterò speranza, porterà risate

Solleverò le loro speranze, tristi e sommerse

Li sferzerò mentre giacciono lì ubriachi

Li spingerò giù nel guano

Fino a che soffocheranno nel loro stesso sangue

Li tirerò fuori prima del loro ultimo respiro

Per sottrargli la misericordia della morte

 

Gli occhi di madre sono diamanti fiammeggianti

Eppure la luna non mostra somiglianza

Le rose appassiscono, possa Dio consegnare

Il dissoluto alle porte dell’inferno questa notte


mercoledì 20 aprile 2022

The Recruiting Sergeant

Sull’album “If I Should Fall…“ i Pogues incisero questa canzone in un "Medley" composto da tre brani tradizionali: "The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway Races."

"The Recruiting Sergeant" si riferisce alle pratiche di reclutamento degli inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. “Kaki” era il colore dell’uniforme dell’esercito britannico. Successivamente al disastro della prima battaglia di Ypres, Lord Kitchener fu designato Segretario della Guerra con il compito di accrescere l’esercito inglese. Il Proclama fa riferimento alla chiamata di Kitchener rivolta ai volontari.

In Belgio, le Fiandre furono teatro di combattimenti con grandi perdite, tra cui le due battaglie di Ypres, che spinsero appunto a incrementare l’arruolamento, mentre invece la “lotta da combattere a Dublino” fa probabilmente riferimento alla “Rivolta di Pasqua” del 1916.

Ufficiali e sottufficiali dell’esercito britannico erano in gran parte inglesi. Gli irlandesi erano considerati utile carne da cannone piuttosto che condottieri.

Testo tratto dal sito "The Parting Glass"


Mentre stavo camminando lungo la strada

Bello in forma e allegro

Un sergente reclutatore avanzò verso di me

E mi dice “staresti bene in kaki”

Dato che il Re ha bisogno di uomini

Vieni e leggi questo proclama

Una vita nelle Fiandre per te sarebbe

Proprio una bella vacanza

 

Beh, può anche essere, gli dico

Ma dimmi tesorino di un sergente

Se avessi uno zainaccio fissato sulla schiena

Avrei un bell’aspetto allegro?

Perché ti devono addestrare ed esercitare

Per fare di te uno di quei francesini

Sarà pure caldo nelle Fiandre

Ma è pieno di spifferi nelle trincee


Il sergente sorrise e mi fece l’occhietto

Il suo sorriso era parecchio irritante

Attorcigliava i suoi baffetti e ci giocherellava

Dicendomi: lo so che stai solo scherzando

Perché i sacchi di sabbia sono così caldi e alti

Non lo sentirai il soffio del vento

Mentre strizzavo l’occhio a una ragazzina di passaggio

Gli dissi, e se nevica come la mettiamo?

 

Che piova, o grandini, che nevichi o tiri vento

Non ci andrò nelle Fiandre

C’è una lotta a Dublino da combattere

Mandaci pure i tuoi sergenti e i tuoi comandanti

Lascia che gli Inglesi combattano le guerre inglesi

Si approssimava il momento della partenza

Salutai il sergente augurandogli una splendida notte

E proprio a quel punto ci dividemmo oh


mercoledì 9 febbraio 2022

Lorelei

Secondo una antica leggenda tedesca, una bella fanciulla dal nome di Lorelei si gettò disperata nel fiume Reno per un amante infedele. Dopo la sua morte fu trasformata in una sirena, che poteva essere udita cantare di quando in quando su una roccia lungo il Reno, vicino alla località di Sankt  Goar. Il suo canto ipnotico adescava i marinai conducendoli alla morte. La leggenda si fonda su una roccia con quel nome, la quale produce un eco, situata vicino a Sanktgoarshausen, in Germania. 

Nel 1989 Philip Chevron scrive, ispirandosi alla leggenda, questa canzone che apparirà su “Peace and Love” e che si avvale ancora una volta della preziosa voce di Kirsty McColl.



