venerdì 6 marzo 2020

Venus


Una canzone, scritta da Verlaine per l'album Marquee Moon, che racconta le sensazioni di una notte trascorsa insieme all’amico Richard Hell. La famosa Venere di Milo ovviamente non ha braccia nelle quali cadere, e il ritornello quindi enfatizza con una metafora l’ermetismo del testo, sempre molto suggestivo e ricercato stilisticamente come tutti quelli di Thomas Miller, che non a caso adottò come nome d’arte il cognome del poeta francese.



Era una tesa notte in miniatura
Il mondo era così sottile tra le mie ossa e la pelle
Lì stava un’altra persona che era un poco sorpresa
Di trovarsi faccia a faccia con un mondo così animato

Come caddi (ti sentivi giù?)
No (huh?)
Caddi dritto tra le braccia della Venere di Milo

Sai è tutto come un qualche nuovo tipo di droga
I miei sensi sono acuti e le mie mani sono come guanti
Broadway appariva così medievale
Sembrava sbattere come paginette
E caddi di lato ridendo
Con un amico da molti palchi

Come caddi (ti sentivi giù?)
No (huh?)
Caddi dritto tra le braccia della Venere di Milo

Improvvisamente i miei occhi divennero deboli e tremuli
Sapevo che c’era dolore ma un dolore senza sofferenza
Poi Richie, Richie disse
"Hey amico, dai mascheriamoci da poliziotti, pensa le cose che potremmo fare"
Qualcosa, qualcosa mi disse “meglio che tu non lo faccia "

Come caddi (ti sentivi giù?)
No (huh?)
Mi alzai per uscire camminando dalle braccia della Venere di Milo


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