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venerdì 27 novembre 2020

What Are Their Names

 Da "If I Could Only Remember My Name" il disco solista di David Crosby, pubblicato nel 1971.




Mi chiedo chi siano
gli uomini che veramente guidano questo paese
e mi chiedo perché lo facciano
in questo modo così sconsiderato.
ditemi quali sono i loro nomi
e in quale strada vivono?
Mi piacerebbe partire di corsa questo pomeriggio
e presentare loro
uno stralcio di quello che penso
relativamente alla pace per l’umanità.
Chiedere la pace non è
un’enormità.


venerdì 21 febbraio 2020

Unbroken Chain


Il brano composto da Phil Lesh con testo di Bobby Petersen, compare su “From The Mars Hotel”. Così ne parla David Dodd, autore di “The Complete Annotated Grateful Dead Lyrics”: “Nel libro dedico una mezza colonna di note al concetto di ‘catena ininterrotta’, per lo più in qualità di costrutto teologico riguardante la trasmissione dell’autorità. Nelle liriche di Petersen, la catena ininterrotta è costituita da ‘te e me’, ma anche ‘da dolore e perle’, ‘da cielo e mare’, e ‘dal vento occidentale’. Il testo propone un’immagine dopo l’altra, e ogni immagine si stratifica sulla precedente in un accrescimento cumulativo di significato. Come avviene in una perla, forse. Per me l’immaginario e la locuzione ‘unbroken chain’ insieme agiscono di concerto dicendomi di crearmi i miei personali significati per ciò che mi circonda, che ciò derivi da perdita, dal dolore, dal mondo della natura, o dagli altri essere umani.



Pioggia luce blu
Whoa, catena ininterrotta
Cercando volti familiari
Nel vuoto del vetro di una finestra

Tentando di ascoltare il segreto
Cercando il suono
Ma riuscivo solo a sentire il predicatore
E l’abbaiare dei suoi cani

Cielo di salice
Whoa, cammino e mi chiedo perché
Dicano ama il tuo fratello
Ma lo afferrerai se ci provi
Ti fanno andare giù lungo la linea ragazzo
Ti lasciano cadere per una sconfitta
Ti cacciano fuori su una gelida ferrovia
E ti inchiodano a una croce

Novembre e oltre
Mentre aspetto il risultato
Mi dicono che il perdono
È la chiave di ogni porta
Un lento giorno invernale
Una notte che pare eterna
Affondare come un sasso
Fluttuare come una piuma

Pioggia di lillà, catena ininterrotta
Il canto della civetta acadica
Là fuori sulla montagna, ti renderà pazzo
Ascoltare l’ululare del vento

Catena ininterrotta di dolore e perle
Catena ininterrotta di cielo e mare
Catena ininterrotta del vento occidentale
Catena ininterrotta di te e me

giovedì 13 febbraio 2020

Box of Rain


Dal libro dell'autore Robert Hunter intitolato "Box of Rain": "Phil Lesh voleva una canzone da cantare al proprio padre morente e aveva composto un brano con tutte le sfumature del cantato ma a cui mancavano ancora le parole. Se mai un testo può “scriversi da solo” questo accadde in quel caso, e così  velocemente quanto la penna permetteva di scorrere sulla carta.

Da “Classic Albums: American Beauty”, un film di Jeremy Marre:
Lesh (su "Box of Rain"): le parole arrivarono in modo insolito. Era la prima volta che scrivevo una canzone da molto tempo, e avevo la melodia e gli accordi, in effetti l’intera canzone dall’inizio alla fine – introduzione, coda e tutto – e la  misi su nastro per darla a Hunter.


Hunter: “Aveva scritto questi cambi adorabili e messi su un nastro per me, e ci cantò sopra – per cui c’era tutto il fraseggio, e penso che l’ascoltai due o tre volte, scrivendo il più velocemente possibile, e la canzone fu completata.


Lesh: “A quel tempo mio padre stava morendo di cancro e io guidavo fino all’ospedale per andarlo a trovare, e dopo che Bob mi diede il testo mi impratichivo al volante cantando la canzone. In qualche modo identificai quella canzone con mio padre e con la sua morte imminente. Le parole che aveva trovato erano così adatte, così perfette. Fu molto commovente per me avere una tale esperienza durante la dipartita di mio padre. Da allora mi è venuta voglia di cantarla in altre situazioni simili.


Hunter: "Con “box of rain” intendevo il mondo in cui viviamo, ma “palla di pioggia” non mi suonava bene, così divenne “scatola” e non so chi ce l’abbia messa.



Guarda fuori da qualunque finestra, ogni mattina
Ogni sera, ogni giorno.
Forse il sole sta splendendo, gli uccelli si lanciano
Da un cielo plumbeo non scende pioggia

Che cosa vuoi che faccia?
Che faccia per te, per aiutarti?
Perché questo è tutto un sogno
Che abbiamo sognato un pomeriggio tanto tempo fa

Esci da qualunque porta, avanza a tentoni
Avanza a tentoni, avanza a tentoni come il giorno prima
Forse troverai una direzione dietro un angolo,
lì dove stava aspettando di incontrarti

Che cosa vuoi che faccia?
Che ti vegli per un poco mentre dormi?
Beh allora non essere sorpreso
Se mi troverai che sogno anch’io

Guarda negli occhi di chiunque trovi accanto a te;
puoi vedere chiaramente fino a un altro giorno.
Forse è stato visto prima attraverso altri occhi
In altri giorni durante il ritorno a casa.

Che cosa vuoi che faccia?
Che faccia per te, per aiutarti?
Questo è tutto un sogno
Che abbiamo sognato un pomeriggio tanto tempo fa

Cammina nella luce frantumata del sole
Incedi lentamente attraverso
Sogni periti verso un’altra terra.
Forse sei stanco e a pezzi;
La tua lingua si è attorcigliata
Con parole dette a metà
E pensieri incomprensibili.

Che cosa vuoi che faccia?
Che faccia per te, per aiutarti?
Una scatola di pioggia lenirà il dolore
E l’amore ti aiuterà.

Solo una scatola di pioggia, vento e acqua.
Credici se ne hai bisogno,
Altrimenti passalo e fallo girare,
Sole e acquazzone, vento e pioggia,
fugacemente dalla finestra
Come una falena davanti a una fiamma.

Ed è solo una scatola di pioggia;
Non so chi ce l’ha messa;
Credici se ne hai bisogno
O lascialo se osi farlo

Ed è solo una scatola di pioggia,
O un nastro per i tuoi capelli;
Un tempo talmente lungo per arrivare a essere andato
E un tempo così breve per essere lì.