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mercoledì 19 dicembre 2018

Jupiter and Teardrop

Ancora una canzone dall’album “Fuzzy”.



Solo una ragazza che non sa dire di no
E il suo innamorato fuori in libertà condizionata
I suoi genitori l’hanno chiamata Jupiter
Per benedirla con un’anima fortunata

Lui è un ragazzo che non piangeva mai
Quando lo chiudevano dentro
E lo soprannominarono Teardrop
Per il tatuaggio che aveva accanto al suo occhio

Ora lei dorme nel proprio letto
E lui dorme nel letto di lei
E abbiamo Jupiter e Teardrop
E sono Giove e Lacrima

Lei fa profezie via radio
Schiacciando i pulsanti per cambiare da uno spettacolo all’altro
E si fa domande sul destino
Degli amanti nel quartiere ispanico
Dopo un po’ si dimentica
Quando va a sintonizzarsi
Su “Lonely Teardrops” di Jackie Wilson
E guida ancora per un altro miglio

Ora lei dorme nel proprio letto
E lui dorme nel letto di lei
E abbiamo Jupiter e Teardrop
E sono Giove e Lacrima

E vogliono avere un bambino
Andarsi a sposare con tutti i crismi
Ma il mondo in cui vivono è meschino
Basato completamente sul rifiuto
La telefonata è per lei
Devo vederti Jupiter
Ho dei casini con la legge
Porta la mia 38

Ora lei dorme nel proprio letto
E zittisce il telefono strappando via il cavo
Ed è Jupiter e Teardrop
Ed è Jupiter e Teardrop
Ed è Jupiter e Teardrop
Ed è Jupiter e Teardrop

mercoledì 12 dicembre 2018

Fuzzy


Fuzzy è la canzone che dà il nome dell’album di debutto dei Grant Lee Buffalo. Il titolo (confuso, annebbiato) descrive assai bene la sensazione che il protagonista condivide con l’ascoltatore, raccontando della sua sensazione di abbandono e smarrimento. Ma il "fuzz" è anche l’effetto applicato alla chitarra acustica per conferire quel tocco lancinante alla melodia ricorrente che sancisce lo scorrere del viaggio.



Portami a casa, a questo edificio dei molti giorni
Deponimi semplicemente sul pavimento, duro e freddo come ardesia
Sai che lo amo più e più di prima che scappassi via
Scatena così tanti dolori, parole dolorose e piatti rotti

Ho mentito
Ora sono confuso
Mi è stato mentito

Tutto il vasto mondo è piccolo abbastanza perché noi due
Ci incontriamo sull’interstatale, aspettando un treno
E proprio dove quei grossi bracci si sollevano, innamorarsi senza neanche il tempo di dirlo

Mi piaceva…
Ora sono confuso
Ho mentito a
Ora sono confuso
Confuso adesso

Oh oh oh
Eccoci qua, nella nostra auto che percorriamo la strada
Stiamo cercando un posto per fermarci e mangiare un boccone
Siamo affamanti di un po’ di fede per rimpiazzare la paura
Lacrimiamo come un bouquet morto, non fa bene, che ne dici cara?

Ho mentito
Ora sono confuso
Mi è stato mentito
Oh oh oh