In tedesco "übersetzen" è tradurre, ma anche traghettare; questa "strana barca" vuole quindi trasportare parole da una sponda all'altra di lingue diverse, sperando che non risentano troppo della traversata.
“Haunted” fu il contributo dei Pogues alla colonna sonora
del film “Sid and Nancy” di Alex Cox, del 1986. La canzone, cantata
originariamente dalla bassista Cait O’Riordan, fu poi incisa da Shane MacGowan
con Sinead O’Connor.
White
City è una zona di Londra che un tempo ospitava un cinodromo.
In
questo lamento per come la sua amata Londra sia andata in malora, MacGowan
ricorda la vecchia pista di levrieri di White City, dove “gli irlandesi e i
mangiarane venivano a scommettere sui cani” e immancabilmente perdevano le loro
camicie.
"here
the paddies and the frogs came
to gamble on the dogs..."
“Paddy”
è il gergo britannico per definire gli irlandesi; ‘Frog’ è il gergo britannico
per i francesi. La combinazione di questi due termini dà vita a un meraviglioso
gioco di parole.
Nelle
corse dei cani, un coniglio meccanico “corre” lungo la pista per dare ai cani
qualcosa da inseguire.
White City
Qui una torre risplendente di luce
Un tempo si ergeva scintillante nella notte
Dove ora ci sono solo le macerie nella buca
Lì lrlandesi e “mangiarane”
Venivano a giocare d'azzardo puntando sui cani
Venivano a puntare sui cani non molto tempo fa
Oh, le matrici dei biglietti strappati
Da centomila tazze
Ora lavate via con i sogni morti nella pioggia
E i parcheggi che stanno sorgendo
E stanno buttando giù i pub
Ed è solo un altro dannato giorno di pioggia
Oh, dolce città dei miei sogni
Di velocità, abilità e schemi
Come Atlantide, sei sparita dalla circolazione
E la lepre sul filo
è stata bruciata sulla tua pira
Come il cane nero che un tempo correva fuori dalla
gabbia due
Un grande orologio a due facce è appeso sopra le porte centrali di Clerys in O'Connell Street. “Sotto l'orologio di Clerys” è un noto appuntamento, sia per i dublinesi che per i visitatori provenienti dalla campagna, ed è famoso nella cultura della città come luogo in cui iniziano molte storie d'amore.
Il 23 settembre 1987, i Radiators suonarono per la prima volta in pubblico Under Clery's Clock. La band si era riunita per un concerto unico nel nightclub Hawkins di Dublino per raccogliere fondi per l'AIDS.
Under Clery's Clock era nello stesso momento parte del suo tempo e in anticipo sui tempi. Scritta da Phil Chevron, condensava in sole 117 parole sia il suo isolamento di omosessuale cresciuto a Dublino negli anni '60 e '70 sia, a differenza di molte altre canzoni gay dell'epoca che ambivano a fare coming out o a sfuggire alla violenza omofoba, l'aspirazione a un'epoca di vera uguaglianza: “Tutto ciò che voglio è abbracciarmi / Sotto al lampione / Proprio come fanno gli altri amanti”.
Ed era confortevolmente irlandese, addirittura dublinese: non solo Clery's (scomparso) e il suo famoso orologio (ancora lì) o l'ultimo autobus per An Lár, ma anche Burgh Quay (e i bagni pubblici, ora scomparsi, che erano stati un luogo di ritrovo per uomini gay).
Dal
verso “I grew to be a man, I learned to love the virtues of sweet Sally
MacLennane” si potrebbe evincere che il titolo della canzone si riferisca al
fascino muliebre di una bellezza locale, invece pare che “Sally MacLennane”
(canzone pubblicata dai Pogues su “Rum, Sodomy and the Lash” nel 1985) sia una
bevanda a base di Stout, ovvero un particolare tipo di birra scura. Il testo
per altro ha come protagonisti non la “signora” del titolo ma il narratore e il
suo amico Jimmy, laddove quest’ultimo decide di avventurarsi per il vasto
mondo, mentre il primo resta al paese e diventa barista del pub locale. Al
ritorno Jimmy apprende della morte di molti avventori, e anziché spaventarsi,
incuriosito dal “treno su cui erano saliti”, beve fino a strozzarsi, seguendo
la stessa sorte.
Ok,
questa potrebbe essere un'affermazione un po' azzardata e si tratta più di una
questione di “interpretazione” che di identificazione, che è ciò che si trova
per lo più in The Parting Glass. Ma... dato il titolo di questo disco e la
piega lirica di “Old Main Drag”, vale forse la pena di considerare la natura
dell'“armonica” suonata da Jimmy. Ovviamente, potrebbe trattarsi dello
strumento, noto anche come “organo a bocca”, che si suona soffiando o aspirando
aria attraverso di esso. Data questa realtà, non sorprende che il termine sia
stato utilizzato anche per indicare l'organo sessuale maschile. Se questa
lettura è corretta, allora potrebbe essere un modo per “placare gli animi”
degli psicopatici e degli uomini arrapati del bar, e potrebbe anche spiegare le
espressioni felici del mattino dopo.
Where the elephant man broke strong men's necks
When he had too many powers...
In
A Drink with Shane MacGowan (2001,
Grove Press, ISBN 0-821-3790-3, p. 42), Shane racconta quanto segue: “L'uomo
elefante di quella canzone era un tipo in carne e ossa, che veniva al pub di
Dagenham [la casa dello zio di Shane, dove lavorò per un po' di tempo] ed era
un tipo enorme e si lanciava in terribili risse e prendeva a schiaffi la gente;
una sera si scontrò con un altro enorme bastardo e vinse l'incontro, ma nel
frattempo si ruppe il collo. Andò in giro con un gesso intorno al collo per i
sei mesi successivi, ed è per questo che lo chiamavano l'uomo elefante. L'uomo
elefante rompe il collo agli uomini forti quando ha bevuto troppi Powers. Ovviamente whisky Powers”.
