mercoledì 16 agosto 2017

Alptraum

Dal secondo album della Nina Hagen Band, “Unbehagen” (disagio) del 1979, questo brano col suo epico e inesorabile incedere accompagna e scandisce il testo della cantante berlinese, in cui lei stessa si trasforma in incubo perturbante e minaccioso, succuba distruttrice e annientatrice.



Allora, ti manco,
quando le notti sono lunghe e fredde?
Sogni di me,
in una nera caligine trepidante?

Ma io, io, io, io, io
Io sono un incubo
Arrivo, arrivo sul far del giorno
Per annientarti con lo sguardo
Ti do la caccia e non mi sfuggi,
di notte faccio di te un attentatore
un traditore,
caccio via il sudore dalla tua fronte piatta
fin nel profondo del cervello

Allora, ti manco,
quando i boccioli scoppiano?
Sogni di me,
quando mi catapulto oltre il muro come strega?

Allora, ti manco
Quando arriva il diluvio universale?
Non dovrei quindi proprio aiutarti?
Quando nessuno ti aiuta,
ma proprio nessuno ti tira su nell’Arca?

Non avere paura, su
Del resto era tutto solo un sogno
(i sogni sono schiume)
Alla chiara luce del giorno
Del resto tutto è senza peso
(i sogni sono schiume)
Solo nella notte scura e profonda
Lì ti lasci prendere dalla paura

Ma io, io, io, io, io
Io sono il tuo incubo
Di notte faccio di te un anguilla elettrica
Vibrante nelle pene dell’inferno
Ti infilzo la testa su uno spiedo
E poi te la mangia un grasso ratto
E come grasso e pingue pagliaccio
Vengo a spaccarti la faccia

Ti ammazzo mille volte
Ti ammazzo tremila volte
Ti ammazzo seimila volte
Ti ammazzo novemila volte
Ti ammazzo diecimila volte
Ti ammazzo milioni di volte
Ti ammazzo bilioni di volte
Ti ammazzo trilioni di volte

Ti do la caccia e non mi sfuggi,
di notte faccio di te un attentatore
un traditore,
caccio via il sudore dalla tua fronte piatta
fin nel profondo del cervello



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