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venerdì 20 gennaio 2023

I Won't Stay For Long

 In memoria di David Crosby (1941 - 2023).

“I Won't Stay For Long" è tratta dall’ultimo album di David Crosby – “For Free”, del 2021.




Uno, due, tre

 

Sto qui sul porticato

Come se fosse sul bordo di un precipizio

Oltre all’erba e alla ghiaia si trova un certo abisso

E non credo che lo sfiderò oggi

Sto affrontando la linea di groppo di una tempesta millenaria

Non so se sto morendo o se sto per nascere

Ma mi piacerebbe essere con te oggi

Sì, mi piacerebbe essere con te oggi

E non resterò a lungo

Possiedo un posto tutto mio

Una piccola fetta

C’è un frammento d’aria tra l’acqua e il ghiaccio

È lì che io vivo, lì io respiro

Una canzone abbandonata

Echeggia attraverso questo pozzo in cui sono caduto

Se solo potessi ricordare l’odore della tua pelle

Allora potrei vivere, potrei respirare

Potrei respirare

 

Chiedo a perfetti sconosciuti se sembro completamente a posto

Mi sento come avessi perduto un’ancora nell’oceano della mia notte

E non voglio che tu mi veda in questo modo

Non lo racconterò a un’anima

Soltanto venererò il sole

Non mi girerò per trovarti quando l’istante sarà andato

Ho solo bisogno di stare vicino oggi

Ho bisogno di stare con te oggi

 

E non resterò a lungo

Possiedo un posto tutto mio

Una piccola fetta

C’è un frammento d’aria tra l’acqua e il ghiaccio

È lì che io vivo, lì io respiro

Una canzone abbandonata

Echeggia attraverso questo pozzo in cui sono caduto

Se solo potessi ricordare l’odore della tua pelle

Allora potrei vivere, potrei respirare

Potrei respirare

sabato 12 dicembre 2020

Cowboy Movie

Da “If I Could Only Remember My Name”, il disco solista di David Crosby pubblicato nel 1971.

Come già illustrato chiaramente dal titolo, questa canzone è un vero e proprio film western, in cui la musica è la colonna sonora di sé stessa, il racconto è intenso e drammatico, il crescendo e la tensione sono inesorabili. Una grandissima prova del Crosby narratore visionario, accompagnato qui, come in altri brani dell’album, da buona parte dei Grateful Dead.



Io e i miei buoni sodali, stavamo cavalcando di ritorno al campo

Ci sentivamo benissimo, l’aria era tersa e leggermente umida

Tornavamo cavalcando per spassarcela un poco

Per festeggiare la rapina al treno

 

Chiacchieravamo a voce bassa e pigramente

Del fatto di non dovere uscire di nuovo a breve, oh sì

Sai non eravamo tornati a casa che da due ore

Quando udimmo un falco strillare nella notte

E sai, quello è un segnale del giovane Billy, la nostra sentinella

 

Ci stava dicendo che qualcosa non era del tutto in ordine, oh

Così afferrammo rapidi qualche pezzo del nostro armamentario

Uscimmo incespicando da casa

In due minuti esatti l’avevamo trovata, una ragazza indiana tutta sola

 

Ed Eli disse, “Portiamola con noi alla capanna”

Io dissi, “Non sai che ella potrebbe essere la legge, sì”

Egli disse, sorridendo con un’aria sconcia

“Non ci sono molte possibilità che sia più rapida di me a estrarre”, oh sì

 

Eravamo in cammino per ritornare circondati dall’oscurità

Udii il Duca, il nostro dinamitardo, dire

“Qual è il tuo nome, dolce ragazzina indiana?”

Ella disse, “Corvo” e volse lo sguardo altrove

Proprio in quel momento non mi fidai di lei, no, e lo dissi, oh no

 

Ora, Eli, è il nostro artigliere più veloce

È un giovane gretto del Sud

Disse, “Albert il grasso, stai diventando vecchio e strano”

Farai meglio a prendere il tuo calibro dodici e a farlo dannatamente in fretta

E lo feci, sai

 

A quel punto Eli e il Duca vennero al dunque

Ognuno di loro voleva la ragazza indiana per sé

Ma quando finalmente riuscirono a farsi avanti

Lo sai che cosa disse? Che era venuta per portare il giovane Billy a casa

Eli disse che avrebbe ucciso il giovane Billy, avrebbe ucciso il Duca

E probabilmente avrebbe ucciso anche me, la ragazza indiana disse, “Avanti, fallo adesso”

Io dissi, “ora basta”, e lei mi morse il pollice quasi staccandolo

 

E quando alla fine cominciarono a buttare giù la porta

Mi imbrattai il volto con il sangue che mi usciva dal pollice

Mi stesi sul pavimento fingendo molto bene di essere morto

Sapete, sono pazzo ma non sono del tutto scemo, oh no

 

Ora sto morendo qui ad Albuquerque

Immagino di essere lo spettacolo più triste che avete mai visto

Sapete qual è la ragione per la quale sono l’unico rimasto qui a raccontare la storia

Sapete la ragazza indiana non era un’indiana, era la legge.

venerdì 27 novembre 2020

What Are Their Names

 Da "If I Could Only Remember My Name" il disco solista di David Crosby, pubblicato nel 1971.