Nella
raccolta di testi “Poguetry” (Faber & Faber, ISBN 0-571-14198-6) è
“Powers”. Come vediamo nella citazione di Shane, la versione del libro è
probabilmente quella corretta, poiché “Powers” si riferisce senza dubbio al
whisky irlandese di John Powers piuttosto che ai doni soprannaturali dell'uomo
elefante.
"I'd like to
think of me returning when I can
To the greatest little boozer and to Sally MacLennane..."
Il
termine “Boozer” si riferisce a un pub in generale, non a qualche persona che
vi si trova. Data la predilezione di Shane per l'uso di riferimenti storici o
letterari per i suoi personaggi, pensavo che Sally Mac non avrebbe fatto
eccezione, ma finora non sono riuscito a trovare alcun riferimento a questa
seduttrice.
Sto
lavorando su questo riferimento per cercare di far quadrare la cronologia, ma
ho trovato una ricetta per una “Sally MacLennane Stout” per voi birrai
casalinghi là fuori, quindi “imparare ad amare le virtù della dolce Sally
MacLennane” potrebbe essere un riferimento a questo particolare tipo di stout,
che si presume sia più dolce della Guinness.
"Drink
the brown" probabilmente si riferisce alla tradizionale bitter inglese (Newcastle
Brown ad esempio).
Sally MacLennane
Beh, Jimmy suonava l’armonica nel pub dove sono
nato
La suonava dalla sera fino alle placide ore del
primo mattino
Dava sollievo all’anima dei matti e degli uomini
eccitati
E tutti apparivano molto contenti al mattino dopo
Ora, a Jimmy non piaceva il proprio posto in
questo nostro mondo
Dove l’uomo elefante rompeva il collo degli uomini
forti
Quando aveva bevuto troppi bicchieri di Powers
“Sono così triste di vedere il dolore della gente
che me ne andrò”
E prese la strada per diossaddove al mattino
Lo
accompagnammo alla stazione sotto la pioggia
Lo baciammo
mettendolo sul treno
E gli
cantammo una canzone, dei bei tempi andati
Pur sapendo
che lo avremmo rivisto ancora
Mi è triste
dire che devo seguire la mia strada
Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano
Mi
piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò
Al più
grande localino da sbronze e a Sally MacLennane
Gli anni passarono, i tempi cambiarono, diventai
uomo
Imparai ad amare le virtù della dolce Sally
MacLennane
Mi beccai urla e scherno e bevvi le birre e tornai
a casa strisciando all’alba
E finii per diventare un barista al mattino
Ho azionato la pompa della birra, mi sono beccato
i miei malumori e ho annacquato il whiskey
Ho parlato di puttane e di cavalli con gli uomini
che bevevano la Brown
Li sentivo dire che Jimmy stava facendo i soldi
lontano da qui
E qualcuno ci lasciava, diretto in cielo, senza
preavviso
Lo
accompagnammo alla stazione sotto la pioggia
Lo baciammo
mettendolo sul treno
E gli
cantammo una canzone, dei bei tempi andati
Pur sapendo
che lo avremmo rivisto ancora
Mi è triste
dire che devo seguire la mia strada
Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano
Mi
piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò
Al più
grande localino da sbronze e a Sally MacLennane
Quando Jimmy ritornò a casa, fu sorpreso di coloro
che erano dipartiti
Mi chiese tutti i dettagli del treno su cui erano
saliti
C’è gente che ha paura di schiattare, ma Jimmy
bevve fino a soffocare
E prese la strada per il paradiso al mattino
Lo
accompagnammo alla stazione sotto la pioggia
Lo baciammo
mettendolo sul treno
E gli
cantammo una canzone, dei bei tempi andati
Pur sapendo
che lo avremmo rivisto ancora
Mi è triste
dire che devo seguire la mia strada
Perciò offritemi birra e whiskey perché sto andando lontano
Mi
piacerebbe pensare che farò ritorno quando potrò
Al più
grande localino da sbronze e a Sally MacLennane
"The Sunnyside of the Street" è un brano tratto
dal quinto album dei The Pogues, “Hell's Ditch”, pubblicato nel 1990. La
canzone, composta da Shane MacGowan e Jem Finer, è una celebrazione up-tempo di
un libertino impenitente, tema frequente per il frontman e paroliere.
Una testimonianza di Jem Finer su questa canzone: "L'ho
scritta in Nuova Zelanda... camminando in una strada in ombra ho pensato
"che palle" e ho attraversato verso il lato soleggiato. Le uniche
parole che ho scritto sono state "on
the sunny side of the street". Più tardi, in Inghilterra, Shane ha
scritto il resto".
Visto il carnevale a Roma
Ho avuto le donne e libagioni
Tutto quel che riesco a ricordare ora
Sono bambinetti senza scarpe
Così ho visto il treno e ci sono salito
Con un cuore pieno d’odio e voglia di vomitare
Ora cammino, sul lato al sole della strada
Ho calpestato cadaveri a Bombay
Ho provato ad arrivare agli USA
Sono finito in Nepal
Su un tetto, privo di tutto
E seppi quel giorno
Che sarei rimasto proprio dove sono
Sul lato soleggiato della strada
Sono stato in un palazzo, sono stato in prigione
Non voglio rinascere sotto forma di lumaca
Voglio soltanto trascorrere l’eternità
Proprio qui dove sono, sul lato al sole della
strada
Mentre mia madre piangeva, fu allora che giurai
Di trattare la mia vita come tratterei una puttana
Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace with God”
è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali:
"The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e
"Galway Races."L’ultima canzone è “Galway Races”, laddove il testo
cantato da Shane MacGowan, oltre a essere più breve, differisce in alcuni punti da
quello originale.
