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mercoledì 11 luglio 2018

Stranger's Room


Ancora dal primo disco – omonimo - di David Crosby e Graham Nash,  questa volta una canzone del musicista britannico. Anche questa, come “The Wall Song” – dipinge una situazione di sconforto e di disagio, descritta qui in prima persona.



I miei occhi erano pieni di mattino
E la mia bocca era piena di notte
Ero nella stanza di una persona sconosciuta
E non riuscivo a trovare la luce
Mi alzai per usare un bagno differente
Da quello di prima
E cos’è quello da cui scappo e che cos’è quello verso cui corro

Dove vado da qui? Aiutami
Vorrei tanto scomparire e andare via
Dal sapere
Che mi conosci da fin troppo tempo
Quando troverò una differente melodia
suppongo che canterò una canzone differente

Dove vado da qui? Aiutami
Vorrei tanto scomparire e scappare dal mattino
Perché i miei occhi sono colmi di fuga
Sono in una stanza sconosciuta
E ancora non riesco a trovare la luce



mercoledì 20 giugno 2018

The Wall Song


Canzone di Crosby dal primo disco realizzato in coppia con Nash, nel 1972, è impreziosita dal contributo musicale di buona parte dei Grateful Dead (soprattutto dall’inconfondibile chitarra di Jerry Garcia), che valorizza il carattere evocativo del testo.





Tu stai camminando
Hai sempre camminato
Inciampando mezzo accecato
E asciutto come il vento
Che ti mitraglia e ti lascia
A giacere nella sabbia
E la parete si distende infinita accanto a te verso il nulla
Questa parete che hai cercato di attraversare per anni
Questo recinto fatto di paure
Che nessuno ascolta

Vedi una porta
Ah, una porta aperta così grande
Sai che i tuoi occhi ti stanno mentendo
Ciò nonostante arrischi
Una corsa scomposta, una danza ridicola
Come uno spaventapasseri appeso ad asciugare su un palo
E c’è uno spazio come un vuoto che aspetta dentro te
Perché lo attraversi
Verso il blu

Fiuti l’acqua
Erba fresca e pulita, cibo e acqua
Il tuo respiro raschia la tua mente facendone polvere
Il tuo vecchio motore arrugginito sta per crollare
Non riesci a credere che non si fiderebbero di te
La porta vacilla
Dipende dai tuoi occhi?
Continuano a mentirti?
Quali sono le menzogne?




mercoledì 30 novembre 2016

Man In The Mirror

“Songs For Beginners“ del 1971, primo disco solista di Graham Nash da cui è tratta questa canzone, si apre e si chiude con due manifesti del sentimento di quell’epoca “Military Madness” e “Chicago/We can change the World”, ma nel mezzo contiene una raccolta di canzoni che trapelano malinconia e un poco di rassegnazione (probabilmente anche dovute alla fine recente della sua relazione con Joni Mitchell) ma riflettono anche il cambiamento, la transizione e la voglia di ricominciare. Una di queste è proprio “Man in the Mirror”, a cui partecipano Jerry Garcia e Neil Young, brano che parte con un valzer country per poi a un terzo del cammino cambiare tonalità, tempo e feeling in un bridge che la trasforma, mutando anche il sentimento di una canzone che descrive forse la ricerca di dare un senso alla vita.




L’uomo nello specchio

All'estremità di una fune da acrobati mi trovo sopra alla città
Starei bene in un circo, come capiterebbe però anche un pagliaccio
Da come mi sento tutte le mie inibizioni sono cessate

Nel mezzo del nulla mi sono trovato un albero
E il frutto di cui viviamo mi ricorda di me
Sebbene viviamo in aria non sono sicuro che siamo liberi

Veramente non ho molto da dire
Perché vivo alla giornata
Da qualche parte

E non mi importa di ciò che dice la gente
Perché se tutti conoscono il modo
Non siamo da nessuna parte

Due più due fanno quattro, non fanno mai cinque
E fintanto che lo sappiamo possiamo tutti sopravvivere
Assicurati che le cose che fai ci mantengano in vita

Veramente non ho molto da dire
Perché vivo alla giornata
Da qualche parte

E non mi importa di ciò che dice la gente
Perché se tutti conoscono il modo
Non siamo da nessuna parte

È l’immagine che sto producendo, l’immagine che vedo
Quando l’uomo nello specchio parla con me