Mi chiedo chi siano
gli uomini che veramente guidano questo paese
e mi chiedo perché lo facciano
in questo modo così sconsiderato.
ditemi quali sono i loro nomi
e in quale strada vivono?
Mi piacerebbe partire di corsa questo pomeriggio
e presentare loro
uno stralcio di quello che penso
relativamente alla pace per l’umanità.
Chiedere la pace non è
un’enormità.


mercoledì 5 giugno 2019

Everybody's Been Burned

Dal disco "Younger Than Yesterday", il quarto dei Byrds, pubblicato nel 1967. Un contributo di Crosby all'album fu la jazzata Everybody's Been Burned, ombrosa riflessione sulla necessità di trovare un equilibrio fra la disillusione e la perseveranza in una relazione sentimentale, avvolta da indolenti, ipnotiche chitarre acustiche.
Di notevole intensità la rivisitazione proposta dai Thin White Rope.



Tutti si sono bruciati in passato
Tutti conoscono il dolore
Ognuno in questo posto
Può dirtelo in faccia
Perché non dovresti provare ad amare qualcuno
Tutti sanno che non funziona mai
Tutti lo sanno, e io
Io conosco quella porta
Che si chiude appena prima
Tu riesca a ottenere quel sogno che vedi

Conosco tutto fin troppo bene
Come voltarsi, come correre
Come nascondersi dietro a un’amara parete di tristezza
Ma muori dentro se scegli di nasconderti
Per cui suppongo che, invece, ti amerò


mercoledì 31 ottobre 2018

Eight Miles High


“Eight Miles High” è una canzone dei Byrds composta da Gene Clark, Roger McGuinn e David Crosby pubblicata per la prima volta come singolo nel 1966. Influenzata musicalmente da Ravi Shankar e John Coltrane, nel testo si ispira principalmente al viaggio compiuto dal gruppo a Londra nell’anno precedente per il loro tour britannico, come suggerito dai versi di apertura: "Eight miles high and when you touch down, you'll find that it's stranger than known." 
Stando a Clark, le parole furono principalmente scritte da lui, con un piccolo contributo di Crosby, “Rain grey town known for its sound” riferito alla capitale inglese e alla “British Invasion” che all’epoca dominava le classifiche negli Stati Uniti. Altre parti si riferiscono alle reazioni della stampa e all’accoglienza nel Regno Unito, descrivendo i fan in attesa della band che viaggia su automobili con autista. 
La canzone fu bandita dalle radio, perché nel testo potevano anche essere scorte correlazioni all’uso di droga, che sebbene inizialmente negate, furono poi ammesse dagli autori. Clark stesso spiegò in un’intervista che gli argomenti erano molteplici: il viaggio in aereo per l’Inghilterra, l’LSD, e altro. Un testo poetico non deve essere limitatamente descrittivo, le droghe entravano a far parte delle canzoni perché allora era molto comune sperimentare e gli influssi erano inevitabili.





Otto miglia di altitudine, e quando tocchi il suolo
Scoprirai che è più strano di quanto è noto
Segnali per strada che dicono dove stai andando
Sono da qualche parte, semplicemente per sé stessi

Da nessuna parte è possibile trovare calore
Tra coloro preoccupati di perdere il proprio terreno
Città grigia di pioggia, nota per il suo suono
In posti, piccole facce senza vincoli

Intorno alle piazze, raggruppati in tempeste
Alcuni ridono, alcuni sono solo figure senza forma
Scene di marciapiede e nere limousine
Alcuni vivono, alcuni stanno da soli

mercoledì 11 luglio 2018

Stranger's Room


Ancora dal primo disco – omonimo - di David Crosby e Graham Nash,  questa volta una canzone del musicista britannico. Anche questa, come “The Wall Song” – dipinge una situazione di sconforto e di disagio, descritta qui in prima persona.



I miei occhi erano pieni di mattino
E la mia bocca era piena di notte
Ero nella stanza di una persona sconosciuta
E non riuscivo a trovare la luce
Mi alzai per usare un bagno differente
Da quello di prima
E cos’è quello da cui scappo e che cos’è quello verso cui corro

Dove vado da qui? Aiutami
Vorrei tanto scomparire e andare via
Dal sapere
Che mi conosci da fin troppo tempo
Quando troverò una differente melodia
suppongo che canterò una canzone differente

Dove vado da qui? Aiutami
Vorrei tanto scomparire e scappare dal mattino
Perché i miei occhi sono colmi di fuga
Sono in una stanza sconosciuta
E ancora non riesco a trovare la luce



mercoledì 20 giugno 2018

The Wall Song


Canzone di Crosby dal primo disco realizzato in coppia con Nash, nel 1972, è impreziosita dal contributo musicale di buona parte dei Grateful Dead (soprattutto dall’inconfondibile chitarra di Jerry Garcia), che valorizza il carattere evocativo del testo.