Mentre me ne andavo a Galway Town
A cercare un po’ di svago
Il diciassette di Agosto
Con nobili pensieri
C’erano passeggeri riuniti
Alla stazione, con i loro biglietti
E gli occhi iniziaronoa brillarmi
E via, a vedere le corse
With me wack fol the do fol
The diddle idle day
C’erano passeggeri da Limerick
E altri da Nenagh
I ragazzi del Connemara
E le signorine da marito della contea di Clare
C’era gente della città di Cork
Leale, sincera e fedele Che riportò a casa i feniani prigionieri Salvandoli dalla morte in nazioni straniere
Sul disco dei Pogues “If I Should Fall From Grace
with God” è presente un "Medley" composto da tre canzoni tradizionali:
"The Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e
"Galway Races."
La prima di queste canzoni -- "The Recruiting
Sergeant" – fa riferimento alle pratiche di reclutamento degli Inglesi
durante la Prima Guerra Mondiale. La versione dei Pogues non si distanzia dal
testo di quella tradizionale.
“Kaki” si riferisce all’uniforme dell’esercito
britannico (che a quel punto aveva abbandonato la “giubba rossa”). A seguito
del disastro della prima battaglia di Ypres, fu nominato Segretario di Stato
alla Guerra Lord Kitchener, il quale riuscì a fare adottare la coscrizione
obbligatoria. Il proclama citato nel testo è la chiamata alle armi di Kitchner.
A un certo punto, le Fiandre erano uno stato
indipendente europeo, confinante con il Mare del Nord. Durante la Prima Guerra
Mondiale, l’invasione della Francia avvenne attraverso il Belgio, violando la
neutralità di quest’ultimo; nei paesi alleati, resoconti di atrocità tedesche,
e appelli a vendicare l’assalto al Belgio furono strumenti efficaci per il reclutamento
e armi di propaganda. La prima e la seconda battaglia di Ypres furono
combattute nelle Fiandre. Nella prima l’esercito inglese formato da
professionisti fu battuto dalle forze tedesche, superiori per numero.
Entrambe le battaglie sono degne di nota, non da
ultimo per l'enorme numero di vittime inflitte. La Prima Battaglia di Ypres
segnò l'inizio della guerra di trincea così caratteristica della Prima Guerra
Mondiale e, insieme ad essa, l'inizio di un'aggressiva opera di reclutamento da
parte degli inglesi. La Seconda battaglia di Ypres vide il primo uso di armi
chimiche nella guerra.
La “lotta da combattere a Dublino” probabilmente è
riferita alla Rivolta di Pasqua del 1916. La maggior parte dei corpi ufficiali
dell’Esercito Britannico era costituita da inglesi; gli irlandesi erano
considerati utile carne da cannone piuttosto che soldati in grado di esercitare
il comando.
Me ne andavo per la strada
Spensierato come un’allodola
Quando un sergente reclutatore mi approccia
E mi fa “staresti proprio bene in kaki,
sai, il Re ha bisogno di uomini
Vieni, leggi questo proclama
Una vita nelle Fiandre e poi
Avresti una bella vacanza”
“Può anche essere”, gli dico io
“ma dimmi un po’ caro il mio sergente
Se avessi uno zaino attaccato alla schiena
Sarei così contento e di buon umore?
Perché ci vogliono addestramento ed esercitazioni
Prima di raggiungere i francesotti
Sarà anche caldo nelle Fiandre
Ma c’è pieno di spifferi nelle trincee.”
Il sergente sorrise
e strizzò l’occhio
Un sorriso molto
irritante
Giocherellava coi
suoi baffetti e se li attorcigliava
E mi fece, “Lo so
che stai solo scherzando,
Ché i sacchi di
sabbia son caldi e alti
E il vento non lo
sentirai proprio”
Nel mentre faccio l’occhiolino
a una ragazzina che passa
E gli dico “E come
la mettiamo se nevica?”
Che venga pioggia o
grandine o vento o neve
Io nelle Fiandre
non ci vado
C’è una lotta da
combattere a Dublino
I vostri sergenti e
comandanti se ne possono andare
Che le guerre
inglesi le combattano gli uomini inglesi
The
Parting Glass" è una canzone tradizionale scozzese, spesso cantata alla
fine di un raduno di amici. Diffusa anche in Irlanda, dove continua a essere
popolare, influenzando fortemente il modo in cui è cantata ai giorni nostri.
Il
“bicchiere del commiato”, o “coppa della staffa”, era l’ultimo gesto di ospitalità offerto a un ospite in
partenza. Una volta che l’ospite era montato in sella, gli veniva porta un’ultima
bevanda per fortificarlo nel suo viaggio. Questa usanza era praticata in
diversi paesi.
La
prima versione stampata nota risale agli anni settanta del millesettecento, in
forma di volantino, e la prima apparizione su un volume fu in “Ancient and
Modern Scottish Songs, Heroic Ballads, etc., di Herd. Una prima versione è
stata attribuita a Sir Alex Boswell, e il testo è indubbiamente più antico
della sua comparsa in forma di volantino, essendo registrato nello Skene Manuscript, una raccolta di arie
scozzesi scritte in varie date comprese tra il 1615 e il 1635.
