In tedesco "übersetzen" è tradurre, ma anche traghettare; questa "strana barca" vuole quindi trasportare parole da una sponda all'altra di lingue diverse, sperando che non risentano troppo della traversata.
“Twilight” vide la luce dapprima su singolo,
insieme con “Acadian Driftwood” nel 1975. Comparve poi come bonus track nella
ristampa dell’album “Islands”. Scritta da Robbie Robertson, la canzone fu
affidata alla voce di Rick Danko, il quale la valorizzò negli anni successivi
allo scioglimento del gruppo inserendola nel suo repertorio da solista.
Vicino al bosco selvaggio
Calda notte d'estate
Giacevamo nell'erba alta
Fino alle prime luci dell'alba
Se potessi fare a modo mio, non avrei mai
Il desiderio di vagabondare
Ma un giovane serve il suo Paese
Un vecchio custodisce la casa
Non mandarmi saluti da lontano
O stupidi souvenir da luoghi remoti
Non lasciarmi sola nel crepuscolo
Perché il crepuscolo è il momento più solitario
della giornata
Non ci ho mai pensato due volte
Non mi è mai passato per la mente
Cosa è giusto e cosa non lo è
Non sono il tipo che giudica
Posso sopportare l'oscurità, oh
Le tempeste nei cieli
Ma tutti abbiamo delle prove da superare
Che bruciano dentro di noi
Non mettermi in una cornice sulla mensola del
camino
Prima che i ricordi diventino vecchi, grigi e
polverosi
Non lasciarmi solo al crepuscolo
Perché il crepuscolo è il momento più solitario
della giornata
E non lasciarmi solo al crepuscolo
Perché il crepuscolo è il momento più solitario
della giornata
Per il fatto che i loro primi tre album furono così
indiscutibilmente riusciti e avendo avuto uno iato di quattro anni nei settanta
in cui non incisero canzoni originali, The Band a volte vengono etichettati
come uno di quei gruppi la cui musica più tarda è carente rispetto al primo
materiale. Un punto di vista che trascura il brillante lavoro licenziato su Northern Lights-Southern Cross nel 1975,
una sorta di canto del cigno per i cinque componenti originali (il disco
Islands del 1977 non fu altro che un mero adempimento contrattuale), che
fondeva con grazia tutti gli elementi unici e differenti che li rendevano così
particolari.
C’era comunque una svolta nel modo di agire. Sugli album
precedenti, il principale compositore Robbie Robertson non aveva mai dedicato
troppo tempo alle tradizionali canzoni sull'amore perduto, preferendo attenersi
a storie animate da personaggi o a esplorazioni penetranti della storia
americana. Finalmente cedette su Northern Lights-Southern Cross con “It
Makes No Difference” arrivando a scrivere uno dei brani spezza-cuore più
devastantemente belli nella storia del rock and roll.
“Pensavo alla canzone
in termini di un’affermazione che il tempo cura tutte le ferite,” raccontò Robertson
intervistato da Robert Palmer ai tempi della pubblicazione della canzone. “Eccetto
in alcuni casi, e questo era uno di quei casi.” Ma con The Band scrivere la
canzone era solo metà dell’opera. Con tre brillanti cantanti a disposizione,
scegliere tra Richard Manuel, Levon Helm, e Rick Danko non era mai un compito
semplice, sebbene in effetti qualunque fosse la scelta non si poteva sbagliare.
Danko ottenne l’incarico, e la sua prestazione emozionante,
colma di note vacillanti e di abbandono spericolato, è l’impersonificazione sbalorditiva
di un uomo condotto all'estremità della sua catena dall'assenza del proprio
amore. Nell'interpretazione si avvale dell’aiuto dei suoi compagni, che forniscono
una performance tipicamente intuitiva. Le note del sassofono di Garth Hudson,
imponenti ma tristi, suonano come se avesse accettato la sconfitta, mentre la
delirante chitarra di Robertson non è ancora pronta alla resa.
Le metafore e similitudini di Robertson sono semplici ma efficaci
nel mostrare il tormento interiore del narratore. Nel bridge l’immaginario
diviene più catastrofico, tutto sale vuote e mandrie in fuga. Alla chiusura
della canzone, Danko dà sfogo ai versi finali con la disperazione che cola da
ogni parola: “Well I love you so much and it’s all I can do/Just to keep myself
from telling you.” A quel punto, ironicamente, si uniscono a lui I suoi bravi
compari Helm e Manuel armonizzando empaticamente per il colpo di grazia: “That
I never felt so alone before.”
Nessuno ha fatto meglio di The Band nella grandeur malinconica,
e non c’è argomento più adatto a tale trattamento che l’amore perduto, per cui
sarebbe stato stato deludente se “It Makes No Difference” non avesse avuto quest’ottima
riuscita. Potete esservici trovati, nel qual caso l’eloquente tormento di
Robertson vi sembrerà dolorosamente familiare, oppure no, e allora l’impavido
canto di Danko servirà come comunicato di pubblica utilità sui meriti di rimanere
legati a una cosa buona per salvarsi la vita.
La paura del palcoscenico. Anche chi dovrebbe essere immune
dopo tante esibizioni non è detto che non ne soffra. Qui il brano di The Band
descrive un caso esemplare, e ci si può chiedere se il testo fosse riferito a
uno di loro in particolare. Certo che quando in “The Last Waltz” il cono aguzzo
del riflettore termina proprio su Rick Danko che sta cantando “He got caught in
the spotlight” il dubbio è più che giustificato, oppure è solo un momento di
grande cinema. Ma la canzone era già di per sé un film, anche prima che
Scorsese la esaltasse con le sue immagini.
Paura del
palco
Nel profondo del cuore di un ragazzo solitario
Che ha sofferto così tanto per ciò che ha fatto,
hanno donato a questo bracciante la sua fortuna e
fama
da quel giorno non è più stato lo stesso.
Vedi l’uomo
con il terrore del palcoscenico
Stare lì in
piedi per donare tutto il suo potere
Ed è
rimasto catturato dal riflettore
Ma quando
arriviamo alla fine
Vuole
ricominciare tutto da capo.
Ho l’alito che sa di acquavite
E il medico mi ha avvertito che potrei ammalarmi.
Mi ha detto “puoi farlo con il tuo travestimento,
basta che non mostri mai la paura che hai negli
occhi”.
Vedi l’uomo
con il terrore del palcoscenico
Stare lì in
piedi per donare tutto il suo potere
Ed è
rimasto catturato dal riflettore
Ma quando
arriviamo alla fine
Vuole ricominciare
tutto da capo.
Ora se dice che ha paura
Prendilo in parola.
E in cambio del prezzo che il povero ragazzo ha
pagato,
riesce a cantare proprio come un usignolo, oh, ooh
ooh ooh.