Mi raccontasti storie di amore e gloria

Le stesse vecchie canzoni tristi, la stessa antica storia

Le sirene non cantano ninna nanne

E nessuno lo sa tranne Lorelei

 

Castelli usciti dalle favole

Legni frantumati là dove una volta navigavano

I malati d’amore che catturarono il suo sguardo

E nessuno sapeva eccetto Lorelei

 

Fiume, fiume abbi pietà

Conducimi fino al mare

Ché se perisco su questi scogli

Il mio amore mai più rivedrò

 

Ho pensato a te in luoghi distanti

Mi sono scervellato su tracce di rossetto

Perciò Dio aiutami, non piangerò

E poi penserò a Lorelei

 

Ho viaggiato e vagato in lungo e in largo

Non ho fotografie con te accanto

Il vecchio Fiume non è così timido

E si ricorda di Lorelei

 

Fiume, fiume abbi pietà

Conducimi fino al mare

Ché se perisco su questi scogli

Il mio amore mai più rivedrò

 

Se dovessi galleggiare su questa corrente

Beh ti vedremo nel mio sogno di pazzo

Affonderei nei tuoi occhi inquieti

E nessuno lo saprebbe eccetto Lorelei

 

Fiume, fiume abbi pietà

Conducimi fino al mare

Ché se perisco su questi scogli

Il mio amore mai più rivedrò

 

Ma se la mia nave che salpa domani

Dovesse schiantarsi contro queste rocce

I miei dolori, annegherò, prima di morire

Sarà te che vedrò, non Lorelei

 

 

mercoledì 22 settembre 2021

Fiesta

La canzone Fiesta, scritta da Shane MacGowan e Jem Finer per l’album “If I Should Fall from Grace with God”, ha un testo molto particolare che comprende diverse parti in una lingua spagnola, a tratti anche approssimativa. Per la sua interpretazione mi sono basato sull’analisi riportata sul prezioso sito The Parting Glass: An Annotated Pogues Lyrics Page, che traduco quasi integralmente.

http://www.poguetry.com/

"I am Franciso Vázquez García
I am welcome to Almeria..."

Almería è una provincia nel Sud della Spagna lungo la costa del Mediterraneo. I Pogues vi trascorsero un periodo durante le riprese del film "Straight to Hell," di Alex Cox. Jem Finer a tale riguardo: "Avendo passato una settimana in Almeria, in un albergo vicino alla fiesta, la cacofonia del luna park mi rimase impressa in testa. Le due alternative erano infliggerla al resto del mondo o impazzire."

"We have sin gas and con leche
We have fiesta and feria..."

"Sin gas" sta per "senza gas" e "con leche" significa "con latte" ed entrambi i termini si riferiscono a bevande: il primo è abbreviazione di "agua sin gas" e il secondo è una forma breve di "cafe con leche" ovvero caffè con latte.

Una "feria" è la "fiera" in spagnolo.

"We have the song of the chochona
We have brandy and half corona..."

Uno dei premi che si possono vincere a una fiera (in lotterie, estrazioni, tiro a segno) era una bambola chiamata "muñeca chochona" ('muñeca' significa 'bambola'), sebbene "chochona" di per sé sia fondamentalmente una parola senza senso (vale a dire priva di significato ma aggiunta per l’effetto sonoro):

"There is a minstrel there you see,
And he stoppeth one in three

Questo verso presenta un forte parallelismo con i versi di apertura dell’opera di Coleridge "Rime of the Ancient Mariner." Li riportiamo:

It is an ancient Mariner,
And he stoppeth one of three.
By thy long grey beard and glittering eye,
Now wherefore stopp'st thou me?

Il marinaio (ancient mariner) sceglie il narratore che sta andando a partecipare a un matrimonio. A proposito di tale poema, il metro e alcune delle immagini sembrano ricorrere anche in "Turkish Song of the Damned."

"El veintecinco de agosto
Abrio sus ojos Jaime Fearnley
Para el bebe cinquante gin campari
Y se tendio para cerrarlos..."

Non curandosi di alcuni scivoloni grammaticali, questi versi potrebbero essere tradotti come segue:

"Il 25 di Agosto
James Fearnley ha aperto gli occhi
Per bere cinquanta gin campari
E si è sdraiato per chiuderli "

Il festival annuale di Almeria festival dura nove giorni e si tiene l’ultima settimana di Agosto. È famoso per le prodigiose quantità di alcol consumata dai frequentatori . L’intera strofa è basata su alcuni versi della poesia di Federico Garcia Lorca intitolata "El emplazado":

"El veinticinco de junio
Abrío sus ojos Amargo,
y el veinticinco de agosta
se tendío para cerrarlos..."