Di tutti i soldi che ho mai avuto
Li ho spesi in buona compagnia
Oh e tutto il male che ho fatto,
Ahimé, non fu rivolto ad altri che a me stesso
E tutto ciò che ho fatto per mancanza di buon
senso
Alla memoria ora non mi sovviene
Per cui riempimi il bicchiere della staffa
Buona notte e gioia sia a voi tutti
E allora riempitemi il bicchiere del commiato
E auguriamo salute qualunque cosa accada
E poi libiamo gentilmente e con dolcezza auguriamo
Buona notte e gioia a tutti voi
Tutti i compari che ho avuto
Si sono dispiaciuti della mia partenza
E tutte le fidanzate che ho avuto
Avrebbero desiderato che restassi ancora un giorno
Ma siccome il mio destino ha deciso
Che io mi levi e voi no
Mi alzerò cortesemente e vi augurerò dolcemente
Buona notte
e gioia a tutti voi
E allora riempitemi il bicchiere del commiato
E auguriamo salute qualunque cosa accada
E poi libiamo gentilmente e con dolcezza auguriamo
Da "If I Should Fall from Grace with God" (1988). Scritta da Shane MacGowan con Jem Finer, è la
storia di un immaginario cavallo così chiamato, che va a conquistare la
Cheltenham Gold Cup, facendo vincere una grande somma di denaro al narratore,
il quale aveva scommesso sull’animale a dispetto delle scarse probabilità di
successo. Secondo MacGowan era “il tipo di strano e impossibile nome che vince
sempre una corsa”. Il brano, con una musica che sembra un cavallo al galoppo,
descrive tutta la gioia di una vittoria, ma anche di un momento di totaleeuforia, presumibilmente dopo tanta sfortuna.
Mano a mano che l’esultanza procede, i versi della canzone sfociano in immagini
quasi oniriche e deliranti, come se la felicità non riuscisse più a esprimersi
nella realtà, e la Bottiglia di Fumo sembra diventare una sorta di sostanza
stupefacente o di bevanda inebriante, che avvolge tutto e tutti nell’estasi
della vittoria.
Ringraziamenti e lodi, lodi a Gesù
Ho scommesso su Bottiglia di Fumo
Sono stato all’inferno e alle corse
Per scommettere su Bottiglia di Fumo
In un giorno sereno, sotto un cielo radioso
È uscito fuori sulla sinistra come un lampo di
luce
Come una scopata ubriaca un sabato sera
È balzato fuori Bottiglia di Fumo
Venti-cazzo-cinque a uno
I miei giorni da scommettitore son finiti
Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”
E il mio cavallo ha vinto!
Domande dei gestori, rapide e incandescenti
Ho scelto Bottiglia di Fumo
Accertamenti e congetture
Ho scommesso su Bottiglia di Fumo
Fanculo i gestori, un viaggio a Lourdes
Forse concederà a quei vecchi stronzi il bene della
vista
Urla e confusione e chi salta e chi stoppa e chi
chiama gli sbirri
Ma io ho sempre i soldi che mi luccicano in mano
Venti-cazzo-cinque a uno
I miei giorni da scommettitore son finiti
Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”
E il mio cavallo ha vinto!
Yee-haw
Gli allibratori imprecano, i veicoli si ribaltano
Ho azzeccato Bottiglia di Fumo
I vetri si appannano, i vascelli scoppiano
Ho avuto Bottiglia di Fumo
Ho allungato un cinquantone alla moglie
E a ogni moccioso una banconota da cinque nuova di
zecca
Perché mi lasciassero in pace sabato sera
Quando ho azzeccato Bottiglia di Fumo
Venti-cazzo-cinque a uno
I miei giorni da scommettitore son finiti
Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”
E il mio cavallo ha vinto!
Sacerdoti e vergini, ubriachi come pagani
Hanno preso la bottiglia di fumo
Peccati perdonati e celebrazioni
Hanno preso la bottiglia di fumo
Fotti gli Yankees e beviti le loro mogli
La luna è limpida, il cielo è luminoso
Sono felice come merda di cavallo
È sbucato fuori Bottiglia di fumo
Venti-cazzo-cinque a uno
I miei giorni da scommettitore son finiti
Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”
E il mio cavallo ha vinto!
Fuori dai coglioni, bastardi!
Venti-cazzo-cinque a uno
I miei giorni da scommettitore son finiti
Ho scommesso su un cavallo chiamato “Bottiglia di Fumo”
"Down the alley the icewagon flew
Picked up a stiff that was turning blue..."
Il primo verso è qui probabilmente preso in prestito dal
classico di Bo Diddley “Who Do You Love”.
"Father McGreer buys an ice cold beer
And a short for Father Loyola
Father Joe's got the clap again
He's drinking Coca-Cola
Down on Rain Street..."
Credo che questo sia uno dei miei versi preferiti nel
repertorio di Shane. Mi figuro i tre sacerdoti seduti al bar, due che ordinano
bevande alcoliche, con la probabilità di beccarsi qualche sguardo di benevolo
rimprovero dai passanti, mentre il terzo siede sorseggiando la sua Coca Cola,
risultando, almeno all’apparenza, il prete modello (mentre nel contempo soffre
di gonorrea).
"Bless me father I have sinned
I got pissed and I got pinned..."
Nel sacramento cattolico della confessione, il penitente si
approccia dichiarando “mi benedica padre perché ho peccato, sono passati “X”
giorni dalla mia ultima confessione …” : qui “pissed” sta per ubriacarsi e
“pinned” è una espressione usata dai tossicodipendenti per l’assunzione di
eroina (apparentemente un riferimento all’effetto della droga sulle pupille di
una persona, che divengono sottili come capocchie di spillo).
