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sabato 12 dicembre 2020

Cowboy Movie

Da “If I Could Only Remember My Name”, il disco solista di David Crosby pubblicato nel 1971.

Come già illustrato chiaramente dal titolo, questa canzone è un vero e proprio film western, in cui la musica è la colonna sonora di sé stessa, il racconto è intenso e drammatico, il crescendo e la tensione sono inesorabili. Una grandissima prova del Crosby narratore visionario, accompagnato qui, come in altri brani dell’album, da buona parte dei Grateful Dead.



Io e i miei buoni sodali, stavamo cavalcando di ritorno al campo

Ci sentivamo benissimo, l’aria era tersa e leggermente umida

Tornavamo cavalcando per spassarcela un poco

Per festeggiare la rapina al treno

 

Chiacchieravamo a voce bassa e pigramente

Del fatto di non dovere uscire di nuovo a breve, oh sì

Sai non eravamo tornati a casa che da due ore

Quando udimmo un falco strillare nella notte

E sai, quello è un segnale del giovane Billy, la nostra sentinella

 

Ci stava dicendo che qualcosa non era del tutto in ordine, oh

Così afferrammo rapidi qualche pezzo del nostro armamentario

Uscimmo incespicando da casa

In due minuti esatti l’avevamo trovata, una ragazza indiana tutta sola

 

Ed Eli disse, “Portiamola con noi alla capanna”

Io dissi, “Non sai che ella potrebbe essere la legge, sì”

Egli disse, sorridendo con un’aria sconcia

“Non ci sono molte possibilità che sia più rapida di me a estrarre”, oh sì

 

Eravamo in cammino per ritornare circondati dall’oscurità

Udii il Duca, il nostro dinamitardo, dire

“Qual è il tuo nome, dolce ragazzina indiana?”

Ella disse, “Corvo” e volse lo sguardo altrove

Proprio in quel momento non mi fidai di lei, no, e lo dissi, oh no

 

Ora, Eli, è il nostro artigliere più veloce

È un giovane gretto del Sud

Disse, “Albert il grasso, stai diventando vecchio e strano”

Farai meglio a prendere il tuo calibro dodici e a farlo dannatamente in fretta

E lo feci, sai

 

A quel punto Eli e il Duca vennero al dunque

Ognuno di loro voleva la ragazza indiana per sé

Ma quando finalmente riuscirono a farsi avanti

Lo sai che cosa disse? Che era venuta per portare il giovane Billy a casa

Eli disse che avrebbe ucciso il giovane Billy, avrebbe ucciso il Duca

E probabilmente avrebbe ucciso anche me, la ragazza indiana disse, “Avanti, fallo adesso”

Io dissi, “ora basta”, e lei mi morse il pollice quasi staccandolo

 

E quando alla fine cominciarono a buttare giù la porta

Mi imbrattai il volto con il sangue che mi usciva dal pollice

Mi stesi sul pavimento fingendo molto bene di essere morto

Sapete, sono pazzo ma non sono del tutto scemo, oh no

 

Ora sto morendo qui ad Albuquerque

Immagino di essere lo spettacolo più triste che avete mai visto

Sapete qual è la ragione per la quale sono l’unico rimasto qui a raccontare la storia

Sapete la ragazza indiana non era un’indiana, era la legge.

mercoledì 30 novembre 2016

Man In The Mirror

“Songs For Beginners“ del 1971, primo disco solista di Graham Nash da cui è tratta questa canzone, si apre e si chiude con due manifesti del sentimento di quell’epoca “Military Madness” e “Chicago/We can change the World”, ma nel mezzo contiene una raccolta di canzoni che trapelano malinconia e un poco di rassegnazione (probabilmente anche dovute alla fine recente della sua relazione con Joni Mitchell) ma riflettono anche il cambiamento, la transizione e la voglia di ricominciare. Una di queste è proprio “Man in the Mirror”, a cui partecipano Jerry Garcia e Neil Young, brano che parte con un valzer country per poi a un terzo del cammino cambiare tonalità, tempo e feeling in un bridge che la trasforma, mutando anche il sentimento di una canzone che descrive forse la ricerca di dare un senso alla vita.




L’uomo nello specchio

All'estremità di una fune da acrobati mi trovo sopra alla città
Starei bene in un circo, come capiterebbe però anche un pagliaccio
Da come mi sento tutte le mie inibizioni sono cessate

Nel mezzo del nulla mi sono trovato un albero
E il frutto di cui viviamo mi ricorda di me
Sebbene viviamo in aria non sono sicuro che siamo liberi

Veramente non ho molto da dire
Perché vivo alla giornata
Da qualche parte

E non mi importa di ciò che dice la gente
Perché se tutti conoscono il modo
Non siamo da nessuna parte

Due più due fanno quattro, non fanno mai cinque
E fintanto che lo sappiamo possiamo tutti sopravvivere
Assicurati che le cose che fai ci mantengano in vita

Veramente non ho molto da dire
Perché vivo alla giornata
Da qualche parte

E non mi importa di ciò che dice la gente
Perché se tutti conoscono il modo
Non siamo da nessuna parte

È l’immagine che sto producendo, l’immagine che vedo
Quando l’uomo nello specchio parla con me


mercoledì 24 febbraio 2016

Almost Cut My Hair


Una emozionante canzone di David Crosby, registrata in un’unica esecuzione alla fine delle sessioni per l’album “Deja Vu”; una delle poche canzoni di quel disco in cui CSN & Young suonano tutti insieme. Il video riporta una versione di Crosby da solo, che fa risaltare ancora di più la sua magnifica voce. Nella presentazione racconta che suonava questa canzone in prigione, e la suonava perché sapeva che i secondini la odiavano.




Quasi mi tagliavo i capelli
È successo l’altro giorno
Stanno diventando lunghi
Avrei potuto dire che era alla mia maniera
Ma non lo feci e mi chiedo perché
Ho voglia di lasciare sventolare la mia bandiera freak
Sì, sento di doverlo a qualcuno

Deve essere perché ho avuto l’influenza a Natale
E non mi sento come al solito
E questo aumenta la mia paranoia
Come guardare in uno specchio e vedere una macchina della polizia (di Dallas)
Ma non cederò di un centimetro di fronte alla paura
Perché me lo sono ripromesso quest’anno
E sento di doverlo a qualcuno

Ma quando infine mi sarò rimesso in sesto
Ritornerò in quel soleggiato clima meridionale
E troverò un posto, dentro, per ridere
Separare il grano dal loglio

Sento di doverlo a qualcuno