Tu stai camminando
Hai sempre camminato
Inciampando mezzo accecato
E asciutto come il vento
Che ti mitraglia e ti lascia
A giacere nella sabbia
E la parete si distende infinita accanto a te verso il nulla
Questa parete che hai cercato di attraversare per anni
Questo recinto fatto di paure
Che nessuno ascolta

Vedi una porta
Ah, una porta aperta così grande
Sai che i tuoi occhi ti stanno mentendo
Ciò nonostante arrischi
Una corsa scomposta, una danza ridicola
Come uno spaventapasseri appeso ad asciugare su un palo
E c’è uno spazio come un vuoto che aspetta dentro te
Perché lo attraversi
Verso il blu

Fiuti l’acqua
Erba fresca e pulita, cibo e acqua
Il tuo respiro raschia la tua mente facendone polvere
Il tuo vecchio motore arrugginito sta per crollare
Non riesci a credere che non si fiderebbero di te
La porta vacilla
Dipende dai tuoi occhi?
Continuano a mentirti?
Quali sono le menzogne?




mercoledì 13 giugno 2018

John Riley


Nel loro salto più deciso nella psichedelia, che avviene nel 1966 con “5th Dimension”, i Byrds di McGuinn e Crosby non abbandonano il loro retroterra folk, reinterpretando questo tradizionale inglese, ammantato però per l’occasione dei suoni peculiari di quel disco.
La canzone prende spunto dall'Odissea di Omero, interpretata attraverso la tradizione della ballata popolare del diciassettesimo secolo, e racconta la storia di un potenziale pretendente che chiede a una donna di sposarlo. Ella risponde di non potere, essendo promessa a John Riley, partito tempo addietro per i mari.
L’uomo insiste, chiedendole se vale veramente la pena di attendere un uomo che potrebbe essere annegato, ucciso in guerra o addirittura sposato a un’altra donna. Ma la promessa sposa è salda nel tenere fede alla parola data, e nell'ultima strofa il pretendente rivela di essere proprio lui l’amato.
Il tema è un classico delle ballate tradizionali e ne esistono diverse varianti.



Una giovane e onesta fanciulla nel suo giardino
Un giovane dall’aspetto strano sopraggiunse cavalcando
Dicendo: bella fanciulla, volete sposarmi?
Questa, signore, fu la risposta di lei

Oh no, gentile signore, non posso sposarvi
Perché ho un amore che naviga sul profondo mare salmastro
Sebbene sia partito da ben sette anni
Nessun altro uomo potrà sposarmi

Ma pensiamo se egli fosse morto in una qualche battaglia
O annegato nel profondo mare salmastro
O se avesse trovato un altro amore
Egli e il suo nuovo amore potrebbero essersi sposati

Se ha trovato un altro amore
E ha sposato il suo nuovo amore
Io auguro loro salute e felicità
Là dove dimorano oltre il mare

Egli la prese tra le sue braccia
E la baciò una, due, tre volte
Non piangere più, mio vero amore
Sono io il tuo John Riley, da lungo tempo perduto

mercoledì 24 febbraio 2016

Almost Cut My Hair


Una emozionante canzone di David Crosby, registrata in un’unica esecuzione alla fine delle sessioni per l’album “Deja Vu”; una delle poche canzoni di quel disco in cui CSN & Young suonano tutti insieme. Il video riporta una versione di Crosby da solo, che fa risaltare ancora di più la sua magnifica voce. Nella presentazione racconta che suonava questa canzone in prigione, e la suonava perché sapeva che i secondini la odiavano.




Quasi mi tagliavo i capelli
È successo l’altro giorno
Stanno diventando lunghi
Avrei potuto dire che era alla mia maniera
Ma non lo feci e mi chiedo perché
Ho voglia di lasciare sventolare la mia bandiera freak
Sì, sento di doverlo a qualcuno

Deve essere perché ho avuto l’influenza a Natale
E non mi sento come al solito
E questo aumenta la mia paranoia
Come guardare in uno specchio e vedere una macchina della polizia (di Dallas)
Ma non cederò di un centimetro di fronte alla paura
Perché me lo sono ripromesso quest’anno
E sento di doverlo a qualcuno

Ma quando infine mi sarò rimesso in sesto
Ritornerò in quel soleggiato clima meridionale
E troverò un posto, dentro, per ridere
Separare il grano dal loglio

Sento di doverlo a qualcuno