There's a Tesco on the sacred ground
Where I pulled her knickers down
While Judas took his measly price
And St. Anthony gazed in awe at Christ..."
"Tesco" è una grande catena di supermercati in
Irlanda; "knickers" è la parola usata nell’inglese britannico
(diversamente dall’ American English che prevede “panties”) per le mutande da
donna.
Giuda naturalmente fu l’apostolo che per 30 denari (Matteo,
xxvi: 14, 15) tradì Gesù avviando il processo che portò alla crocifissione. Sant’ Antonio è il patrono degli oggetti
perduti.
"I took my Eileen by the hand
Walk with me was her command..."
C’è una canzone irlandese tradizionale chiamata "Where
My Eileen is Waiting" che Johnny McEvoy registrò con un certo successo.
Continuando con "Rain Street" ...
"I dreamt we were walking on the strand
Down Rain Street..."
Lo Strand si trova a Londra, tra Aldwych e Traflgar Square, una
zona piuttosto esclusiva nella city. Ma potrebbe anche indicare una spiaggia.
Ognuna delle due accezioni potrebbe funzionare.
La campana della chiesa rintocca un vecchio ubriaco canta
Una ragazza impegna la sua fede nuziale
Giù in Rain Street
Lungo il viale correva il carro del ghiaccio
Raccolto un cadavere che stava diventando blu
Il ragazzini del posto sniffavano colla
Non c’è molto altro per un ragazzotto da fare
Giù in Rain Street
Padre McGreer ordina
una birra ghiacciata per sé
E uno shottino per padre Loyola
Padre John beve Coca-Cola
Giù in Rain Street
Mi benedica padre, perché ho peccato
Mi sono ubriacato e mi sono drogato
E Dio non può fare niente per lo stato in cui sono
Giù in Rain Street
C’è un Tesco sul terreno consacrato
Dove le tirai giù le mutandine
Mentre Giuda riscuoteva il suo meschino compenso
E sant’Antonio in ammirazione fissava lo sguardo su Cristo
"Rake at the Gates of Hell" è una canzone dei Pogues scritta
da Shane MacGowan e pubblicata sulla colonna sonora di "Straight to Hell", pellicola
del 1987 diretta da Alex Cox.
Sarò con loro, addormentati o sognanti
Sarò là quando si sveglieranno urlando
Nell’ora della morte li curerò
Per avere un momento in più per maledirli
Guarderò i vermi uscire da loro strisciando
Ascolterò gli angeli chiamare sopra di loro
Li guarderò mentre l’aria fredda li risucchia
Giù all’inferno, buona notte buona fortuna
Poi se qualcuno dovesse scappare sopra di me
Supplicherò e imbroglierò fino a farli fidare di
me
Sull’album “If I Should Fall…“ i Pogues incisero questa
canzone in un "Medley" composto da tre brani tradizionali: "The
Recruiting Sergeant," "Rocky Road to Dublin," e "Galway
Races."
"The Recruiting Sergeant" si riferisce alle
pratiche di reclutamento degli inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. “Kaki” era il colore dell’uniforme dell’esercito
britannico. Successivamente al disastro della prima battaglia di Ypres, Lord Kitchener
fu designato Segretario della Guerra con il compito di accrescere l’esercito
inglese. Il Proclama fa riferimento alla chiamata di Kitchener rivolta ai
volontari.
In Belgio, le Fiandre furono teatro di combattimenti con grandi
perdite, tra cui le due battaglie di Ypres, che spinsero appunto a incrementare
l’arruolamento, mentre invece la “lotta da combattere a Dublino” fa
probabilmente riferimento alla “Rivolta di Pasqua” del 1916.
Ufficiali e sottufficiali dell’esercito britannico erano in
gran parte inglesi. Gli irlandesi erano considerati utile carne da cannone
piuttosto che condottieri.
Secondo una antica leggenda tedesca, una bella fanciulla dal
nome di Lorelei si gettò disperata nel fiume Reno per un amante infedele. Dopo la
sua morte fu trasformata in una sirena, che poteva essere udita cantare di
quando in quando su una roccia lungo il Reno, vicino alla località di Sankt Goar. Il suo canto ipnotico adescava i marinai
conducendoli alla morte. La leggenda si fonda su una roccia con quel nome, la
quale produce un eco, situata vicino a Sanktgoarshausen, in Germania.
Nel 1989
Philip Chevron scrive, ispirandosi alla leggenda, questa canzone che apparirà
su “Peace and Love” e che si avvale ancora una volta della preziosa voce di
Kirsty McColl.
Mi raccontasti storie di amore e gloria
Le stesse vecchie canzoni tristi, la stessa antica
storia
La
canzone Fiesta, scritta da Shane MacGowan e Jem Finer per l’album “If I Should
Fall from Grace with God”, ha un testo molto particolare che comprende diverse
parti in una lingua spagnola, a tratti anche approssimativa. Per la sua
interpretazione mi sono basato sull’analisi riportata sul prezioso sito The
Parting Glass: An Annotated Pogues Lyrics Page, che traduco quasi
integralmente.
"I am Franciso Vázquez García
I am welcome to Almeria..."
Almería è una provincia nel Sud della Spagna lungo la costa
del Mediterraneo. I Pogues vi trascorsero un periodo durante le riprese del
film "Straight
to Hell," di Alex Cox. Jem Finer a tale riguardo: "Avendo passato
una settimana in Almeria, in un albergo vicino alla fiesta, la cacofonia del
luna park mi rimase impressa in testa. Le due alternative erano infliggerla al
resto del mondo o impazzire."
