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giovedì 10 maggio 2018

Die Interimsliebenden


Da "Tabula Rasa", disco degli Einstürzende Neubauten del 1993. In questo testo nessun paragone e nessuna metafora è troppo grande o improbabile per descrivere l'intensità  di un amore improvviso e travolgente, che proprio per la propria dirompenza pare destinato a una inevitabile temporaneità.







Gli amanti a Interim

Lo spazio di un solo colpo di lingua
Racchiude Big Bang e morte termica dell’universo
Dalla Gigante Rossa fino alla Nana Bianca
L’intera gamma
Mi cadono dalla bocca dimensioni cosmiche
Nel descrivere un bacio
Degli amanti transitorii

Ad Interim

Tra microfono e macrocosmo
Tra caos e senza meta
Tra plancton e filosofia
Tra Semtex e Utopia
Ci sono loro
Gli amanti ad Interim

Nella loro unica bocca comune
Vive un colibrì
A ognuno dei suoi battiti d’ali
Troppo veloci per l'indolenza dell'occhio
Fioriscono e tramontano culture
Interi continenti affondano
Qui non ci sono parole innocue
Tutte troppo grandi
E l’esempio più semplice esplode
In 10 elevato alla quattordicesima
Per gli amanti transitorii
Ad interim

Tra maldidenti e olio di garofano
Tra Genesi e 666
Tra c“ e vitamina C
Tra Blu Oltremare e marittimi
Gli amanti ad Interim sono intimi

Gli amanti transitorii
Ad Interim

INTERIM

nello spazio di un solo battito di ciglia
Hanno compiuto un colpo di stato
Ribaltato il governo
Ripetuto le elezioni
E da ultimo sono stati esiliati
Cancellati via dalla Storia
Cammino a fatica avanzando tra lo sporco
Di significative metafore
Meta, meta, meta per metro
Con gesti di gran lunga troppo ampii
Per gli amanti transitorii

gli amanti temporanei
sono amanti ad interim

tra temporaneo e tempura
tra salti mortali e Danza delle Spade
nel frammezzo e sul fondo del mare
tra Semtex e Utopia
si tengono abbracciati

divorano, per la sete,
il poco di luce che rimane
ieri non ci sono più
e domani non ancora
gli amanti
gli amanti temporanei
ieri non ci sono più
e domani non ancora
non realmente
ieri non ci sono più
e domani non ancora

mercoledì 6 gennaio 2016

Stella Maris

Un’altra canzone cantata in coppia: “Stella Maris” dei tedeschi Einstürzende Neubauten. 
Blixa Bargeld e Meret Becker si inseguono e si cercano in ogni parte del mondo, tra sogno e veglia, senza mai riuscire a raggiungersi.




Stella Maris

Sogno di incontrarti nelle più grandi profondità
Il punto più basso della terra, la Fossa delle Marianne,
il fondo del mare.
Tra Nanga Parbat, K2 ed Everest
sul tetto del mondo darò per te una festa
Là dove niente più mi distoglie la vista
Quando arriverai ti vedrò arrivare già dal ciglio
del mondo.
Non c’è niente di interessante qui
Soltanto le rovine di Atlantide
Ma nessuna traccia di te
Credo che non verrai più

Nel sogno ci siamo mancati

Tu sogni me, io te
Non aver paura, non ti sveglierò
Prima che tu ti svegli da sola

Sopra al ghiaccio in direzione del polo nord ti attenderò
sarò sull’asse terrestre
Dalla Terra del Fuoco nel duro lavoro del sogno verso il Polo
tutto ruoterà soltanto intorno a noi
La Stella Polare dritta sopra di me
Questo è il Polo aspetto qui
Solo te, per miglia e miglia, non vedo arrivare

Aspetto sul Polo sbagliato

Nel sogno non ci siamo trovati

Tu sogni me, io te
Non aver paura, ti troverò
Ancora prima che tu ti svegli da sola

Ti prego, ti prego, non mi svegliare
soltanto finché sogno ci sei

Nel sogno lascia che mi imbarchi su una nave
La rotta: Eldorado, Punt questa è la tua terra natia
Aspetto sulla costa, scruto l’orizzonte
finché finalmente vedo la tua vela
Ma il capitano è ubriaco
e perlopiù sotto coperta
In sogno non riesco a governare la nave
Uno scoglio rompe una falla
Nel Mare del Nord è affondata la nave
Su un iceberg mi allontano

Ci siamo mancati nel sogno

Tu sogni me, io te
Non aver paura, non ti sveglierò
Prima che tu ti svegli da sola

Tu sogni me, io te
Non aver paura, ti troverò
Ti prenderò per la collottola del tuo dormiveglia
attirandoti a me

Perché tu sogni me, io te
io sogno te, tu me
Ci sogniamo l’un l’altra fino a essere svegli