La poesia descrive come il 25 giugno ("el veintecinco de junio") Amargo ode voci che profetizzano che egli sarà morto nel giro di due mesi. Il 25 di agosto apre gli occhi, e quindi muore.

"Y Costello el rey de America
Y suntuosa Cait O Riordan..."

The Pogues andarono in tour con Elvis Costello nei primi anni e quest’ultimo produsse sia "Rum, Sodomy, and the Lash" sia "Poguetry in Motion", e in tali occasioni conobbe la magnifica ("suntuosa") Cait O'Riordan, la bassista originaria dei Pogues. Durante le riprese erano tutti in Almería sul set di "Straight to Hell. In 1986 Costello pubblicò il suo album "King of America" ("el rey de America").

"No rompere mis calliones
Los gritos fuera de las casas..."

Il primo verso è un italiano maccheronico e il secondo andrebbe letto come “le urla fuori dalle case”.




Sono Francisco Vasquez Garcia

Son benvenuto in Almeria

Abbiamo sin gas e con leche

Abbiamo fiesta e feria

Abbiamo la canzone della chochona

Abbiamo brandy e mezza corona

E Leonardo e la sua fisarmonica

e calamari e maccaroni


Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi

E signore che amate la bella vita

Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo

L’Almeria ancora una volta

 

C’è un menestrello, là lo vedi,

e ne ferma uno di tre

E nell’orecchio di questo gli sussurra

“Mi vorresti cortesemente uccidere quella bambola?”

Ora ha vinto chochona alla lotteria

E tutta la città ha guardato quel pazzo gringo

Staccare la testa alla bambola ridendo

E – miraldo! – lanciarne il corpo in mare

 

Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi

E signore che amate la bella vita

Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo

L’Almeria ancora una volta 

El vienticinco de agosto
Abrio sus ojos Jaime Fearnley
Pero el bebe cinquante Gin-campari
Y se tendio para cerrarlos
Y Costello el rey del America
Y suntuosa Cait O Riordan
Non rompere mes colliones
Los gritos fuera de las casas

Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi

E signore che amate la bella vita

Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo

L’Almeria ancora una volta 

domenica 23 maggio 2021

Turkish Song of the Damned

Della canzone, il cui titolo fu ispirato dal singolo “The Turkey Song” del gruppo The Damned, MacGowan ha detto:

“Racconta di un tizio su un’isola turca il quale ha abbandonato una nave affondante con tutti i soldi e i suoi compagni sono andati sotto. Non sono completamente sicuro di ciò – è inquieto e perseguitato e danza con questa musica turca che gli risuona incessantemente nel cervello – e passa il tempo ballando e bevendo. Poi ritorna il suo migliore amico, e l’equipaggio, per trascinarlo giù all’inferno o dovunque essi si trovino. Ma lui sapeva che sarebbe successo, e stava aspettando.” 

È cantata in prima persona dal “migliore amico”, con forme arcaiche che – insieme con occasionali e intelligenti “furti” da lavori come “The Rime of the Ancient Mariner” -  contribuiscono all’impronta folcloristica della canzone. Sono molteplici i prestiti dalla mitologia marinaresca celtica, ricca di storie di pirati (non)morti e capitani immortali. Il debito è però riscattato da un servo, che tipicamente è già morto e porta un’ombra sulla schiena (nel senso di una maledizione) ed è mandato a riscuotere da chiunque non abbia ancora pagato, sia esso vivo o morto. Alla mitologia celtica risale anche la “donna con un pettine in mano”, che si riferisce alla Banshee, un tipo di spirito del mondo delle fate irlandese (o scozzese), la quale avvisa le persone di una morte imminente cantando una canzone di lutto e tipicamente porta con sé un pettine d’argento.



Arrivo dall’inferno stanotte vecchio amico

Attraverso il mare imputridito

Né i chiodi della croce

Né il sangue di Cristo

Può venirti in soccorso stanotte

I morti sono venuti a riscuotere un debito da te

Stanno fuori dalla tua porta

Quattro volte venti più tre

 

Hai fatto la guardia per il vento dell’uomo morto?