"We have sin
gas and con leche
We have fiesta and feria..."
"Sin gas" sta per "senza gas" e
"con leche" significa "con latte" ed entrambi i termini si
riferiscono a bevande: il primo è abbreviazione di "agua sin gas" e
il secondo è una forma breve di "cafe con leche" ovvero caffè con
latte.
Una "feria" è la "fiera" in spagnolo.
"We have the song of the chochona
We have brandy and half corona..."
Uno dei premi che si possono vincere a una fiera (in
lotterie, estrazioni, tiro a segno) era una bambola chiamata "muñeca
chochona" ('muñeca' significa 'bambola'), sebbene "chochona" di
per sé sia fondamentalmente una parola senza senso (vale a dire priva di
significato ma aggiunta per l’effetto sonoro):
"There is a
minstrel there you see,
And he stoppeth one in three
Questo verso presenta un forte parallelismo con i versi di
apertura dell’opera di Coleridge "Rime
of the Ancient Mariner." Li
riportiamo:
It is an ancient
Mariner,
And he stoppeth one of three.
By thy long grey beard and glittering eye,
Now wherefore stopp'st thou me?
Il
marinaio (ancient mariner) sceglie il narratore che sta andando a partecipare a
un matrimonio. A proposito di tale poema, il metro e alcune delle immagini
sembrano ricorrere anche in "Turkish Song of
the Damned."
"El veintecinco de agosto
Abrio sus ojos Jaime Fearnley
Para el bebe cinquante gin campari
Y se tendio para cerrarlos..."
Non curandosi di alcuni scivoloni grammaticali, questi versi
potrebbero essere tradotti come segue:
"Il 25 di Agosto
James Fearnley ha aperto gli occhi
Per bere cinquanta gin campari
E si è sdraiato per chiuderli "
Il festival annuale di Almeria festival dura nove giorni e
si tiene l’ultima settimana di Agosto. È famoso per le prodigiose quantità di alcol
consumata dai frequentatori . L’intera strofa è basata su alcuni versi della
poesia di Federico Garcia Lorca intitolata "El emplazado":
"El veinticinco de junio
Abrío sus ojos Amargo,
y el veinticinco de agosta
se tendío para cerrarlos..."
La poesia descrive come il 25 giugno ("el veintecinco
de junio") Amargo ode voci che profetizzano che egli sarà morto nel giro
di due mesi. Il 25 di agosto apre gli occhi, e quindi muore.
"Y Costello el rey de America
Y suntuosa Cait O Riordan..."
The Pogues andarono in tour con Elvis Costello nei primi
anni e quest’ultimo produsse sia "Rum,
Sodomy, and the Lash" sia "Poguetry
in Motion", e in tali occasioni conobbe la magnifica ("suntuosa")
Cait O'Riordan, la bassista originaria dei Pogues. Durante le riprese erano
tutti in Almería sul set di "Straight to Hell. In 1986 Costello pubblicò
il suo album "King of America" ("el rey de America").
"No rompere mis calliones
Los gritos fuera de las casas..."
Il primo verso è un italiano maccheronico e il secondo
andrebbe letto come “le urla fuori dalle case”.
Sono Francisco Vasquez Garcia
Son benvenuto in Almeria
Abbiamo sin gas e con leche
Abbiamo fiesta e feria
Abbiamo la canzone della chochona
Abbiamo brandy e mezza corona
E Leonardo e la sua fisarmonica
e calamari e maccaroni
Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi
E signore che amate la bella vita
Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo
L’Almeria ancora una volta
C’è un menestrello, là lo vedi,
e ne ferma uno di tre
E nell’orecchio di questo gli sussurra
“Mi vorresti cortesemente uccidere quella bambola?”
Ora ha vinto chochona alla lotteria
E tutta la città ha guardato quel pazzo gringo
Staccare la testa alla bambola ridendo
E – miraldo! – lanciarne il corpo in mare
Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi
E signore che amate la bella vita
Dobbiamo dire Adios! Fino a quando non rivedremo
L’Almeria ancora una volta
El vienticinco de agosto
Abrio sus ojos Jaime Fearnley
Pero el bebe cinquante Gin-campari
Y se tendio para cerrarlos
Y Costello el rey del America
Y suntuosa Cait O Riordan
Non rompere mes colliones
Los gritos fuera de las casas
Accorrete tutti voi sconclusionati ragazzi voluttuosi
Della canzone, il cui titolo fu ispirato dal singolo “The
Turkey Song” del gruppo The Damned, MacGowan ha detto:
“Racconta di un tizio su un’isola turca il quale ha abbandonato
una nave affondante con tutti i soldi e i suoi compagni sono andati sotto. Non
sono completamente sicuro di ciò – è inquieto e perseguitato e danza con questa
musica turca che gli risuona incessantemente nel cervello – e passa il tempo
ballando e bevendo. Poi ritorna il suo migliore amico, e l’equipaggio, per
trascinarlo giù all’inferno o dovunque essi si trovino. Ma lui sapeva che
sarebbe successo, e stava aspettando.”
È cantata in prima persona dal “migliore
amico”, con forme arcaiche che – insieme con occasionali e intelligenti “furti”
da lavori come “The Rime of the Ancient Mariner” - contribuiscono all’impronta folcloristica
della canzone. Sono molteplici i prestiti dalla mitologia marinaresca celtica,
ricca di storie di pirati (non)morti e capitani immortali. Il debito è però
riscattato da un servo, che tipicamente è già morto e porta un’ombra sulla
schiena (nel senso di una maledizione) ed è mandato a riscuotere da chiunque
non abbia ancora pagato, sia esso vivo o morto. Alla mitologia celtica risale
anche la “donna con un pettine in mano”, che si riferisce alla Banshee, un tipo
di spirito del mondo delle fate irlandese (o scozzese), la quale avvisa le
persone di una morte imminente cantando una canzone di lutto e tipicamente
porta con sé un pettine d’argento.
