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mercoledì 29 settembre 2021

Clampdown

Clampdown (o Working for the Clampdown; letteralmente traducibile in Repressione o Giro di vite) scritta da Joe Strummer e Mick Jones è il secondo singolo tratto da “London Calling”, terzo album dei Clash.



Il regno viene saccheggiato, i gioielli ripresi e l'elicottero scende

Sono nascosti nel retro, con un messaggio su un nastro raffazzonato con la bobina che gira

Dicendo che sono di nuovo qui in questo posto e potrei piangere e c'è del fumo su cui potresti cliccare

Cosa faremo adesso?

E adesso che facciamo?
Togliendogli il turbante, dissero "Quest’uomo è un ebreo?"
Lavorano per la repressione
Hanno affisso un manifesto che dice guadagniamo più di voi!
Lavorando per la repressione


Insegneremo la nostra contorta ideologia
Ai giovani fedeli
Addestreremo i nostri uomini dagli occhi azzurri
Ad essere giovani fedeli

Il giudice disse "da cinque a dieci anni"
Io dico facciamo pure il doppio
Io non lavoro per la repressione
Nessun uomo nato con un’anima profonda

Può lavorare per la repressione


Abbatti il muro, fai cadere i governi
Come puoi rifiutarti?
Che il furore abbia la sua ora, la rabbia può essere forza
Sai di poterla usare?

Le voci che hai in testa si fanno sentire
Non sprecare più tempo, nulla avverrà
Solo uno stupido penserebbe
Che qualcuno possa ancora salvarti
Gli uomini della fabbrica sono vecchi e scaltri
Tu non gli devi niente, perciò taglia la corda ragazzo
Sono gli anni migliori della tua vita che vogliono rubarti

Cresci e ti calmi
Adesso lavori per la repressione
Cominci a vestire di blu e marrone
E lavori per la repressione
Così hai qualcuno a cui dare ordini
E questo ti fa sentire importante
Scivoli fino all’abbruttimento
E ora compi il tuo primo assassinio

In quest'epoca di presidenti malvagi
Che lavorano per la repressione
Ma già un paio di loro hanno pagato il prezzo dovuto
Per aver lavorato per la repressione
Ah! Avanti! Avanti!

E non ho rivelato alcun segreto
Chi è il più fesso adesso?

mercoledì 6 maggio 2020

Stay Free


Una canzone di Mick Jones ispirata a un’amicizia vera, compare su “Give 'Em Enough Rope” del 1978.
Mick Jones e Robin Crockers si conobbero sui banchi della prestigiosa Strand School di Londra. Un giorno furono richiamati dal preside dopo che si erano azzuffati: non essendo riusciti a mettersi d’accordo su chi fosse superiore tra Bo Diddley e Chuck Berry, avevano fatto decidere ai pugni. Come ha raccontato lo stesso Crockers in un’intervista al Guardian, quel momento fu una rivelazione per entrambi: diventarono amici e, soprattutto, persero qualunque forma di rispetto per l’autorità e chi la rappresentava. Si persero poi di vista per un periodo: l’uno a fare punk rock, l’altro a provare la strada del giornalismo per poi soggiornare nella cella di un carcere dell’isola di Wight: l’avevano beccato, insieme ad altri, a rapinare una banca.
 “Quando sono uscito dal carcere, Mick aveva fondato i Clash. Una sera si presentò da me con una chitarra acustica e mi suonò ‘Stay free’. Qualcuno una volta mi ha detto che è la più eccezionale canzone d’amore eterosessuale che un uomo ha dedicato ad un altro uomo, il che è molto vero. È il ricordo di un gruppo glorioso, di un periodo glorioso e di una gloriosa amicizia. Sfortunatamente non rimasi libero per molto tempo. Feci una rapina a Stoccolma e mi beccarono di nuovo.”



Ci conoscemmo quando andavamo a scuola
Non ci siamo mai fatti mettere i piedi in testa da nessuno, non eravamo stupidi
L’insegnante diceva che eravamo scemi
Ma ci stavamo solo divertendo
Stracciavamo chiunque
In classe

Quando fummo cacciati fuori io me ne andai senza troppo clamore
E nei fine settimana ce ne andavamo a ballare
Giù a Streatham in corriera
Mi facevi sempre ridere
Mi cacciavi in brutte risse
Mi facevi giocare a bigliardo tutta la notte
Fumando al mentolo

Io mi esercitavo quotidianamente nella mia camera
Tu eri giù al Crown a pianificare la tua prossima mossa
Sei andato a rubacchiare
Hai colpito il tipo sbagliato
Hanno dato a ciascuno tre anni
A Brixton

Ho fatto del mio meglio per scrivere
Come si stava a Butlins?
Erano troppo severi i secondini?
Quando ti molleranno
Attaccheremo la città
Le daremo fuoco, cazzo, la ridurremo
In cenere

Perché gli anni sono passati e le cose sono cambiate
E mi sposto dovunque io voglia andare
Non dimenticherò mai la sensazione che ho provato
Quando sentii che eri arrivato a casa
E non dimenticherò mai il sorriso sul mio volto
Perché sapevo dove saresti stato

E se sei al Crown stasera
Bevine una alla mia salute
Ma prenditela calma, vacci leggero, resta libero