Hai visto la donna con il pettine nella mano?

Piangere e urlare sulla parete alla spiaggia

Mentre danzavi sulla musica della canzone turca del dannato

 

Ti ricordi quando la nave affondò

E mi lasciasti sul ponte

Il cadavere del capitano saltò su

E mi gettò le braccia al collo

Perché per tutti questi anni l’ho avuto alle costole

Neanche tutti i tuoi soldi possono pagare questo debito

 

E mentre sto qui seduto a parlarti vedo la tua faccia sbiancare

Questa ombra che incombe su di me

Non è un gioco della luce

Lo spettro sulla mia schiena sarà presto libero

Il morto è venuto a reclamare un debito da te

 

 

mercoledì 31 marzo 2021

The Sick Bed of Cúchulainn

Da Rum Sodomy and the Lash (1985). La canzone vede un nazionalista irlandese passare in rassegna la sua vita passata; nei dettagli il protagonista fu coinvolto nella Guerra Civile di Spagna - John McCormack e Richard Tauber erano famosi tenori di quell’epoca – e Frank Ryan fu un membro dell’IRA che guidò volontari irlandesi contro le truppe di Franco - le 'fottute camicie nere' che conducevano i treni della morte.

Dopo la guerra il protagonista cade nell’alcolismo (la seconda strofa descrive un pazzo scontro ubriaco a Londra) e muore di una classica morte gaelica, furiosa e appassionata fino all’ultimo - Cloughprior, in questo caso si riferisce a un cimitero nella contea di Tipperary.

Nel contempo viene tracciato un parallelo con la vita di Cúchulainn - eroe irlandese nato sotto una cattiva stella - un grande guerriero che in battaglia era animato da rabbia inestinguibile e che, quando la sua forza infine fu scemata, si legò a una roccia per fronteggiare i propri nemici, al fine di morire in piedi; una eco del ribelle amore del protagonista per la libertà.

Shane MacGowan ha spiegato che visse per qualche tempo nel Pub irlandese di suo zio a Essex e lì trovò ispirazione da un agglomerato di personaggi che lo frequentavano – principalmente ubriaconi – che raccontavano dozzine di storie del passato, tra cui i vari aneddoti descritti nel testo.



 

McCormack e Richard Tauber stanno cantando presso il letto

C’è un bicchiere di punch sotto ai tuoi piedi e un angelo alla tua testa

Ti serve ancora una goccia di veleno e sognerai di terre straniere

 

Quando ti sei pisciato addosso a Francoforte e ti sei beccato la sifilide giù a Colonia

E sentisti sferragliare i treni della morte mentre giacevi là tutto solo

Frank Ryan ti offrì del whiskey in un bordello di Madrid

E mandasti al tappeto qualche fottuta camicia nera che stava insultando i giudei

 

Al letto in cui Cuchulainn giace in malattia, ci inginocchieremo e diremo una preghiera

E i fantasmi sbatacchiano contro la porta e il diavolo è sulla sedia

 

E nella Euston Tavern gridasti che era il tuo turno

Ma non ti volevano servire così buttasti spaccasti le finestre

Ti portarono fuori in istrada e ti presero a calci in testa

Così rientrasti attraverso una porta sprangata per rifare tutto da capo

 

Al letto in cui Cuchulainn giace in malattia, ci inginocchieremo e diremo una preghiera

E i fantasmi sbatacchiano contro la porta e il diavolo è sulla sedia


Ti ricordi quella serata terribile, quando udisti ululare le banche?

C’erano dei pigri bastardi ubriachi che cantavano"Billy In The Bowl"

Ti portarono alla messa di mezzanotte e ti piantarono in asso

Così mettesti un bottone nel piatto delle offerte e vomitasti in chiesa

Ora canti una canzone di libertà per neri e pakistani e scozzesi

E ti prenderanno da questa discarica in cui sei e ti infileranno in una cassa

Poi ti porteranno a Cloughprior e ti spaleranno terra addosso

Ma tu tirerai fuori la testa per urlare “ci faremo un altro giro”

 

Intorno alla tomba di Cuchulainn, ci inginocchieremo per pregare

E Dio sta nel suo paradiso, e Billy è giù alla baia

 


venerdì 12 marzo 2021

Sit Down by the Fire

 Da "If I Should Fall from Grace with God", del 1988.