Arrivo dall’inferno stanotte vecchio amico
Attraverso il mare imputridito
Né i chiodi della croce
Né il sangue di Cristo
Può venirti in soccorso stanotte
I morti sono venuti a riscuotere un debito da te
Stanno fuori dalla tua porta
Quattro volte venti più tre
Hai fatto la guardia per il vento dell’uomo morto?
Hai visto la donna con il pettine nella mano?
Piangere e urlare sulla parete alla spiaggia
Mentre danzavi sulla musica della canzone turca
del dannato
Ti ricordi quando la nave affondò
E mi lasciasti sul ponte
Il cadavere del capitano saltò su
E mi gettò le braccia al collo
Perché per tutti questi anni l’ho avuto alle
costole
Neanche tutti i tuoi soldi possono pagare questo
debito
E mentre sto qui seduto a parlarti vedo la tua
faccia sbiancare
Da Rum Sodomy and the Lash (1985). La canzone vede un nazionalista
irlandese passare in rassegna la sua vita passata; nei dettagli il protagonista
fu coinvolto nella Guerra Civile di Spagna - John McCormack e Richard Tauber erano
famosi tenori di quell’epoca – e Frank Ryan fu un membro dell’IRA che guidò
volontari irlandesi contro le truppe di Franco - le 'fottute camicie nere' che
conducevano i treni della morte.
Dopo la guerra il protagonista
cade nell’alcolismo (la seconda strofa descrive un pazzo scontro ubriaco a
Londra) e muore di una classica morte gaelica, furiosa e appassionata fino all’ultimo
- Cloughprior, in questo caso si riferisce a un cimitero nella contea di Tipperary.
Nel contempo viene tracciato un
parallelo con la vita di Cúchulainn - eroe irlandese nato sotto una cattiva
stella - un grande guerriero che in battaglia era animato da rabbia
inestinguibile e che, quando la sua forza infine fu scemata, si legò a una
roccia per fronteggiare i propri nemici, al fine di morire in piedi; una eco
del ribelle amore del protagonista per la libertà.
Shane MacGowan ha spiegato che visse
per qualche tempo nel Pub irlandese di suo zio a Essex e lì trovò ispirazione
da un agglomerato di personaggi che lo frequentavano – principalmente ubriaconi
– che raccontavano dozzine di storie del passato, tra cui i vari aneddoti
descritti nel testo.
McCormack e Richard Tauber stanno cantando presso
il letto
C’è un bicchiere di punch sotto ai tuoi piedi e un
angelo alla tua testa
Ti serve ancora una goccia di veleno e sognerai di
terre straniere
Quando ti sei pisciato addosso a Francoforte e ti
sei beccato la sifilide giù a Colonia
E sentisti sferragliare i treni della morte mentre
giacevi là tutto solo
Frank Ryan ti offrì del whiskey in un bordello di
Madrid
E mandasti al tappeto qualche fottuta camicia nera
che stava insultando i giudei
Al letto in cui Cuchulainn giace in malattia, ci
inginocchieremo e diremo una preghiera
E i fantasmi sbatacchiano contro la porta e il
diavolo è sulla sedia
E nella Euston Tavern gridasti che era il tuo
turno
Ma non ti volevano servire così buttasti spaccasti
le finestre
Ti portarono fuori in istrada e ti presero a calci
in testa
Così rientrasti attraverso una porta sprangata per
rifare tutto da capo
Al letto in cui Cuchulainn giace in malattia, ci
inginocchieremo e diremo una preghiera
E i fantasmi sbatacchiano contro la porta e il
diavolo è sulla sedia
Ti ricordi quella serata terribile, quando udisti ululare le banche?
C’erano dei pigri bastardi ubriachi che cantavano"Billy
In The Bowl"
Ti portarono alla messa di mezzanotte e ti
piantarono in asso
Così mettesti un bottone nel piatto delle offerte
e vomitasti in chiesa
Ora canti una canzone di libertà per neri e
pakistani e scozzesi
E ti prenderanno da questa discarica in cui sei e
ti infileranno in una cassa
Poi ti porteranno a Cloughprior e ti spaleranno
terra addosso
Ma tu tirerai fuori la testa per urlare “ci faremo
un altro giro”
Intorno alla tomba di Cuchulainn, ci
inginocchieremo per pregare
E Dio sta nel suo paradiso, e Billy è giù alla
baia
Fin dal primo disco, “Red Roses for Me” del 1984
emerge l’approccio tipico della band di mischiare canzoni tradizionali e
ballate con i “Gutter Hymns” (inni dei bassifondi) del frontman Shane MacGowan,
canzoni che parlano di bevute, risse e sesso. Un testo che ben rappresenta
questo stile è “The Boys from County Hell”, dove un balordo ci avverte di stare
alla larga da lui e dalla sua ghenga, dipingendo con parole forti un quadro
inquietante, in cui il padre era un membro del partito fascista irlandese, la
madre tenutaria di bordello, il fratello uno dei partecipanti allo spietato
massacro di civili avvenuto a My Lai all’epoca della guerra in Vietnam, e lui e
i suoi compari sventrano gli avversari.