Siedi vicino al fuoco

E ti racconterò una storia

Per spedirti dritto a letto

Delle cose che odi strisciare

Quando tutti stanno dormendo

E vorresti essere fuori invece

Non sono i topi nel muro

Non è il vento nel pozzo

Ma ogni notte marciano

Uscendo da quel buco nel muro

Che attraversano sulla loro strada

Per uscire dall’inferno

 

Sono le cose che vedi

Quando ti svegli e urli

Le fredde cose che ti seguono

Lungo la stradina di campagna

Vivono nel piccolo cerchio di alberi sulla collina

Su alla cima del campo

 

E danzano sulla pioggia

E danzano sul vento

E picchiettano sul vetro

Quando non c’è nessuno in casa

E se mai li vedi

Fai finta di essere morto

O ti staccheranno la testa a morsi

Ti strapperanno via il fegato

E balleranno sul tuo collo

Balleranno sulla tua testa

Balleranno sul tuo petto

Ti faranno venire i crampi

E le coliche per scherzo

 

Sono le cose che vedi

Quando ti svegli e urli

Le fredde cose che ti seguono

Lungo la stradina di campagna

Vivono nel piccolo cerchio di alberi sulla collina

Su alla cima del campo

 

Giocano sul vento

Cantano sulla pioggia

Danzano sui tuoi occhi

Danzano sul tuo cervello

Ricorda questo luogo

È umido è freddo

Il miglior posto della terra

Ma è oscuro ed antico

Perciò sdraiati vicino al muro

E copriti il capo

Buona notte e Dio ti benedica

Ora fottiti e va a letto

giovedì 25 febbraio 2021

Boys From the County Hell

Fin dal primo disco, “Red Roses for Me” del 1984 emerge l’approccio tipico della band di mischiare canzoni tradizionali e ballate con i “Gutter Hymns” (inni dei bassifondi) del frontman Shane MacGowan, canzoni che parlano di bevute, risse e sesso. Un testo che ben rappresenta questo stile è “The Boys from County Hell”, dove un balordo ci avverte di stare alla larga da lui e dalla sua ghenga, dipingendo con parole forti un quadro inquietante, in cui il padre era un membro del partito fascista irlandese, la madre tenutaria di bordello, il fratello uno dei partecipanti allo spietato massacro di civili avvenuto a My Lai all’epoca della guerra in Vietnam, e lui e i suoi compari sventrano gli avversari.

Ma forse le sue minacce di violenza sono solo l’atteggiamento di uno spaccone, che dopo aver raccontato di aver conciato il padrone per le feste ci dice che non sa più se quel ricordo sia reale o frutto di un sogno.





 

Il primo giorno di Marzo, pioveva

Pioveva peggio di quanto avessi mai visto

Bevetti dieci pinte di birra e maledii tutta la gente che c’era

E sperai che tutta quella pioggia smettesse di cadermi addosso

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

 

All’epoca lavoravo sotto padrone

E il padrone era il peggior bastardo che si fosse mai visto

E perdere un solo penny lo avrebbe fatto soffrire orrendamente

Ed era una miserabile chiavica e un figlio di cagna bastarda

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

 

Mi ricordo che ci prendemmo cura di lui una Domenica

Lo portammo sul retro e gli spaccammo le palle, cazzo

E forse era un sogno e forse era realtà

Ma tutto quel che so è che lasciai il posto senza un penny o ‘fanculo tutto

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

 

Ma ora ho la più incantevole delle verande

Me ne sto seduto a guardare i tossici, gli ubriaconi, i magnaccia e le bagasce

Cinque bottiglie verdi giacciono per terra

E Cristo come vorrei, Cristo come vorrei averne altre quindici

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

 

Io e i ragazzi siamo ubriachi e ti stiamo cercando

Ti mangeremo le fottute viscere e non ce ne importa un accidente

Mio padre  era una camicia blu e mia madre una tenutaria

Mio fratello si guadagnò le sue medaglie al massacro di My Lai

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

 