Ma forse le sue minacce di violenza sono solo l’atteggiamento
di uno spaccone, che dopo aver raccontato di aver conciato il padrone per le
feste ci dice che non sa più se quel ricordo sia reale o frutto di un sogno.
Il primo giorno di Marzo, pioveva
Pioveva peggio di quanto avessi mai visto
Bevetti dieci pinte di birra e maledii tutta la
gente che c’era
E sperai che tutta quella pioggia smettesse di
cadermi addosso
E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere
E madre svegliami presto domattina
All’epoca lavoravo sotto padrone
E il padrone era il peggior bastardo che si fosse
mai visto
E perdere un solo penny lo avrebbe fatto soffrire
orrendamente
Ed era una miserabile chiavica e un figlio di
cagna bastarda
E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere
E madre svegliami presto domattina
Mi ricordo che ci prendemmo cura di lui una
Domenica
Lo portammo sul retro e gli spaccammo le palle,
cazzo
E forse era un sogno e forse era realtà
Ma tutto quel che so è che lasciai il posto senza
un penny o ‘fanculo tutto
E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere
E madre svegliami presto domattina
Ma ora ho la più incantevole delle verande
Me ne sto seduto a guardare i tossici, gli
ubriaconi, i magnaccia e le bagasce
Cinque bottiglie verdi giacciono per terra
E Cristo come vorrei, Cristo come vorrei averne
altre quindici
E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere
E madre svegliami presto domattina
E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere
E madre svegliami presto domattina
Io e i ragazzi siamo ubriachi e ti stiamo cercando
Ti mangeremo le fottute viscere e non ce ne
importa un accidente
Mio padreera una camicia blu e mia madre una tenutaria
Mio fratello si guadagnò le sue medaglie al
massacro di My Lai
E prestami dieci sterline, ti offrirò da bere
E madre svegliami presto domattina
Il primo giorno di Marzo, pioveva
Pioveva peggio di quanto avessi mai visto
Resta dall’altra parte della strada perché non si
può mai dire
Siamo assetati come una ghenga di diavoli, siamo i
ragazzi della Contea Hell
Il grande fiume Shannon, il maggiore dell’isola di
Irlanda, viene celebrato in questa canzone d’amore e di tempi andati, scritta
da Shane MacGowan per l’album “If I Should Fall From Grace With God” e maestosa
come il corso d’acqua stesso.
L’ultima volta che ti vidi fu giù dai Greci
C’era Whiskey di domenica e c’erano lacrime sulle
nostre guance
Mi cantasti una canzone pura come la brezza
Sulla strada che porta a Glenaveigh
Mi sedetti per un poco presso la croce a Finnoe
Dove i giovani amanti si incontravano quando
sbocciavano i fiori
Sentivo gli uomini tornare a casa dalla fiera di
Shinrone
I loro cuori a Tipperary ovunque essi vadano
Prendi la mia mano, e asciugati le lacrime piccola
Prendi la mia mano, dimentica le tue paure
Non c’è dolore, non c’è più dispiacere
Sono tutti svaniti, tutti andati con gli anni
Sedetti per un po’ presso il buco nel muro
Trovai una lattina arrugginita e una vecchia palla
da Hurling
Udii dare le carte e recitare il rosario
E un violino che suonava “Sean Dun na ngall”
E la prossima volta che ti vedrò sarà giù dai
Greci
Ci saranno Whiskey di domenica e lacrime sulle
nostre guance
Perché è stupido ridere ed è inutile strillare
Per una lattina arrugginita e una vecchia palla da
Hurling
Così camminai, mentre il giorno albeggiava
Dove gli uccellini cantavano e le foglie stavano
cadendo
Dove una volta guardammo attraccare le barche a
remi
Già dal primo disco dei Pogues le capacità compositive di Shane MacGowan dispiegano tutta la loro potenzialità per quanto riguarda l'ironia, il disincanto e la gioia di vivere, o trascorrere, un'esistenza votata al qui e ora. Viene chiamato in causa un riferimento letterario imprescindibile, uno dei più importanti autori irlandesi, il Brendan Behan che ha a che fare anche con la riproposizione di "The Auld Triangle" nello stesso LP, una canzone compresa nel suo lavoro teatrale "The Quare Fellow", del 1954.
Sognai di incontrare Behan Gli strinsi vigorosamente la mano e trascorremmo gran parte della giornata Quando fu interrogato sul suo punto di vista Per quanto riguarda la croce delle filosofie sulla vita Non ebbe da dire altro che queste poche chiare e semplici parole Me ne andrò, me ne andrò Da qualunque parte soffi il vento Me ne andrò, me ne andrò Dove scorrono fiumi di whiskey
Ho imprecato, spergiurato Sono evaso e son finito in prigione La vita spesso ci ha provato a costringermi Ma il cappio era sempre lasco E ora che ho un gruzzoletto Me ne andrò giù a Chelsea Ci entrerò sulle mie gambe Ma uscirò sdraiato a pancia in sù
Me ne andrò, me ne andrò Da qualunque parte soffi il vento Me ne andrò, me ne andrò Dove scorrono fiumi di whiskey
Oh le parole che disse Mi sembrarono la più saggia delle filosofie Non si guadagna mai nulla Da quel qualcosa di umido che chiamano una lacrima Quando il mondo è troppo scuro E ho bisogno di una luce dentro me Me ne entro in un bar E mi bevo quindici pinte di birra
Me ne andrò, me ne andrò Da qualunque parte soffi il vento Me ne andrò, me ne andrò Dove scorrono fiumi di whiskey Dove scorrono fiumi di whiskey Dove scorrono fiumi di whiskey