Il primo giorno di Marzo, pioveva

Pioveva peggio di quanto avessi mai visto

Resta dall’altra parte della strada perché non si può mai dire

Siamo assetati come una ghenga di diavoli, siamo i ragazzi della Contea Hell

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

 

E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere

E madre svegliami presto domattina

giovedì 17 settembre 2020

The Broad Majestic Shannon

Il grande fiume Shannon, il maggiore dell’isola di Irlanda, viene celebrato in questa canzone d’amore e di tempi andati, scritta da Shane MacGowan per l’album “If I Should Fall From Grace With God” e maestosa come il corso d’acqua stesso.



L’ultima volta che ti vidi fu giù dai Greci

C’era Whiskey di domenica e c’erano lacrime sulle nostre guance

Mi cantasti una canzone pura come la brezza

Sulla strada che porta a Glenaveigh

Mi sedetti per un poco presso la croce a Finnoe

Dove i giovani amanti si incontravano quando sbocciavano i fiori

Sentivo gli uomini tornare a casa dalla fiera di Shinrone

I loro cuori a Tipperary ovunque essi vadano


Prendi la mia mano, e asciugati le lacrime piccola

Prendi la mia mano, dimentica le tue paure

Non c’è dolore, non c’è più dispiacere

Sono tutti svaniti, tutti andati con gli anni

 

Sedetti per un po’ presso il buco nel muro

Trovai una lattina arrugginita e una vecchia palla da Hurling

Udii dare le carte e recitare il rosario

E un violino che suonava “Sean Dun na ngall”

E la prossima volta che ti vedrò sarà giù dai Greci

Ci saranno Whiskey di domenica e lacrime sulle nostre guance

Perché è stupido ridere ed è inutile strillare

Per una lattina arrugginita e una vecchia palla da Hurling


Così camminai, mentre il giorno albeggiava

Dove gli uccellini cantavano e le foglie stavano cadendo

Dove una volta guardammo attraccare le barche a remi

Presso il largo e mastoso Shannon

 

venerdì 31 luglio 2020

Streams Of Whiskey

Già dal primo disco dei Pogues le capacità compositive di Shane MacGowan dispiegano tutta la loro potenzialità per quanto riguarda l'ironia, il disincanto e la gioia di vivere, o trascorrere, un'esistenza votata al qui e ora. Viene chiamato in causa un riferimento letterario imprescindibile, uno dei più importanti autori irlandesi, il Brendan Behan che ha a che fare anche con la riproposizione di "The Auld Triangle" nello stesso LP, una canzone compresa nel suo lavoro teatrale "The Quare Fellow", del 1954.




Sognai di incontrare Behan
Gli strinsi vigorosamente la mano e trascorremmo gran parte della giornata
Quando fu interrogato sul suo punto di vista
Per quanto riguarda la croce delle filosofie sulla vita
Non ebbe da dire altro che queste poche chiare e semplici parole
Me ne andrò, me ne andrò
Da qualunque parte soffi il vento
Me ne andrò, me ne andrò
Dove scorrono fiumi di whiskey

Ho imprecato, spergiurato
Sono evaso e son finito in prigione
La vita spesso ci ha provato a costringermi
Ma il cappio era sempre lasco
E ora che ho un gruzzoletto
Me ne andrò giù a Chelsea
Ci entrerò sulle mie gambe
Ma uscirò sdraiato a pancia in sù

Me ne andrò, me ne andrò
Da qualunque parte soffi il vento
Me ne andrò, me ne andrò
Dove scorrono fiumi di whiskey

Oh le parole che disse
Mi sembrarono la più saggia delle filosofie
Non si guadagna mai nulla
Da quel qualcosa di umido che chiamano una lacrima
Quando il mondo è troppo scuro
E ho bisogno di una luce dentro me
Me ne entro in un bar
E mi bevo quindici pinte di birra

Me ne andrò, me ne andrò
Da qualunque parte soffi il vento
Me ne andrò, me ne andrò
Dove scorrono fiumi di whiskey
Dove scorrono fiumi di whiskey
Dove scorrono fiumi di whiskey